“ViniMilo è anche Oscar Farinetti“: con queste parole la sindaca di Milo, Aurora Maria Catalano, ha aperto il racconto di una serata speciale inserita nella 46ª edizione di ViniMilo, sottolineando il legame tra l’imprenditore piemontese e il borgo etneo.
Un legame che è stato anche il filo conduttore dell’intero evento, iniziato con il momento culturale “Un paese ci vuole” — in cui Farinetti ha dialogato con Fabrizio Carrera e Andrea Giuseppe Cerra sul suo libro “La regola del silenzio” (Bompiani) e, in anteprima, sul nuovo “Omero non deve morire” (firmato con l’antropologo Piercarlo Grimaldi e in uscita oggi 8 settembre) — e proseguito a tavola con un gemellaggio gastronomico tra Sicilia e Piemonte.
Protagonisti d’eccezione di questa cena a quattro mani sono stati l’energica Lina Castorina, da trent’anni anima della cucina dell’Osteria 4 Archi di Milo, e lo chef stellato Ugo Alciati (Guido Ristorante a Serralunga d’Alba presso la cantina Fontanafredda), erede di una famiglia che ha scritto la storia della cucina italiana. Ad affiancarli in sala, il patron dell’Osteria 4 Archi, Saro Grasso, colonna portante dell’accoglienza e appassionato narratore delle tipicità locali. Una serata che ha unito grande cucina e solidarietà, con l’intero ricavato, quasi 10 mila euro, devoluto a Save the Children.
Sotto la regia di Saro e la perfetta intesa d’intenti ai fornelli tra Lina e Ugo, la cena si è sviluppata attraverso una sequenza di piatti pensati per unire Nord e Sud, facendo dialogare l’elegante Piemonte con la spumeggiante Sicilia, in un percorso scorrevole e ricco di sfumature.
Saro Grasso, patron di 4 Archi e Oscar Farinetti
Arancino o arancina? Sicuramente Slow, col “trunzo di Aci” e cacio ragusano: un’apertura che ha giocato con l’identità siciliana, mettendo al centro il Presidio Slow Food del cavolo trunzo di Aci, avvolto da un fritto croccante, e la sapidità avvolgente del cacio ragusano.
L’arancino
Cipolla di Giarratana gratinata con uovo, capperi, origano e cacio ragusano: la dolcezza della cipolla di Giarratana trova equilibrio nell’acidità e sapidità dei capperi e dell’origano, sigillata dalla cremosità dell’uovo e del formaggio fuso.
Carnaroli mantecato, pesto di erbe spontanee, ricotta e acciughe: la sintesi perfetta tra il risotto del Nord e i profumi mediterranei, bilanciato dalla dolcezza della ricotta fresca e dalla spinta saporita dell’acciuga.
Carnaroli mantecato, pesto di erbe spontanee, ricotta e acciughe
Nostri maccheroncini di pasta fresca al sugo di suino nero dei Nebrodi con velo di ragusano DOP: in questo piatto simbolo dell’Osteria 4 Archi la pasta trafilata accoglie un ragù intenso di suino nero dei Nebrodi impreziosito dal velo fuso del formaggio stagionato.
Cubo di vitello della Granda brasato al bagnet piemontese: la firma dello chef Ugo Alciati. La carne tenerissima della Razza Piemontese incontra la cottura lenta e la freschezza pungente del tipico bagnet verd.
Cubo di vitello
DolceMilo… ViniMilo: millefoglie di pasta sfoglia con crema chantilly, uva Carricante “superiore” caramellata, cannella e velo di zucchero. Un omaggio al vitigno principe di Milo, con un contrasto unico tra la dolcezza della crema e la tipica acidità dell’uva.
Ad accompagnare questo viaggio culinario è stata un’accurata selezione enologica nel segno dell’Etna, impreziosita da un’elegante nota di Langhe. Si è partiti dalle bollicine dell’Alta Langa Fontanafredda – un Metodo Classico piemontese dalla bollicina fine ed elegante, che ha dato freschezza e ritmo all’apertura – per passare al minerale Etna Rosato Alnus de I Custodi delle Vigne dell’Etna e all’essenza di Milo rappresentata dall’Etna Bianco Superiore Maugeri – un Carricante di grande sapidità e persistenza agrumata.
I vini protagonisti della serata
In chiusura, spazio ai rossi vulcanici ed eleganti come l’Archineri Etna Rosso di Pietradolce e il Calderara Etna Rosso di Tornatore. I produttori stessi hanno arricchito la serata raccontando in prima persona la loro storia e la loro visione dietro ogni calice.