Vent’anni e cinque anni di attività per Le Città del Miele, la rete che riunisce i territori italiani dove il miele nasce, si caratterizza e trova la propria identità. Nata il 5 ottobre 2001 dall’iniziativa dei sindaci di Lazise e Montalcino, la rete conta oggi 52 Città e territori distribuiti in 18 Regioni, impegnati nella promozione del miele italiano e, soprattutto, nella valorizzazione del suo profondo legame con i territori, la biodiversità, la cultura e le tradizioni locali.
“Le Città del Miele rappresentano un grande valore collettivo, un lavoro unitario perseguito e mantenuto con costanza per un quarto di secolo – commenta Jean-Claude Daudry, Sindaco di Châtillon e Presidente de Le Città del Miele –. La visione è rimasta immutata nel tempo: la qualità e la diversità dei tanti mieli italiani trovano il loro legame nei territori che li originano. Il miele non è solo un prodotto delle api, ma uno straordinario testimone del territorio e un interprete del patrimonio di biodiversità, cultura e tradizioni che caratterizza tante località italiane”.
Un modello di promozione territoriale che ha superato anche i confini nazionali. Nel 2021, la FAO, all’interno del report Buone pratiche per un’apicoltura sostenibile, ha citato l’esperienza de Le Città del Miele, riconoscendone l’impegno collettivo a favore dell’apicoltura territoriale.
Il cuore dell’attività è da sempre la promozione “a rete”, attraverso l’agenda annuale …Andar per miele, che riunisce sagre, fiere, feste e mostre mercato organizzate dalle Città associate, con il coinvolgimento di apicoltori, associazioni e amministrazioni locali. Un calendario che oggi genera un investimento promozionale collettivo di circa 350 mila euro e richiama ogni anno oltre 400 mila partecipanti. In più di vent’anni, gli appuntamenti hanno raggiunto complessivamente oltre 8 milioni di consumatori, contribuendo anche alla nascita dell’apiturismo, un nuovo modo di scoprire il mondo delle api, del miele e dei territori.
In questo percorso è cambiato anche il modo di percepire e consumare il miele. Dal 2001 a oggi, il consumo pro capite in Italia è passato da 200 a 600 grammi, mentre il prodotto è progressivamente uscito dalla sola dimensione del “rimedio naturale” per conquistare un ruolo pieno nell’alimentazione quotidiana. Parallelamente, è cresciuta l’attenzione verso la naturalità del miele e verso il ruolo delle api e dell’apicoltura nella tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Accanto alla promozione nazionale, Le Città del Miele hanno sviluppato negli anni iniziative dedicate alla qualità, alla formazione e alla valorizzazione culturale e turistica dei territori. Dal debutto dei mieli italiani a Vinitaly nel 2010 alla nascita del Premio Nazionale Il miele del Sindaco, fino ai concorsi territoriali, alle attività di aggiornamento per gli apicoltori e alla creazione di musei dedicati alla storia dell’apicoltura. Nel 2023 è nata inoltre La Strada del Miele di Macerata, primo format operativo nazionale dedicato all’apiturismo, che coinvolge apicoltori, ristoratori, strutture ricettive e realtà locali.
Il venticinquesimo anniversario rappresenta così non solo un traguardo, ma anche il punto di partenza per una nuova fase. Tra le iniziative previste per il 2026/2027 c’è la Scuola Apiarius, nata dall’accordo con l’Università di Camerino, che proporrà una formazione interdisciplinare rivolta agli apicoltori e orientata alle nuove sfide del settore, con iscrizioni previste da dicembre 2026. Nel 2027 debutterà inoltre a Châtillon “Miels Alpins”, primo concorso europeo dedicato alla qualità dei mieli dell’arco alpino, con il coinvolgimento di sette Regioni alpine italiane e di sette Paesi europei. Completa il programma “Raccontami… l’ape, il miele e la natura”, progetto rivolto alla Generazione Alpha che, nell’anno scolastico 2026-2027, coinvolgerà circa 8.000 studenti delle scuole delle Città associate, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla cultura ambientale e al mondo dell’apicoltura.
Un percorso che continua a partire da una ricchezza unica: l’Italia conta oltre 60 tipologie di miele, espressione della straordinaria varietà delle fioriture e dei territori, per una produzione nazionale complessiva di circa 22 mila tonnellate l’anno. Un patrimonio che coinvolge tutte le Regioni italiane e che trova nell’apicoltura, riconosciuta e regolamentata dalla Legge 313 del 24 dicembre 2004, un importante presidio agricolo e territoriale.