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Scenari

E se le bollicine inglesi si chiamassero British Fizz? L’idea che piace arriva da New York

19 Gennaio 2017
Calice di bollicine Calice di bollicine

In Francia c'e' lo champagne, in Italia lo spumante e il prosecco, in Spagna la cava. Ora a cercare un'etichetta sono anche le anonime bollicine made in Britain, la cui qualità appare in crescita – a dar retta ad alcuni assaggiatori – a dispetto d'una produzione modesta. 

E la risposta giusta – annuncia il Times – sembra averla trovata un barman di New York: British Fizz. Stando al giornale, l'idea ha avuto successo e potrebbe essere adottata dai produttori della United Kingdom Vineyard Association, impegnati da tempo a tentare di veder riconosciuto un loro marchio Igp (d'indicazione geografica protetta). “La questione di come chiamare il vino britannico è aperta da 50 anni e non è mai stata risolta”, ammette Sam Lindo, presidente dell'associazione e titolare di un'azienda vinicola piuttosto rinomata in Cornovaglia, estrema punta sud-occidentale dell'Inghilterra. Ora British Fizz potrebbe mettere d'accordo tutti almeno per lo sparkling wine. Ma non è detto. Lo stesso Times ha promosso di recente un referendum tra i bevitori d'oltremanica in cui sono state scartate ipotetiche denominazioni quali Frisson, Britagne o l'inguardabile Shampagne (un pugno nell'occhio non solo per i francesi); mentre ha raccolto consensi l'opzione “Merret”: omaggio al medico e scienziato Christopher Merret, naturalmente britannico, che nel XVII secolo brevettò per primo la tecnica della fermentazione secondaria per dare “frizzantezza” ai vini.

C.d.G