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La degustazione

La base di un grande vino: Franciacorta si racconta ai ristoranti stellati di Sicilia e Calabria

27 Giugno 2023
Masterclass Franciacorta presso“Grand Hotel I Faraglioni” di Aci Trezza  Masterclass Franciacorta presso“Grand Hotel I Faraglioni” di Aci Trezza

Non è inusuale che territori e nomi del vino si intreccino con storie e sistemi monastici. Così come Franciacorta nome che rievoca le corti franche, fra l’area nei pressi dei fiumi Mella e Oglio in provincia di Brescia, dove in epoca medioevale le corti monastiche – appunto – erano esenti dal pagamento dei tributi. Un territorio di colline, alcune più alte chiamate Monti così come accade in Champagne, e di vini “Mordaci” così come definiti da Girolamo Conforti nel suo “Libellus de Vino Mordaci” intesi nella maniera di vini briosi e spumeggianti.

Un resoconto efficace che riconsegna nei calici le basi di quel vino atto a diventare Franciacorta quello esposto in occasione dell’incontro fra il Consorzio Franciacorta destination partner Michelin Italia 2023 in collaborazione con Cronache di Gusto nei locali del “Grand Hotel I Faraglioni” di Aci Trezza, la frazione marinara di Aci Castello in provincia di Catania.  Flavio Serina, responsabile dell’area ricerca e sviluppo del Consorzio Franciacorta in sinergia con Federico Latteri, giornalista di Cronache di Gusto ed esperto degustatore, ha guidato sommelier, chef, e patron dei ristoranti stellati siciliani e calabresi una lezione dove gli appunti di degustazione hanno rilevato e rivelato all’assaggio le diverse espressioni delle zone che compongono l’areale della denominazione. Il tutto senza trascurare note storiche, cenni sulla geologia del territorio, vitigni, e non meno importante nomi e persone che hanno contribuito dal 1967 a fare crescere quella che oggi è considerata all’unisono punto di riferimento per la spumantistica italiana. Fu antesignano quel Pinot di Franciacorta della famiglia Berlucchi nel 1961 a spianare la strada verso la qualità e l’affinamento del prodotto, quando con gli anni, fra le varie, il termine spumante sostituisce quello di Pinot, per giungere oggi a un quadro ampio e complesso che vede, fra le varie, l’introduzione del termine Saten (Franciacorta realizzato solo con uve e bianche e un’atmosfera non superiore ai 5 bar), l’obbligo, in fase di vinificazione, di pressare le uve intere senza diraspatura, l’utilizzo di almeno il 30% di Pinot Nero per i Rosé.
Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Bianco e di recente la varietà locale Erbamat sono i vitigni che negli anni sono giunti all’apice della qualità, selezionati fra vari tipi di cloni. La zonazione, intesa come indagine scientifica, promossa dai professori quali Attilio Scienza dell’Università di Milano e Mario Fregoni dell’Università Cattolica di Piacenza ha consentito in occasione di questo incontro di percepire al naso e soprattutto al palato l’immagine e la sostanza dei diversi suoli morenici, se ne individuano tre, ciascuno corrispondente a un determinato periodo, che copre la maggior parte della fascia intermedia di tutta la zona. Non solo suoli morenici, ma anche terreni ghiaiosi – sabbiosi a sud, calcare nel confine occidentale, e fra le varie rocce presenti sui monti che bordano l’area franciacortina il “Medol” calcare bianco e puro utilizzato un tempo per costruire case.

Tre le batterie di assaggio proposte, dalle quali è emersa con grande finezza l’unità vocazionale morenico sottile caratterizzata da una vivace salinità fossile, una mineralità a tratti marina. Nello specifico nell’Erbamat Barone Pizzini del Vigneto Dosso, tagliente e dalla nervatura speziata, Chardonnay Ferghettina del Vigneto Casa Gialla sorso fresco e agrumato con leggerissime note di nocciola e burro, Pinot Nero (base vino rosé) Ca’ del Bosco del Vigneto Brede giocato sulle suggestioni odorose di un bel bouquet floreale adagiato su una spiaggia di conchiglie.

A margine della masterclass, gli ospiti hanno potuto degustare i piatti dello Chef Simone Strano nati grazie alla contaminazione delle eccellenze gastronomiche siciliane quali Pastificio Feudo Mondello, confetture e frutta secca Donnalia, l’olio extra vergine d’oliva di Terre in Fiore, la provola dei Nebrodi Dop dell’azienda Bionatura, la bottarga del mastro salatore Alfio Visalli.