Per il quinto anno consecutivo Biondi-Santi sceglie una strada diversa per raccontare il proprio mondo. Si chiama “La Voce di Biondi-Santi” ed è un progetto che unisce vino, podcast e narrativa, trasformando ogni nuova annata in un racconto capace di andare oltre le consuete schede di degustazione.
L’iniziativa, ospitata dalla Tenuta Greppo, si sviluppa attraverso podcast e audiolibri che intrecciano il racconto del vino con la forza della narrazione contemporanea. Ogni edizione prende spunto da una parola simbolo: per il 2026 il filo conduttore è “Generazioni”, un tema che richiama la storia della famiglia Biondi-Santi e il passaggio di conoscenze che ha accompagnato l’evoluzione del Brunello di Montalcino.
“Con questo progetto stiamo costruendo un nuovo linguaggio per il vino – spiega l’amministratore delegato Giampiero Bertolini –. L’informazione si unisce alla letteratura e il digitale ci permette di raggiungere un pubblico sempre più ampio. Il racconto orale è uno strumento antico ma estremamente attuale, capace di trasmettere emozioni in modo diretto”.
Nel podcast sono proprio Bertolini e il direttore tecnico Federico Radi a raccontare le nuove annate, soffermandosi sulle caratteristiche dei vini, sulle peculiarità della vendemmia e sul significato della parola scelta per questa edizione.
Accanto alla parte enologica trova spazio anche quella letteraria. Per il progetto 2026 Biondi-Santi ha coinvolto cinque giovani autori della Scuola Holden di Torino, invitandoli a vivere la Tenuta Greppo, passeggiare tra i vigneti e lasciarsi ispirare dalla storia dell’azienda. Da questa esperienza sono nati cinque racconti inediti, disponibili in formato audiolibro sul sito dell’azienda, sulla piattaforma dedicata e attraverso il QR Code presente sulle bottiglie di Brunello e Brunello Riserva.
Per Bertolini, la parola “Generazioni” sintetizza perfettamente l’identità dell’azienda. “Da Clemente Biondi Santi, che diede il nome Brunello, fino alle generazioni successive, ogni passaggio ha lasciato un patrimonio di valori e una visione del vino unica. È questa profondità che i giovani scrittori hanno cercato di interpretare con i loro racconti”.
Il progetto accompagna anche la presentazione delle nuove uscite della cantina. Il Rosso di Montalcino 2023 viene descritto come l’espressione più immediata del Sangiovese di Montalcino, nato da un’annata complessa ma capace di regalare eleganza e autenticità.
Il Brunello di Montalcino 2020, invece, racconta un millesimo particolarmente equilibrato, con tannini fini, freschezza e una notevole capacità di evoluzione.
Tra le etichette più attese c’è anche il Brunello di Montalcino Riserva 2019, quarantiquattresima edizione della Riserva Biondi-Santi. Per Federico Radi rappresenta una delle migliori annate della sua carriera grazie a un andamento climatico particolarmente favorevole che ha permesso di ottenere uve di qualità eccezionale e un vino di grande eleganza e profondità.
A completare la gamma arriva infine La Storica, la selezione annuale con cui Biondi-Santi riporta alla luce una vecchia Riserva custodita nel caveau aziendale. Per questa edizione è stata scelta la Riserva 1983, caratterizzata da tannini setosi, lunga persistenza e grande finezza espressiva.
“Le generazioni sono il fondamento della nostra identità – conclude Bertolini –. Grazie ai valori tramandati nel tempo possiamo affrontare il futuro con radici solide, trovando allo stesso tempo nuovi modi per raccontare la nostra storia e quella dei nostri vini”.