Sono 25 milioni gli italiani che nell’estate 2026 vivranno esperienze di turismo del cibo, dalle più tradizionali degustazioni e visite in azienda fino ai corsi di cucina, ai laboratori artigianali e alle proposte legate al benessere e allo sport all’aria aperta.
È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè, diffusa in occasione del secondo grande esodo estivo verso le località di vacanza, con il bollino nero sulle autostrade e le ferie di agosto ormai nel vivo. Un fenomeno in costante crescita, che attira sempre più l’interesse di italiani e stranieri alla ricerca di esperienze autentiche e di un contatto diretto con i territori.
Accanto all’enoturismo, che continua a rappresentare la formula più popolare, si stanno affermando nuove forme di turismo legate alle produzioni agroalimentari: dal birraturismo all’oleoturismo, fino ai percorsi dedicati ai formaggi. Esperienze che permettono ai visitatori di entrare direttamente nelle aziende, conoscere i produttori e partecipare alle diverse fasi della lavorazione.
Il vino resta protagonista
Il turismo del vino rimane comunque al primo posto tra le esperienze enogastronomiche. La più apprezzata è la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall’acquisto di vino direttamente dal produttore. Un dato che conferma una domanda sempre più orientata al rapporto personale con le aziende e alla conoscenza diretta delle produzioni, anche nell’epoca della forte digitalizzazione.
Alle degustazioni tradizionali si affiancano intanto proposte sempre più originali, capaci di intrecciare il vino con arte, sport, benessere e natura. Nelle vigne italiane si moltiplicano così le esperienze: dalle degustazioni in realtà virtuale con visori 3D al pilates, dallo yoga alla pittura tra i filari, fino all’astrotasting, l’osservazione del cielo stellato accompagnata da un calice di vino.
Secondo una stima elaborata su dati del Movimento Turismo del Vino, l’enoturismo vale oggi circa 3,5 miliardi di euro. Un settore che continua a crescere e che trova spazio anche nei grandi eventi dedicati al vino: proprio negli scorsi giorni, Vinitaly and The City è stata a Reggio Calabria, dopo il successo dell’appuntamento di Sibari.
Olio, birra e formaggi: il turismo diventa sempre più esperienziale
Anche formaggi, olio e birra stanno conquistando un pubblico sempre più ampio. Accanto alle visite guidate e alle degustazioni crescono le esperienze immersive, che consentono ai visitatori di partecipare direttamente alle attività produttive.
Per l’olio, ad esempio, si va dalla raccolta delle olive alla partecipazione alla molitura, fino ai laboratori dedicati all’assaggio dell’extravergine. Nel mondo della birra si può assistere alle cotte insieme ai mastri birrai o visitare i campi di orzo e luppolo. Nel settore lattiero-caseario, invece, si moltiplicano le occasioni per conoscere da vicino la produzione del formaggio insieme ai casari e per partecipare alle escursioni negli alpeggi.
Il cibo sempre più al centro della vacanza
Il successo del turismo esperienziale conferma anche nell’estate 2026 il ruolo centrale del cibo nella spesa turistica in Italia. Oltre un terzo del budget delle vacanze viene destinato alla tavola: dai pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie e agriturismi all’acquisto di prodotti tipici e specialità enogastronomiche.
Il cibo si trasforma così sempre più spesso da semplice componente della vacanza a vera motivazione del viaggio, sia per i turisti italiani sia per quelli stranieri.
Per Coldiretti si tratta di una leva strategica per valorizzare le produzioni tipiche e sostenere economia e occupazione nelle aree rurali, collegando l’esperienza turistica alla scoperta delle eccellenze agroalimentari italiane.
In crescita anche il fenomeno dei cammini rurali di Campagna Amica, da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo, che permettono di scoprire il territorio con ritmi più lenti, sostenibili e autentici.
Il turismo del cibo si conferma dunque uno dei grandi protagonisti dell’estate italiana: un modo per viaggiare attraverso sapori, produzioni e tradizioni, trasformando la scoperta dell’enogastronomia in un’esperienza sempre più coinvolgente e personale.