Dall’esperienza in frantoio alla scoperta del paesaggio olivicolo, passando per degustazioni, gastronomia e cultura locale: l’olio extravergine di oliva può diventare una chiave per raccontare i territori e generare nuove opportunità economiche. Una prospettiva particolarmente rilevante per le aree interne italiane, che rischiano di perdere oltre 1,3 milioni di abitanti entro il 2050, ma nelle quali il turismo rurale può contribuire a rafforzare l’attrattività e sostenere la permanenza delle comunità locali. Nel 2024, intanto, gli agrituristi in Italia hanno raggiunto quota 4,7 milioni, con una crescita del 4,3% rispetto all’anno precedente, mentre il numero delle aziende agrituristiche è aumentato soprattutto nel Mezzogiorno. È in questo scenario che si inserisce “Olio è Turismo”, uno dei tre macrotemi della terza edizione di Evolio Expo, la manifestazione B2B dedicata all’olio extravergine di oliva e alla filiera olivicolo-olearia, organizzata da Senaf per conto di Nuova Fiera del Levante, dal 28 al 30 gennaio 2027 alla Fiera del Levante di Bari.
Ma quale ruolo può svolgere il turismo nello sviluppo dei territori agricoli e, in particolare, delle aree interne? A questa domanda risponde Carmine Cicala, assessore alle Politiche agricole e Forestali della Regione Basilicata, protagonista di una delle puntate dell’Evolio Podcast. Al centro della sua riflessione c’è la necessità di superare una visione dell’agricoltura come comparto isolato, mettendo in relazione produzione, turismo, sviluppo economico e qualità della vita nelle comunità locali.
“Oggi abbiamo compreso quanto siano legati e interconnessi tra loro aspetti che in passato sembravano slegati – sottolinea Cicala -. Sul turismo vogliamo e dobbiamo continuare a investire: abbiamo le capacità, abbiamo i luoghi. Turismo significa preservare le aree interne, turismo vuol dire economia circolare, ma significa anche frenare lo spopolamento”.
Una visione che amplia il significato stesso di oleoturismo: non soltanto visite ai frantoi e degustazioni, ma esperienze capaci di integrare prodotto, paesaggio, cultura, ospitalità e identità locale. L’obiettivo è creare nuove opportunità per le imprese e rendere i territori agricoli più attrattivi durante tutto l’anno.
La direzione è confermata anche dall’evoluzione dell’offerta agrituristica italiana. Sempre più aziende affiancano all’attività agricola servizi ed esperienze legati alla scoperta del territorio, dalle degustazioni alle escursioni, dal trekking alle attività naturalistiche, fino alle fattorie didattiche e ai corsi. Nel 2024, oltre la metà delle aziende agrituristiche italiane offriva almeno un’attività complementare, segno di una domanda sempre più interessata non soltanto al soggiorno, ma anche al contatto diretto con i luoghi, le produzioni e le persone che li caratterizzano.
La tendenza emerge con particolare evidenza nel comparto oleoturistico. Secondo il Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio 2026, curato da Roberta Garibaldi, il 70% degli italiani è interessato a degustare l’olio Evo in abbinamento ai prodotti del territorio, il 71% vorrebbe cenare negli uliveti e il 65% desidera visitare frantoi storici, ipogei o dimore legate alla cultura olivicola.
Per i territori dell’olio, le opportunità vanno quindi ben oltre la promozione del prodotto. Uliveti, frantoi, cultivar, tecniche produttive, gastronomia, paesaggio e tradizioni possono diventare parte di un’offerta integrata. Aprire le aziende ai visitatori, proporre percorsi di degustazione, raccontare le fasi della produzione e costruire esperienze legate all’olio significa trasformare l’extravergine in uno strumento per far conoscere e vivere il territorio.
Come cambia, in questo scenario, il ruolo dell’impresa agricola? La trasformazione riguarda anche il modo di concepire l’attività imprenditoriale in agricoltura, soprattutto in relazione alle nuove generazioni. “Sono molti i giovani che hanno compreso che essere imprenditori del mondo agricolo è molto di più: significa turismo, ma anche benessere – prosegue Cicala -. Serve avere la capacità di guardare a 360 gradi, di lavorare insieme”.
La crescita dell’oleoturismo dipende infatti anche dalla capacità di costruire relazioni tra aziende agricole, operatori turistici, ristorazione, strutture ricettive, istituzioni e realtà culturali. Fare rete diventa essenziale per trasformare iniziative individuali in proposte riconoscibili e competitive, capaci di valorizzare le risorse locali e intercettare nuovi flussi di visitatori. Un concetto ribadito dallo stesso Cicala nel podcast: “Bisogna fare squadra. Solo facendo squadra si possono ottenere dei grandi risultati”. È proprio sulla capacità di fare sistema che Evolio Expo 2027 intende richiamare l’attenzione con il macrotema “Olio è Turismo”, promuovendo il confronto tra imprese, istituzioni e operatori del settore. Dalla valorizzazione di frantoi e uliveti alla progettazione di itinerari, fino al collegamento con gastronomia, ospitalità e patrimonio culturale, l’obiettivo è individuare nuove modalità per trasformare il patrimonio olivicolo in un’offerta turistica strutturata e riconoscibile, rafforzando il ruolo dell’olio Evo come espressione dell’identità dei territori.
Il focus “Olio è Turismo” si inserisce in un programma più ampio che, nelle tre giornate della manifestazione, approfondirà anche gli altri due macrotemi della fiera: “Olio è Salute”, dedicato al rapporto tra olio extravergine e benessere, e “Olio è Innovazione”, incentrato sulle nuove tecnologie, sui modelli produttivi evoluti e sulle soluzioni per accrescere la competitività e la sostenibilità della filiera.
La terza edizione confermerà il format della manifestazione, con incontri B2B, talk, convegni, degustazioni guidate, masterclass, corsi di assaggio, showcooking e momenti di approfondimento che coinvolgeranno produttori, buyer, esperti, chef, medici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni.
Forte dei risultati della scorsa edizione — 6.720 visitatori, 150 aziende espositrici, oltre 100 appuntamenti tra convegni, talk, degustazioni, masterclass ed eventi e 50 buyer internazionali provenienti da 16 Paesi strategici — Evolio Expo torna a Bari con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo di piattaforma B2B per l’olio Evo italiano e mediterraneo. La manifestazione punta a favorire il dialogo tra domanda e offerta e a valorizzare l’extravergine non soltanto come eccellenza produttiva, ma anche come espressione di innovazione, cultura e identità territoriale.