Alla fine anche Esselunga ha ceduto. Non solo supermercato di alta qualità ma adesso anche un luogo dove mangiare e offrire cibo ai propri clienti. Con questa idea è stato aperto a Milano, in piazza Risorgimento, il primo bistrot della catena. E in fondo a creare un supermercato dove potere anche mangiare è stata un’idea di Oscar Farinetti con Eataly nel lontano 2007, ormai quasi 20 anni fa, quando aprì il primo Eataly al Lingotto di Torino. Fu una rivoluzione: andare a fare la spesa, poi sedersi e mangiare. Da lì l’hanno fatto tanti altri.
Oggi però il modello fa un salto ulteriore, entrando stabilmente anche nei format della grande distribuzione tradizionale. Il nuovo LaEsse inaugurato a Milano è infatti pensato come uno spazio ibrido, sviluppato su due livelli, dove convivono supermercato di prossimità e ristorazione.
Al piano superiore trova posto il bistrot, cuore del progetto, concepito come ambiente autonomo con servizio al tavolo, cocktail bar e un’offerta che accompagna l’intera giornata, dalla colazione all’aperitivo. Una sala da oltre cinquanta coperti e un’area lounge completano uno spazio che punta esplicitamente a trattenere il cliente oltre il tempo della spesa.
La proposta gastronomica si muove tra cucina contemporanea e tradizione, con un’attenzione dichiarata alla materia prima e alla stagionalità. In carta compaiono piatti della memoria milanese come mondeghili e cotoletta con osso, accanto a ricette più attuali e leggere, fino a contaminazioni internazionali. Il servizio è affidato a personale specializzato e sommelier, a sottolineare la dimensione più ristorativa che commerciale del format.
Accanto alla cucina, anche la parte dolce è internalizzata attraverso Elisenda, la linea di alta pasticceria sviluppata con la collaborazione del ristorante stellato Da Vittorio dei fratelli Cerea, mentre il cocktail bar completa l’offerta con vini, signature drink e proposte da aperitivo.
Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di trasformazione del format LaEsse, già presente in diverse unità a Milano, e segna un ulteriore passo nella strategia del gruppo di ripensare il punto vendita come luogo di esperienza urbana. Anche la dimensione narrativa dello spazio diventa parte del concept, con richiami alla storia aziendale, materiali d’archivio e immagini che accompagnano il cliente lungo il percorso del negozio.
In questo scenario, il supermercato non è più solo un luogo di acquisto ma un ambiente da vivere, dove spesa, ristorazione e tempo libero si sovrappongono sempre più chiaramente.