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Scenari

Il gennaio senza alcol diventa tendenza in Italia, ma per l’esperto non è una pratica positiva: “Educhiamo i consumatori alla moderazione”

06 Febbraio 2024
drink drink

Gennaio è appena passato e con lui anche il cosiddetto “Dry January”. Si tratta di un’iniziativa di origine inglese che propone alle persone che vi aderiscono di astenersi dal bere per l’intero primo mese dell’anno. Eppure sembra che gli italiani siano rimasti molto colpiti dalla pratica: il 22% della popolazione non ha toccato bevande alcoliche nel mese di gennaio. 

“Tendenza positiva? Assolutamente no”. A dirlo a Cronache di Gusto è il dottor Giorgio Calabrese, dietologo e nutrizionista. “Questa non è positività educativa ma una condizione commerciale. Come alternativa chi svolge il “dry January” non beve acqua ma bevande gasate e zuccherate, quasi peggio per la nostra salute rispetto all’alcol”. 

“Bisognerebbe prediligere, subito dopo Natale e Capodanno – continua Calabrese – la moderazione. Cerchiamo di educare i consumatori, soprattutto i giovani, a prediligere l’acqua per dissetarsi e il vino o la birra per gustarli, ovviamente seguendo tutte le regole che comporta il bere bevande alcoliche”. Per Calabrese, quindi, l’iniziativa si ammanta di bene ma non è positiva. 

I dati relativi al dry January arrivano dal Consumer Pulse Report di Cga by Niq, condotto a dicembre 2023, sul comportamento dei consumatori nel settore del fuori casa. Il report mostra come il numero di consumatori intenzionati ad eliminare l’alcol sia salito al 30% tra coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, il 40% intende ridurne il consumo. 

L’esperimento non riguarda però solamente gennaio. Infatti l’82% dei consumatori darà priorità al benessere, mentre il 32% vuole moderare per tutto il 2024 il consumo di bevande alcoliche. 

C’è anche una buona percentuale di italiani (56%) pronta a diminuire le proprie uscite. Tre consumatori su cinque, hanno dichiarato di voler consumare bevande analcoliche, tra cui caffè, tè e soft drink tra le scelte principali, ed un quinto (20%) prevede di provare varianti analcoliche o a basso contenuto alcolico di bevande quali birra e cocktail.

“Dopo un periodo di feste intenso, i consumatori- afferma Daniela Cardaciotto, On Premise Sales Leader di Cga by Niq- sono più attenti alla salute e alle spese, anche se molti di loro intendono ancora frequentare bar e ristoranti. I locali che propongono alternative interessanti alle bevande alcoliche e che offrono un buon rapporto qualità-prezzo, possono da un lato soddisfare le nuove esigenze di consumo alcohol-free e dall’altro ampliare strategicamente la loro offerta”.