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Tradizione che diventa eccellenza: Scannabue, cucina piemontese d’autore

19 Giugno 2026
Esterno di Scannabue Esterno di Scannabue

Un’importante alternativa alla ristorazione dell’alta cucina, il cosiddetto fine dining, è rappresentata da un’offerta culinaria incentrata non sulla ricerca di piatti ricchi di fantasia e su nuove preparazioni, anche con l’aiuto di ingredienti particolari e meno comuni, ma sul perfezionare ricette della tradizione del territorio.

L’obiettivo è innalzarle ad un livello di eccellenza fuori dal comune, anche grazie alla elevata qualità delle materie prime utilizzate. Ecco, Scannabue a Torino appartiene a questa categoria di ristorazione, dove non ti aspetti un piatto creativo, diverso e magari affascinante, ma semplicemente preparazioni che si tramandano di generazione in generazione cucinate come si deve e forse ancora di più. Quindi non possiamo parlare del solito “piatto riscaldato”, piuttosto di una sorta di sublimazione del già conosciuto, affrontato con le conoscenze e le tecniche odierne e perciò portate ad un livello di bontà che forse il piatto non aveva mai avuto nel corso della sua storia.

Da Scannabue, un locale accogliente arredato in maniera rustica, troviamo alcuni piatti tipici della cucina torinese che, oltre ad essere presenti sotto la voce “I Grandi Classici”, sono inseriti anche in un menù degustazione, cosiddetto “della tradizione”, dall’interessante prezzo di soli 37,50 euro. Lo abbiamo scelto per la nostra esperienza e ci siamo immersi immediatamente nell’arte culinaria piemontese con il “Vitello tonnato alla nostra maniera”: eseguito con maestria con carne morbidissima dal sapore autentico, servito con la tipica salsa, famosa in tutto il mondo.

A seguire la tartare di carne, “Dadolata di carne cruda di Fassona condita con un battuto di prezzemolo, aglio e acciughe del Cantabrico e Maionese alla senape”, dalla straordinaria vitalità (l’accostamento carne-acciughe ci è sembrato particolarmente riuscito), ed i mitici Agnolotti del Plin ai tre arrosti, serviti in questa occasione al Beurre de Bresse en Barattes. Il piatto non ha bisogno di presentazione per la sua rinomanza (plin è il pizzicotto con il pollice e l’indice che serve per sigillare il singolo agnolotto): ci limitiamo a segnalare la giusta dimensione della pasta, secondo tradizione, ridottissima e il suo condimento.

Il Beurre del Bresse è un burro francese di eccellenza, prodotto Aop (equivalente della nostra Dop), ottenuto da vacche che pascolano prevalentemente all’aperto. Barattes, recipiente storico utilizzato per sbattere la crema di latte ed ottenere il burro, sta indicare che il prodotto non è ottenuto industrialmente ma con il metodo classico tradizionale. Il risultato nel piatto è di una consistenza morbida, quasi setosa, che accarezza il palato e dona piacevolezza senza l’effetto negativo, dietro l’angolo, dell’untuosità eccessiva.

La “Guancia brasata al Barbera su purea di patate di montagna”, piatto di carne emblematico per trattamento della cottura e bilanciamento tra parte magra e grassa, e il dolce concludono degnamente la nostra cena. Forse dall’offerta dei dessert ci si aspettava qualcosa di più: li abbiamo mangiati senza che ci abbiano colpiti particolarmente.

Merita una menzione la carta dei vini, ampia con importanti referenze anche se incentrata soprattutto sull’eccellenza enologica piemontese. È presente anche una scelta di vini al calice, consuetudine che auspichiamo diventi sempre più diffusa e ricca per venire incontro anche ad un consumo dell’alcool più moderato e che consentirebbe anche al singolo commensale di degustare un buon calice senza doversi caricare del costo dell’intera bottiglia.

Ristorante Scannabue
Largo Saluzzo, 25h
10125 Torino (TO)
tel. 011 6696693
carte di credito tutte
sempre aperto
ferie variabili
parcheggio no