Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Cibo e dintorni

Armetta, il negozio compie 100 anni ed è grande festa: “Qui la gioia dei golosi tra salumi e formaggi”

11 Febbraio 2026
L’assessore alle Attività produttive e Suap del Comune di Palermo, Giuliano Forzinetti, consegna un riconoscimento a Gino Armetta insieme alla moglie Teresa L’assessore alle Attività produttive e Suap del Comune di Palermo, Giuliano Forzinetti, consegna un riconoscimento a Gino Armetta insieme alla moglie Teresa

Un secolo di attività per la bottega di Gino Armetta e della moglie Teresa nel quartiere di San Lorenzo a Palermo. Ancora oggi è un riferimento assoluto di eccellenza e di ricerca. E per la ricorrenza tanti produttori amici da Salvatore Passalacqua a Beppino Occelli

Un secolo di vita, portato con energia, curiosità e competenza. La salumeria Armetta di via dei Quartieri a Palermo, ha appena celebrato i cento anni dalla sua apertura. Salumieri dal 1926, recita l’insegna, con un plurale che rende omaggio a papà Totò che per primo la volle proprio lì, nel cuore del quartiere San Lorenzo e al figlio Angelo, da tutti conosciuto come Gino, che da più di cinquant’anni la porta avanti con dedizione. Al suo fianco, la moglie Teresa infaticabile ed entusiasta portavoce e promotrice della qualità che qui si pratica da sempre.

Selezione di prodotti e produttori e attenzione alla provenienza e alle lavorazioni, infatti, stanno alla base delle scelte che quotidianamente gli Armetta fanno per la loro bottega storica, una delle poche rimaste a Palermo, sicuramente una delle più longeve.

Quando la gastronomia ha aperto i battenti, nel 1926, si trovava più o meno di fronte al civico 6 di via dei Quartieri, dove ha sede oggi, in una zona che ospitava tante botteghe: la merceria, il fruttivendolo, il macellaio, qualche negozio di abbigliamento, la farmacia, le salumerie. Oggi, di storico, sono rimasti solo il negozio degli Armetta, che resiste al tempo e alle mode passeggere e poco altro.

A celebrare con loro, nei giorni scorsi, a Villa Castelnuovo questo importante compleanno, clienti, amici e alcuni tra i più qualificati e appassionati agricoltori e casari non solo siciliani: da Spera a Gatì, da Sandra Invidiata a Salvatore Passalacqua il casaro della Tuma Persa, da Morettino ad Appiano a Cavarra, a Simonte, fino a Beppino Occelli, il rinomato produttore caseario piemontese che, con il suo lavoro, ha aperto la strada ad importanti creazioni nel mondo del formaggio di qualità. Tutti animati e sostenuti dalla passione per le cose buone fatte bene e tutti concordi nel riconoscere a Gino e Teresa Armetta grande competenza nella selezione, promozione e narrazione dei prodotti.

Gino afferma con fierezza di essere figlio d’arte e, raccolta l’eredità del padre, dal 1970 è lui a gestire la gastronomia. A guardarlo oggi muoversi con competenza tra i formaggi e salumi del suo bancone, si fa fatica a pensare che da ragazzo proprio non ne voleva sapere di stare a bottega col padre Totò che, lungimirante, lo ha lasciato studiare durante la settimana, obbligandolo a stare al negozio il sabato pomeriggio per imparare il mestiere. Quello stesso mestiere che oggi lui, a fatica, prova a tramandare alle nuove generazioni, spesso poco interessate perché, secondo Gino, non ne colgono l’essenza e le potenzialità culturali. Non si tratta, infatti, solo di vendere un formaggio o un salume piuttosto che un altro ma di fare cultura raccontando territori e prodotti di qualità.

Per far questo, Gino e Teresa non hanno mai smesso di formarsi: sono professionisti dell’Onaf, l’Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi e sono stati tra i primi in Sicilia a diventare assaggiatori professionisti di salumi dell’Onas. Spesso, nel tempo libero, lui e la moglie vanno in giro per la Sicilia alla ricerca di produttori che facciano cultura del buon formaggio e meritino il loro piccolo palcoscenico nel bancone di via dei Quartieri. “Poi – racconta Gino – cerco di lavorare in sintonia con i clienti, di capire cosa desiderano, quanto vogliono spendere. Faccio assaggiare i prodotti che ho selezionato e li racconto”, dice con naturalezza.

Ma questo attento lavoro di divulgazione non si esaurisce davanti al bancone perché da Armetta si organizzano ciclicamente corsi e degustazioni di formaggi, salumi, vini, birre, per appassionati e neofiti. Degustazioni che spesso varcano i confini isolani, per lasciare spazio a gusti e culture più lontane. Come è accaduto, ad esempio, recentemente con un gemellaggio con alcuni tra i più prestigiosi prodotti del Friuli Venezia Giulia, impossibili da trovare a Palermo e degustati e raccontati in bottega in un interessantissimo scambio culturale tra Friuli e Sicilia.

In bottega, poi, si spazia dunque tra i più rinomati formaggi siciliani: maiorchino, tuma persa, piacentinu ennese, caciocavallo di Castronovo di Sicilia, pecorino di Santo Stefano di Quisquina, provola dei Nebrodi, agli affinati come il Fior di Garofalo, formaggio vaccino a pasta molle e crosta fiorita. Ma qualità e buon gusto varcano spesso i confini locali e qui si trovano anche chicche come formaggi di fossa, affinati di pregio come un Cusiè, formaggio piemontese fatto con latte di pecora e vacca, affinato tre anni con rum e avvolto in foglie di tabacco. Basta affidarsi alle mani esperte di Gino e lui saprà spiegare cosa scegliere e come abbinarlo al meglio.

Un’unica avvertenza: dopo non ci si potrà più accontentare di un salume o di un formaggio qualunque.