Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Eventi e iniziative

Il Pecorino secondo Velenosi: tre interpretazioni tra territorio, altitudine e tempo

22 Ottobre 2026
Marianna Velenosi, Alessandro Buffolino, Angela Velenosi Marianna Velenosi, Alessandro Buffolino, Angela Velenosi

Come ogni anno, è tornato a Roma, l’appuntamento con la stampa romana della Cantina Velenosi Vini, alla presenza di Angela e Marianna Velenosi, che hanno presentato tre interpretazioni del Pecorino, ciascuna con la propria identità, Villa Angela, Rêve, Montagna tre etichette che ne restituiscono sfumature, personalità ed evoluzione. Location dell’incontro, il nuovo ristorante Viride by Carlo Cracco inaugurato all’interno del Corinthia Rome, propone una visione contemporanea della gastronomia italiana, costruita intorno alla stagionalità, all’artigianalità e alla bellezza senza tempo del paesaggio italiano. Nel giorno della nostra visita era presente lo Chef Alessandro Buffolino.

“Abbiamo voluto mostrare il Pecorino nella sua complessità, evitando di raccontarlo attraverso una sola chiave di lettura. Villa Angela rappresenta la sua immediatezza; Rêve ci parla della sua componente aromatica; Montagna racconta come l’altitudine possa esaltare l’espressività del vitigno”, spiegano Angela e Marianna Velenosi.

Come in molti territori che nascono rossisti in prevalenza, accade, tra cambiamenti climatici e alle tendenze di mercato, di trovarsi a fare metà della produzione bianchista. “ Ho sempre cercato di trovare le risposte a quel che il mercato richiedeva, senza snaturare il terroir, ed evitare di fare vini che piacessero solo a me”, dichiara Angela Velenosi.

Il pranzo è stato aperto con il calice di benvenuto di Gran Cuvée Gold Metodo Classico 2014, il percorso gastronomico prende il via con Capesante arrosto, mais, ’nduja e coriandolo, piatto intenso e articolato, abbinato a Villa Angela Pecorino Docg 2025. Giovane, profumato e fresco, il vino esprime un profilo aromatico improntato alla frutta a polpa bianca e a sentori tropicali, con richiami a banana, ananas e mela. Una versione del Pecorino che ne esalta la fresca immediatezza al sorso.

Per il primo è stato servito un riso mantecato, zucca, amaretto e fegato grasso, accompagnato da Rêve Offida Pecorino Docg. L’etichetta, che nasce come Chardonnay con passaggio in legno negli anni novanta, destinato per la maggior parte oltreoceano, viene poi mutato con il pecorino, che di seguito entrerà a far parte della denominazione. Per questa etichetta Angela e Marianna Velenosi scelgono di mettere a confronto due annate distanti tra loro dieci anni: 2024 e 2014. Una lettura che permette di apprezzare l’evoluzione del Pecorino nel tempo, dalla componente aromatica e fresca della giovinezza con frutti tropicali della 2024, alla maggiore complessità, profondità e persistenza della 2014 che incanta per la sua essenza. Un vino di grande struttura, capace di dimostrare come questo vitigno possa esprimere nel tempo una sorprendente capacità evolutiva.

Il secondo è stato abbinato al Montagna Pecorino Doc 2025, presentato insieme al Maialino Cinturello glassato, pomodoro verde e scampi. Il racconto del Pecorino Velenosi si spinge in quota: quella dei 600 metri sul livello del mare tra Acquasanta Terme e Arquata del Tronto, dove la cantina ha avviato il suo primo esperimento di viticoltura d’altura, con suoli ricchi di sassi e roccia, non lontano da cave di travertino. Un bianco che al sorso esprime una freschezza innata, che al momento di leggere nel retro etichetta, con i suoi 15 gradi ha stupito i presenti.

Un vino che grazie a questa sua prerogativa va completamente in controcorrente rispetto alle richieste di vini meno alcolici, infatti come affermato da Marianna è andato esaurito in meno che non si dica. All’olfatto è piacevole, intenso, raffinato, con sentori erbe officinale, menta salvia Floreale di biancospino, fiori d’acacia e gelsomino, esprime anche sentori di frutta, pesca mela verde.

Al palato fresco sapido, con grande coerenza gusto olfattiva, e prolungato finale. La precocità di maturazione del Pecorino rende interessanti per la coltivazione gli ambienti più freschi delle aree appenniniche, comprese quelle tra il Gran Sasso e i Monti Sibillini. Le condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo di grappoli dal profilo aromatico più elegante e minerale, mantenendo al tempo stesso quella freschezza e acidità che costituiscono uno dei tratti distintivi del Pecorino e che incontrano i sentori fruttati tipici del clima mediterraneo dell’Adriatico centrale.

Accanto a Montagna, Angela Velenosi sceglie di presentare in anteprima anche la nuova annata di un altro grande protagonista della produzione aziendale: Roggio del Filare Rosso Piceno Doc Superiore 2023, che amplia la narrazione oltre il Pecorino e racconta un’altra delle espressioni identitarie del territorio marchigiano.

A chiudere il pranzo è il Maritozzo caramellato, abbinato al Vino e Visciole Superiore, finale goloso e profondamente legato alla tradizione regionale. Il Pecorino diventa in questo senso il filo conduttore di un cammino che unisce identità e innovazione, memoria e ricerca, collina e alta quota, mostrando quanto possa essere articolato il linguaggio di un vitigno profondamente radicato nelle Marche.

Una degustazione che dimostra quanto possa essere articolata l’identità di un vitigno, quando cambiano stile, tempo e ambiente di coltivazione.