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Campania Stories 2024, tocca ai rossi: faticano i Taurasi. Piedirosso sulla cresta dell’onda

05 Giugno 2024
Una degustazione a Campania Stories 2024 Una degustazione a Campania Stories 2024

Anche se con risultati nel complesso differenti, la degustazione dei vini rossi a Campania Stories 2024 segue il trend evidenziato lo scorso anno con una vera e propria dicotomia fra tipologie che vanno sempre più verso eleganza e suadenza e denominazioni che non riescono a staccarsi da modelli che appaiono ancora di difficile approccio, ancor più alla luce delle tendenze odierne, rivolte alla leggerezza e alla bevibilità (leggi qui l’articolo sui vini bianchi>). I Taurasi faticano a trovare i giusti equilibri a fronte di una materia prima che ha tanto di tutto: colore, struttura, potenza, tannini. Un insieme sicuramente non facile da dominare. Il clima sempre più caldo non ha favorito il lavoro dei produttori: forse c’è qualcosa da rivedere nella gestione delle viti, nell’epoca di vendemmia, così come in cantina nelle estrazioni che a volte sembrano un po’ troppo spinte. Va detto, comunque, che si sono ridotti molto i casi in cui ci trovavamo di fronte a maturazioni eccessive, evoluzioni troppo spinte e durezze tanniche. Gli Irpinia Aglianico o gli Irpinia Campi Taurasini appaiono più leggibili, espressivi, dimostrando comunque la pregevolezza di un territorio che può essere interpretato in diversi modi. A nostro parere, però, tutto questo non vuol dire che bisogna rinnegare la tradizione, ma al contrario, cercare di mantenerla, magari semplicemente limando gli eccessi alla ricerca di un equilibrio migliore. Non è affatto facile, lo sappiamo, ma è proprio questa la sfida per il futuro dell’Aglianico, sia in Irpinia che nel Beneventano.

Al di là delle considerazioni generali, non mancano mai le aziende che lavorano bene e propongono ottima qualità. Sulla cresta dell’onda, invece, il Piedirosso, soprattutto nei Campi Flegrei. Pur costatando che, probabilmente, i vini non raggiungono i livelli di quelli assaggiati nella scorsa edizione di Campania Stories (siamo abbastanza convinti che le caratteristiche delle differenti annate proposte siano state determinanti), nei calici troviamo eleganza, freschezza e gentilezza espressiva, senza trascurare la forza aromatica che si arricchisce di una vivida mineralità. C’è territorio, personalità, piacevolezza e facilità di beva, tutti elementi che rendono i vini a base di Piedirosso “vincenti” perchè identitari e nello stesso tempo vicini al gusto attuale. Infine i rossi del Casertano (Casavecchia e Pallagrello Nero), della Costa d’Amalfi, del Cilento e di altre aree, che offrono una varietà non comune ad altre regioni e fra i quali sempre più spesso troviamo interessanti sorprese.

I NOSTRI ASSAGGI

Di seguito i nostri migliori assaggi fra i vini rossi con alcune note:

Campi Flegrei Piedirosso Dop

Colle Rotondella 2023 – Cantine Astroni
Presenta un profilo olfattivo elegante di stampo floreale con piccoli frutti appena maturi che completano il bouquet. Il sorso è fresco, agile, snello, salino e si distingue per i fiori che tornano preponderanti al retronaso insieme ad un cenno di cenere. Garbati i tannini. Un rosso aggraziato e suadente che non stanca mai.

Terrazze Romane 2020 – Cantine del Mare
Intensi sentori di rosa e violetta, accompagnati da un tocco di spezie, caratterizzano la tipica espressione del vitigno in questo territorio. Delicato tanto nella parte aromatica quanto in quella tannica, è lungo, decisamente sapido, succoso e davvero facile da bere.

2020 – Contrada Salandra
Armonia e buona complessità si esprimono attraverso note floreali scure, frutta matura, un deciso tocco di arancia rossa, pepe nero e un cenno di cenere vulcanica. Il sorso è fresco, di medio corpo, ben bilanciato e provvisto di un finale di chiaro stampo minerale. Morbidi e misurati i tannini. Ormai un classico.

Settevulcani 2023 – Martusciello Salvatore
Profumi di fiori con i petali di rosa in evidenza introducono un palato di moderata consistenza, fresco, disteso e sapido con un tannino appena spigoloso che ha solo bisogno di tempo per arrotondarsi e integrarsi al meglio. Gustoso e scorrevole.

Paestum rosso Igp

Difesa 2019 – Francesca Fiasco
Blend di Aglianico, Cabernet Sauvignon e Barbera, con un piccolo saldo di vitigni a bacca rossa locali, va ben oltre la somma delle sue componenti, rivelando un profilo originale e convincente. Ha un naso variegato che risulta giocato tra le note dolci della frutta rossa matura e freschi sentori di macchia mediterranea, un po’ pungenti e un po’ balsamici. Vivo e succoso il sorso che si articola su un’ottima acidità, tannini compatti e un finale sapido. Incisivo e piacevole.

Irpinia Aglianico Dop

Quattro Cerri 2019 – Masseria Della Porta
E’ intenso, pulito e profondo nei profumi di frutta rossa e prugna che si arricchiscono di vivaci richiami di erbe aromatiche e pepe. Pieno, avvolgente ed equilibrato, presenta una tessitura precisa e una notevole lunghezza. Ben estratti i tannini. Davvero un’ottima combinazione di materia, ordine ed energia.

Taurasi Dop

Andrea 2019 – Colli di Lapio
E’ composto, quasi rigoroso all’olfatto con sentori di frutti scuri che appaiono maturi al punto giusto e nitide note di pepe nero. In bocca è ben strutturato, intenso nel gusto, fitto nei tannini e molto persistente. Non manca un’evidente vena acida che regala freschezza e dinamismo. Ci sono volume, forza, ma mai eccessi in questo vino che si distingue per regolarità e equilibrio.

Bosco Faiano 2019 – I Capitani
Inizialmente cupo, sembra avere un carattere austero, ma dopo un po’ si apre, virando verso un frutto rosso maturo, contornato da un tocco floreale e una sottile speziatura. All’assaggio mostra buona acidità, corpo pieno, tannini compatti e ben presenti, ma soprattutto slancio. Lunga la chiusura.