L’ospitalità italiana si prepara a essere protagonista anche nella nuova edizione di The World’s 50 Best Hotels. In attesa della cerimonia di Parigi di domani – 15 settembre – quando saranno annunciate le prime 50 posizioni della classifica 2026, sono già state rese note le strutture comprese tra il 51° e il 100° posto. E per l’Italia arriva un risultato particolarmente significativo: sono infatti nove gli hotel italiani presenti nella seconda metà della graduatoria.
Il nostro Paese è quello con il maggior numero di rappresentanti in questa fascia della classifica europea, che comprende complessivamente 16 strutture. A dominare, invece, è l’Asia, con 20 hotel inseriti tra le posizioni dalla 51 alla 100.
Tra le destinazioni italiane maggiormente rappresentate spicca la Costiera Amalfitana, che porta in classifica ben tre strutture. Al 58° posto si trova Il San Pietro di Positano, che ospita anche il ristorante stellato Zass. Più avanti, al 84° posto, compare Borgo Santandrea ad Amalfi, con il ristorante stellato Alici, mentre al 91° posto si trova Villa Treville, ancora a Positano.
La Toscana è rappresentata da una delle proprietà più note dell’ospitalità di lusso italiana: Castiglion del Bosco, a Montalcino, che raggiunge il 62° posto. La struttura fa parte del gruppo Rosewood Hotels e comprende 42 suite e 11 ville private, oltre a un golf club privato e alla storica cantina Castiglion del Bosco, legata alla produzione di Brunello di Montalcino. All’interno della tenuta si trova anche il ristorante bistellato Campo del Drago.
Al 60° posto si posiziona invece Splendido, lo storico hotel Belmond di Portofino, mentre Roma entra nella graduatoria con Orient Express La Minerva, al 66° posto. In Trentino-Alto Adige, precisamente a Bressanone, si trova il Forestis Dolomites, che occupa la posizione numero 68.
La classifica italiana prosegue poi in Puglia con Borgo Egnazia, a Savelletri, all’88° posto. La struttura, diventata negli anni una delle destinazioni simbolo dell’accoglienza di lusso italiana, ospita anche il ristorante stellato Due Camini. Chiude la presenza italiana Reschio, a Lisciano Niccone, in Umbria, al 95° posto.
Nel complesso, emerge un quadro che racconta una parte significativa del sistema dell’ospitalità italiana di alta gamma: destinazioni costiere e grandi città, tenute immerse nei paesaggi rurali e resort legati alla cultura del territorio. Un’offerta nella quale anche la componente gastronomica e quella enologica assumono un peso sempre maggiore, con ristoranti stellati, cantine storiche e produzioni vinicole che contribuiscono all’identità delle strutture.
L’appuntamento decisivo sarà ora quello di Parigi, dove domani verranno svelate le prime 50 posizioni della graduatoria. Il calendario internazionale di The World’s 50 Best proseguirà poi con gli altri grandi ranking del gruppo: il 4 novembre sarà Lima, in Perù, a ospitare l’annuncio della The World’s 50 Best Restaurants, mentre il 16 novembre toccherà a Santiago del Cile per la The World’s 50 Best Vineyards.
Per l’Italia, intanto, le nove presenze già assicurate nella fascia 51-100 rappresentano un risultato che conferma la forza internazionale dell’hospitality di alta gamma e il ruolo sempre più importante giocato dall’integrazione tra accoglienza, territorio, gastronomia e vino. Un modello nel quale l’esperienza dell’ospite non si limita alla struttura ricettiva, ma si estende alla scoperta delle destinazioni, delle produzioni locali e delle eccellenze enogastronomiche che contribuiscono a rendere riconoscibile l’offerta italiana nel mondo.