Nel ricco panorama delle produzioni artigianali, italiane come internazionali, ce ne sono non poche che si rivelano in grado di spiccare, grazie a certe proprie specifiche qualità. Alcune per la complessità e la potenza di fuoco sviluppate dal rispettivo arsenale organolettico. Altre per la versatilità nell’abbinarsi, a tavola, con piatti della più diversa natura. Altre ancora per la stupefacente facilità di beva e la capacità di dare immediato sollievo alle ugole più assetate. Ecco, queste ultime sono le nostre birre-toccasana; tra le quali, oggi, presentiamo la Praha 12: una Bohemian Pils da 4.8 gradi firmata, nella bella ed elegante Vicenza, dal marchio veneto Lucky Brew.
La ricetta e la personalità
Omaggio alla madre di tutte le Pils, ovvero la Pilsner Urquell, la Praha 12 ne riprende – senza farne mistero: anzi – il ceppo di lievito inoculato in tino ; collocandolo al centro di una ricetta che prevede, per il resto, un impasto secco comprendente malto Pils più una manciata di Monaco; e una luppolatura da soli fiori di Saaz. Insomma, un progetto che rispecchia la volontà precisa di restituire, nel bicchiere l’essenza della Boemia birraria. Risultato? Decisamente interessante. Sul banco d’assaggio il colore è dorato pieno, l’aspetto uniformemente velato, la schiuma bianca. La piattaforma olfattiva presenta tematiche tipiche: cracker, miele, fiori bianchi (pittosporo, lino), lievi speziature (pepe), un filo di mineralità. E la condotta palatale – grazie alle agilità di una corporatura medioleggera, di una taglia alcolica come detto moderata e di una bollicina setosa – si sviluppa in scioltezza, disegnando una parabola dall’avvio rotondo e dalla chiusura asciutta, in cui spicca l’eleganza di una nitida e consapevole corrente amara.
Abbinamento: anzi, abbinamenti
Proprio per la risolutezza dell’amaro (pur privo di qualsiasi ruvidità), il gioco degli accoppiamenti in tavola sconsiglia l’incrocio con piatti inclini alla sapidità, all’acidità, alla piccantezza e all’astringenza. Cercando invece la sovrapposizione attenuativa con un analogo amaro in purezza: come quello di una torta salata o di un raviolo con ricotta e spinaci (quest’ultimo condito al burro); oppure puntando al contrasto armonico con un boccone grasso e di tendenza neutro-dolce: quello di un Brie, ad esempio. Quanto agli abbinamenti immateriali, il nome Praha fa risuonare chiaramente decine di richiami e collegamenti; tra i tanti, ci piace suggerire quello alla narrativa boema e a uno dei suoi giganti, Franz Kafka: di cui sfogliare – sorseggiando la nostra birra – le pagine di capolavori immortali quali Il processo o La metamorfosi.
BIRRIFICIO LUCKY BREWS
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