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Scenari

Record di cantine alla Chianti Classico Collection. Il Consorzio compie 100 anni, la festa parte da Wine Paris

01 Febbraio 2024
Carlotta Gori Carlotta Gori

Chianti Classico, è qui la festa! Si, perché quest’anno il consorzio, primo nato in Italia nel settore dell’agroalimentare, compie 100 anni.

Così per tutto l’anno gli eventi che verranno organizzati dal consorzio seguiranno un filo rosso che è quello del centenario. Ma è anche tempo di bilanci guardando al 2023: si è chiuso in maniera positiva con il valore della produzione che rimane invariato così come la tenuta dei prezzi sul mercato. Il segno meno c’è sui dati della produzione del vino, si parla di un -10% rispetto all’anno precedente. “Non è un numero che ci preoccupa – spiega Carlotta Gori, direttrice del Consorzio Chianti Classico – perché questo dato compensa con l’anno 2022, in cui c’era stata una crescita, anche nelle vendite”. 

L’andamento climatico, in particolare modo le temperature dell’estate e le piogge della primavera, hanno dato alcuni problemi sulla vendemmia con un calo della produzione: “È vero, è mancata l’uva – sottolinea la direttrice Gori – ma non c’è stata alcuna ripercussione sulla qualità del prodotto perché l’uva presente sul vigneto era davvero ottima”. Meno uva, quindi meno vino che però andrà a compensare il vino dell’anno precedente e le relative giacenze. È utile ricordare l’inconfondibile simbolo, il Gallo Nero, che rappresenta il consorzio con i suoi 480 produttori. A cavallo tra le province di Firenze e Siena viene prodotto il Chianti Classico nei suoi 70mila ettari che comprendono i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa. Le bottiglie di Chianti Classico prodotte, secondo i dati più recenti, si attestano sui 34 milioni di bottiglie.

Chianti Classico Collection

Adesso tutto è pronto: dopo la partecipazione a Wine Paris, dal 12 al 14 febbraio, arriva la grande festa della presentazione delle anteprime. Il 15 e il 16 febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze verranno presentate le nuove annate del Gallo Nero in anteprima: “Quest’anno – ci dice ancora Carlotta Gori – siamo orgogliosi di avere una crescita del numero di aziende che parteciperanno, supereremo quota 200. Oltre all’ultima annata (2022) ci saranno le Riserve (con la 2020 e le annate a ritroso) e la Gran Selezione (a partire dall’annata 2019 e anche in questo caso con qualche annata più antica). La Gori non si sbottona su quanto potrà accadere alla Chianti Classico Collection oltre all’assaggio delle nuove annate per giornalisti e addetti ai lavori. Certo è che qualcosa dovrà essere legata alla ricorrenza dei cento anni del consorzio. Nessuna modifica in vista, invece, per quanto riguarda il disciplinare dopo l’ultima grande novità della scorsa estate: l’introduzione delle UGA. Le Unità Geografiche Aggiuntive, undici in totale, sono state approvate quasi all’unanimità e hanno trovato un riscontro positivo tra i produttori. Si tratta di porzioni più delimitate del territorio della denominazione di origine. Le UGA consentono quindi alle aziende di indicare in etichetta il nome del comune o villaggio di provenienza delle uve. Oltre agli otto comuni che rientrano nel territorio a denominazione Chianti Classico sono state aggiunte aree che per tradizione esprimono vini di alta qualità: Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano, San Donato in Poggio, Vagliagli. “Vogliamo ascoltare, difendere e far conoscere sempre più il territorio – conclude Gori – e per valorizzarlo possiamo farlo solo in un modo: attraverso le bottiglie di vino”.