Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
La degustazione

Il viaggio tra Sudafrica, Cile e Spagna con Famille Helfrich e Les Grands Chais de France: i vini che non ti aspetti

26 Settembre 2023
Vigneto Leyda di Viña las Niñas Vigneto Leyda di Viña las Niñas

Quando una degustazione diventa un evento. Ed è quello che è accaduto per una video degustazione promossa dalla Famille Helfrich e Les Grands Chais de France, che ha dedicato un digital tasting di alcune sue proprietà nel mondo. Abbiamo infatti visitato, virtualmente, tre continenti Africa, Sud America ed Europa, rispettivamente in Sudafrica, Cile e Spagna. L’incontro guidato da Gaetano D’Afflitto e Romina Romano, rispettivamente Group Coordinator International Wines e Country Manager Italia di Les Grands Chais de France, che hanno introdotto le tre tenute: Las Niñas in Cile, Neethlingshof in Sudafrica, Castillo de Aresan in Spagna. La storia della famiglia nel campo vinicolo inizia più di 40 anni fa, nel 1979 quando Joseph Helfrich stabilisce la sede principale a Petersbach, in Alsazia, stabilendo come filosofia il rispetto delle tipicità e delle caratteristiche di ogni area di produzione.

L’Africa è la prima tappa, con la tenuta di Neethlingshof, che entra a far parte del portfolio del gruppo lo scorso autunno, ha una lunga e ricca tradizione di vinificazione a Stellenbosch, la seconda area vinicola più antica e prestigiosa del Sudafrica, si trova infatti nel cuore delle Winelands del Capo, fiancheggiata dalle colline Bottelary e dal monte Papegaaiberg e affacciata su False Bay. Si estende su 278 ettari di cui circa 163 ha vitati, ad altitudini che variano da 65 a 282 m.slm. Tutte le uve vengono coltivate nella tenuta e tutto il vino viene prodotto, maturato e imbottigliato nelle sue cantine, seguendo le rigide linee guida Vegan durante l’intero processo di coltivazione e vinificazione. La storia della tenuta Neethlingshof abbraccia più di 300 anni. Nel 1692, Willem Barend Lubbe, un colono tedesco, iniziò a coltivare il sito che gli era stato concesso dal governatore di Capo Simon van der Stel, e chiamò la fattoria De Wolwedans , “La Danza dei Lupi”, avendo scambiato per lupi i branchi di sciacalli che vagavano per le campagne. Impegno per la sostenibilità, infatti Neethlingshof ha l’accreditamento della Wine and Agricultural Ethical Trade Association (Wieta), per l’alto livello di buone pratiche, ed anche la certificazione di Produzione Integrata di Vino (IPW). Da evidenziare anche come Joseph Helfrich sia molto sensibile al welfare dei lavoratori, infatti ciascun impiegato ha una casa concessa dalla proprietà, sanità, scuola e quant’altro garantiti, che, in un Paese come il Sudafrica, non è poca cosa.

I VINI DEGUSTATI

Chenin Blanc 2022
Raccolta manuale delle uve che vengono immediatamente inviate in cantina dove vengono selezionate, segue fermentazione a temperatura controllata, con vinificazione ed affinamento in acciaio. Colore giallo paglierino brillante, al naso freschezza fruttata con pesca, pera, ananas, mela gialla matura, mango, e un accenno di fiori di miele, al palato tornano le note fresche fruttate olfattive che rimangono lungamente in finale.

Pinotage 2021
Le viti che producono le uve per questo vino crescono su terreni granitici. Dopo la raccolta, le uve vengono immediatamente inviate alla pressa, dove vengono selezionati. Fermentazione in vasche a rotazione a una temperatura controllata per sette giorni. Dopo la fermentazione malolattica, segue affinamento in barriques di rovere francese (60%) e americano (40%), di cui il 40% in botti nuove per un periodo di 7 mesi. Colore rubino scuro, al naso si alternano note fruttate mature di prugna nera, gelso, amarena, mirtillo, prugna, anice ed anche note speziate di tostatura di caffè, cacao, al palato strutturato con consistenza morbida e tannini gentili, vivace acidità fruttata, in un prolungato finale. 3,3 grammi di zucchero residuo.

Passando al Cile, con la tenuta Las Niñas entrata nel gruppo nel marzo del 2021 con i suoi 80 ettari nel cuore della pregiata denominazione Apalta, che si aggiungono agli altri 150 della denominazione Leyda, altra area vocata del Paese sudamericano, per un totale di 230 ettari che Les Grands Chais de France possiede in Cile. L’azienda nasce verso la fine degli anni ’90 per volontà di tre famiglie francesi che durante un viaggio furono stregati dalla valle del Colchagua, a sud di Santiago, decidendo di stabilirsi lì e seguire il loro sogno di diventare viticoltori. Insediatisi in una bellissima casa Patronale incastonata nel cuore di Apalta, e in omaggio alle loro figlie e mogli, i tre padri decisero di chiamare il vigneto “Viña Las Niñas”, Vigna delle Ragazze. Le ragazze, “las niñas”, si dedicarono con passione al lavoro della tenuta ed entusiasmo, a tal punto che le viti furono battezzate in loro onore. Dopo solo tre anni sono uscite le prime bottiglie che si sono subito posizionate ai vertici degli altri vini della regione, decidendo di gestire il vigneto secondo i principi dell’agricoltura biologica, ed ottenendo la certificazione nel 2017. Apalta, si trova ai piedi delle Ande, e nel dialetto locale significa “terre povere, la tenuta si trova a circa 2 ore di macchina da Santiago. La denominazione Apalta è una delle più rinomate del paese. La straordinaria qualità dei suoi vini deriva dal suo clima e dalla sua notevole geografia. L’altitudine relativamente bassa delle colline costiere consente alle brezze marine di arrivare dal Pacifico per interagire con i venti provenienti dalle Ande, raffreddando la valle e estendere il periodo di maturazione della regione, il che aiuta a preservare l’acidità nelle uve e garantiscono la produzione di vini rossi dall’eccellente colore, freschezza sorprendente e ottimo potenziale di invecchiamento. Per rendere omaggio alle donne della tenuta, ad ogni appezzamento di vigneto è stato assegnato un nome in onore di una di loro. Situato nella metà meridionale della Valle Rapel, La valle di Colchagua è considerata negli ultimi vent’anni in un tratto di terreni agricoli pacifici più interessanti. Nel 2021 avviene l’acquisto da parte del gruppo Helfrich, rimasto affascinato da questo vigneto. Con l’idea di rispetto per l’ambiente è stata costruita nel 2000 una magnifica nuova cantina, che si fonde perfettamente con il paesaggio. La semplicità di i materiali utilizzati, la trasparenza e l’equilibrio dell’architettura lo consentono l’edificio a fondersi nel paesaggio della valle. Per controllare le erbe infestanti in modo naturale prima che le viti inizino a crescere, si utilizzano le pecore.

Ella Sauvignon Blanc
Colore giallo tenue e brillante con riflessi verdi, al naso sensazioni fruttate tropicali pompelmo, mango, uva spina e agrumi, con leggere sfumature verdi, al palato corposo con vivace acidità sulle note olfattive, con una prolungata persistenza.

Ella Reserva Carménère 2022
Colore rosso scuro profondo, al naso è fruttato intenso con aromi di frutti rossi freschi e viole, con leggere note speziate ed erbacee balsamiche, al palato è fresco, con bella struttura, tannica e morbidezza, corrispondenza gusto olfattiva con finale lungo e persistente.

Passando alla Spagna “arriviamo” al Castillo de Aresan, nella splendida regione di Castilla La Mancha nelle terre di Villarrobledo, sull’altopiano di Meseta, a 750 metri sul livello del mare. I terreni sono a 200 km dalle città di Alicante, Valencia e Madrid, Castillo de Aresan, ed i vigneti sono allevati secondo i dettami dell’agricoltura biologica. La storia dell’azienda vinicola inizia negli anni 80 con i primi impianti di viti, per arrivare al 1999 quando viene costruita la cantina. Aresan è la contrazione dei nomi della coppia fondatrice della struttura, Arena e Sanchez, originari di Madrid e lei di Valencia, per dare una svolta alla loro vita decidono di vivere in un posto tranquillo a metà strada tra le loro città natali. Entrambi appassionati di vino, storia e letteratura, decisero di stabilirsi nel cuore della Mancia, in mezzo ai mulini che ricordano la famosa storia di Don Chisciotte. Nel luglio 2017 questa proprietà è stata acquisita dal gruppo francese Les Grands Chais de France e possiede 160 ettari di vigneti, e circa 800 botti di rovere francese per i vini rossi dallo stile bordolese. La struttura è condotta in agricoltura biologica dal 2018. Il territorio del Castillo de Aresan, ha tre tipi di suoli che donano ai vini complessità aromatica. A nord il terreno è poco profondo argilloso-calcareo con uno strato di calcare (gesso) che blocca le radici. Nelle parcelle più vicine alla proprietà, il il terreno è argilloso-limoso con molta ghiaia in superficie e l’argilla in profondità. E infine, più a sud, c’è il suolo sabbioso-argilloso, molto profondo, con molta sabbia, che consente un ottimo drenaggio ma aumenta la sensibilità alla siccità

Castillo de Aresan –Terruño 2019
40% Tempranillo, 30% Syrah, 30% Cabernet Franc. Colore rosso rubino con sfumature granate, al naso è intenso, ricco di note fruttate di frutta matura come cassis e mora e floreali come la viola, al palato è concentrato, con vivace freschezza fruttata in equilibrio con un tannino presente ma ben integrato, lunga persistenza finale con leggere note speziate.