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Eventi e iniziative

Wine2wine Vinitaly Business Forum, a New York il vino italiano punta a conquistare nuovi mercati

13 Ottobre 2026
Wine2wine Vinitaly Business Forum, a New York il vino italiano punta a conquistare nuovi mercati Wine2wine Vinitaly Business Forum, a New York il vino italiano punta a conquistare nuovi mercati

Come conquistare il mercato statunitense, intercettare le nuove generazioni di consumatori e trasformare il vino italiano in un’esperienza che va oltre il calice? Sono alcune delle questioni al centro della tredicesima edizione di wine2wine Vinitaly Business Forum, in programma il 26 e 27 ottobre al Pier 36 di New York. Il format professionale di Veronafiere torna negli Stati Uniti con un programma di 22 sessioni dedicate alle trasformazioni del settore, dalla distribuzione alla ristorazione, fino all’enoturismo e alla formazione.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Ita – Italian Trade Agency, si svolgerà in contemporanea con gli incontri commerciali di Vinitaly.USA, che vedrà la partecipazione di 300 aziende italiane e di operatori provenienti da Stati Uniti, Canada e Messico. Sono già oltre 1.000 i buyer preregistrati, a conferma dell’importanza del mercato nordamericano per le imprese vitivinicole italiane.

Il vino italiano e le prospettive del mercato americano

Il rapporto tra Italia e Stati Uniti sarà uno dei temi portanti della prima giornata, lunedì 26 ottobre, con due incontri organizzati da ITA – Italian Trade Agency.

Ad aprire il confronto sarà il wine industry forum Il vino italiano e l’America: le prospettive. Costruire il prossimo capitolo delle relazioni vinicole tra Italia e Stati Uniti. Interverranno, tra gli altri, Matteo Zoppas, presidente di Ita, Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere, Bill Terlato, presidente e Ceo di Terlato Wine Group, e Matteo Lunelli, amministratore delegato del Gruppo Lunelli. Al dibattito prenderanno parte anche Alison Napjus di Wine Spectator, Tim Marson MW, direttore di Wine.com, e Bobby Stuckey, Master Sommelier e fondatore di Frasca Hospitality Group. La moderazione sarà affidata alla giornalista Maria Luisa Rossi Hawkins.

A seguire, il panel Produttori italiani e Master Sommelier americani: le domande che contano metterà a confronto le esigenze dei produttori con lo sguardo dei professionisti della sommellerie statunitense. Tra i partecipanti, Laura DePasquale, Julie M. Dalton, Jonathan Eichholz e Jim Bube, National Wine Director del gruppo di ristorazione Hogsalt. A moderare saranno Stevie Kim, managing partner di Vinitaly, e Jenny Hemmer DipWset, direttrice esecutiva di GuildSomm International.

Enoturismo, racconto e nuovi consumatori

Accanto alle dinamiche commerciali, il programma riserva ampio spazio all’enoturismo, considerato una leva strategica per rafforzare il legame tra vino, territori e viaggiatori internazionali.

La prima giornata si aprirà con un approfondimento sul futuro dell’enoturismo italiano e sui fattori che orientano le scelte di viaggio del pubblico americano. Il confronto, organizzato anche con il contributo di Vinitaly Tourism, vedrà la partecipazione di Susan Kostrzewa, già direttrice di Wine Enthusiast e oggi editorialista di Resplendent Ink, Riley Pearce, direttore di Trip Development per il tour operator Backroads, Cristina Mariani, proprietaria e Ceo di Banfi, e Seth Snider, cofondatore di Your Private Italy, specializzato in viaggi di lusso su misura in Italia.

Il tema tornerà martedì 27 ottobre con due appuntamenti. Il primo, organizzato da Ita e intitolato Dalla cantina all’itinerario: come l’industria turistica internazionale vende l’enoturismo italiano, sarà condotto da Sara Magro, direttrice di The Travel News. Il secondo segnerà la prima partecipazione del Ministero del Turismo, con il supporto di Enit, a un incontro del format Vinitaly a New York. Al centro della sessione Futuro dell’enoturismo in Italia: destinazioni, esperienze e opportunità per il mercato globale, con Ivana Jelinic, amministratore delegato e presidente facente funzioni di Enit, e Gianluca Caramanna, consigliere del ministro del Turismo.

Il programma affronterà anche il rapporto tra vino e narrazione culturale con l’incontro Mario Soldati: perché un grande vino ha bisogno di una grande storia. Interverranno Giuseppe Pastorelli, console generale d’Italia a New York, Chiara Soldati, alla guida della cantina La Scolca e nipote dello scrittore, Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, e Silvia Baldini, comunicatrice e vicepresidente dell’Italian Culinary Institute for Foreigners.

Un altro spazio di confronto sarà dedicato al rapporto tra vino, salute e stile di vita mediterraneo, con il panel La scienza del bere bene. La via del vino: vino, salute e stile di vita mediterraneo. La discussione coinvolgerà studiosi e professionisti, tra cui Giovanni Scapagnini, docente dell’Università del Molise, Aedin Cassidy della Queen’s University di Belfast e Immaculata De Vivo, docente alla Harvard Medical School e alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, insieme a Federico Veronesi, amministratore delegato di Signorvino.

Distribuzione, ristorazione e generazioni emergenti

La seconda giornata entrerà nel merito dei canali commerciali e delle strategie necessarie per sviluppare il consumo di vino negli Stati Uniti. Un focus sarà dedicato ai Millennials e alla Generazione Z in età legale per il consumo di alcolici, con l’incontro Dove il vino può crescere: come i produttori possono conquistare i Millennials e la Gen Z, condotto dalla giornalista Erica Duecy, fondatrice di Business of Drinks, in dialogo con Max Rohn.

Il programma analizzerà inoltre le specificità del mercato texano attraverso tre città, Dallas, Houston e Austin, con gli interventi di professionisti della sommellerie e della ristorazione, tra cui Steven McDonald MS, Tian Lewis DipWSET, Austin Farina e June Rodil MS.

Uno spazio specifico sarà riservato al sistema distributivo statunitense, organizzato secondo il modello dei tre livelli che separa produttori, distributori e rivenditori. La sessione Come funziona davvero il sistema di distribuzione del vino negli Stati Uniti articolato su tre livelli vedrà il contributo di Francis Creighton, presidente e Ceo della Wine & Spirits Wholesalers of America, Sean O’Leary, avvocato esperto di regolamentazione degli alcolici e vendita diretta, e Bartholomew Broadbent, importatore e fondatore di Broadbent Selections.

Masterclass e degustazioni per raccontare l’Italia del vino

La formazione sarà un altro asse centrale della manifestazione, con un calendario di masterclass dedicate ai vitigni, ai territori e agli stili produttivi italiani.

Lunedì 26 ottobre sono previste quattro sessioni: un approfondimento sui vitigni autoctoni della Sardegna guidato da Stephanie Johnson, una masterclass sul Metodo Classico realizzata da Wine Enthusiast con Jeff Porter, e due appuntamenti curati da Filippo Bartolotta, dedicati al Friuli-Venezia Giulia e a Sauvignon, Ramato e vini che sfidano le aspettative.

La giornata si concluderà con l’annuncio delle cantine selezionate da Wine Spectator per Vinitaly OperaWine 2027, in programma sabato 10 aprile alle Gallerie Mercatali di Verona. A presentare la selezione saranno Alison Napjus e Bruce Sanderson.

Martedì 27 ottobre il percorso formativo proseguirà con cinque masterclass. Tra queste, una dedicata ai vini del Friuli-Venezia Giulia, dalle produzioni di alta quota ai vini dolci, e Oltre Nebbiolo e Sangiovese: i vitigni italiani che i giovani sommelier dovrebbero proporre oggi, condotta da Stephanie Johnson e Jack Liggett.

Completano il programma Il carattere regionale dell’Italia: qualità premiata e identità dei territori, a cura di Decanter e guidata da Michaela Morris, e Oltre le basi: degustare l’Italia, organizzata dalla Vinitaly International Academy con Sarah Heller MW.

Con il wine2wine Vinitaly Business Forum, Veronafiere punta così a rafforzare il dialogo tra imprese italiane e mercato nordamericano, affiancando agli incontri commerciali un programma di analisi e formazione. Dalla conoscenza dei canali distributivi alla capacità di raccontare i territori, l’obiettivo è offrire agli operatori strumenti per leggere l’evoluzione dei consumi e sviluppare nuove opportunità per il vino italiano negli Stati Uniti.