Tutti pazzi per il casatiello. Il lievitato salato tipico delle festività pasquali, prodotto per eccellenza della cucina partenopea, ha da tempo varcato i confini della regione d’origine per approdare sulle tavole di tutta Italia. Questo impasto di farina, strutto, pepe, salumi e formaggi, affascina e ammalia pasticceri e panificatori ed approda anche in Sicilia, nella Città dello Stretto, grazie al lavoro di Natale Laganà, cuore e mente del panificio Laganà 1968 a Messina, che ha scelto di proporlo ai suoi clienti insieme ad altre specialità pasquali più strettamente locali.
Il tradizionale casatielli napoletano del panificio Laganà 1968 a Messina
“Il casatiello è un prodotto tipico della tradizione e noi amiamo la tradizione – dice Laganà – e quindi abbiamo deciso di prepararlo su ordinazione a cavallo delle festività di Pasqua, sabato 4 aprile e lunedì 6, anche se non fa parte della nostra cultura. È il nostro piccolo contributo per valorizzare un grande prodotto italiano”. Il lievitato napoletano, secondo la tradizione, celebra la resurrezione di Cristo e la sua forma circolare è un richiamo alla corona di spine, ma anche alla ciclicità della resurrezione e viene portato in tavola il sabato santo per poi essere consumato anche nei giorni seguenti.
“È perfetto da portare alle scampagnate di pasquetta – aggiunge il fornaio messinese – perché è ricco e buono. Noi lo prepariamo con farina di grano tenero, acqua, sale, strutto, pere nero come tradizione comanda, ventricina piccante, capocollo, salame e provolone del Monaco. E abbiamo scelto di lasciare le uova, altro elemento tipico, a vista e con la buccia”. La preparazione del casatiello si inserisce nel percorso di «artigiano del gusto» che Laganà – premiato come Miglior Fornaio di Sicilia 2024 Best in Sicily dal nostro giornale – porta avanti da anni e che racconta di ricerca costante e cultura gastronomica.
Immancabili sui banchi del suo panificio, anche i prodotti tradizionali messinesi legati alla Pasqua come i panini di cena, sorta di brioche aromatizzata con chiodi di garofano, cannella e noce moscata, poi spennellata con uovo e quindi ricoperta di sesamo e le cuddure, “una specie di cestino che può essere fatto con lo stesso impasto dei panini di cena o con la frolla e all’interno del quale si mettono le uova sode – racconta Laganà – e che un tempo venivano regalati dai fidanzati alle fidanzate: più uova c’erano, più era forte questo amore – sorride -. Ovviamente quello realizzato con i panini di cena ha una shelf life più breve perché essendo un prodotto lievitato, tende ad asciugarsi. Quello fatto con la frolla, invece, ha una lunga durata, anche oltre le feste”.