“Con 20 dollari non si compra più la stessa quantità di benzina dell’anno scorso, né la stessa quantità di pomodori. Perché il vino dovrebbe essere diverso?”. Inizia così l’articolo con cui Eric Asimov, critico enologico del Nel York Times dal 2004 (scrive di vino, cibo e ristoranti da oltre 30 anni) introduce la tradizionale selezione mondiale “di vini deliziosi a meno di 20 dollari”, nella quale ci sono anche tre italiani. La lista, pubblicata a fine maggio, attraversa territori, stili e filosofie produttive differenti, premiando realtà artigianali, aziende attente alla sostenibilità e vini profondamente legati alla loro origine.
Asimov ha raccolto venti etichette provenienti da diverse aree del mondo accomunate da un requisito preciso: un prezzo inferiore ai 20 dollari. Dai rossi cileni allo Chardonnay californiano, per passare ai bianchi francesi fino ai tre rappresentanti italiani, la selezione offre uno spaccato interessante del vino contemporaneo capace di emozionare senza richiedere grandi investimenti. Ecco i tre vini italiani. Si tratta del Roagna, Dolcetto d’Alba 2024, che figura al settimo posto; poi il Paltrinieri (quindicesimo), Lambrusco di Modena Solco 2024 e il Fèlsina, Chianti Colli Senesi 2023 (posizione numero 16).
“Quando il prezzo di quasi tutto aumenta, aumenta anche quello del vino – scrive Asimov -. Non tutto, però, subisce lo stesso incremento. Il vino ha dovuto affrontare pressioni specifiche, come problemi nella catena di approvvigionamento o dazi doganali, che non hanno colpito allo stesso modo uova e pane. Ciononostante, i prezzi sono aumentati per tutti i prodotti. Tenendo conto di ciò, mi sono chiesto quali vini fossero disponibili oggi a meno di 20 dollari, dato che ho sempre creduto che la fascia di prezzo tra i 15 e i 20 dollari offra il miglior rapporto qualità-prezzo tra i vini di fascia media. Indipendentemente dall’inflazione, ho comunque trovato 20 bottiglie che vale la pena consigliare”.
E l’elenco completo? Eccolo, con tutti i vini in ordine di classifica:
Château le Bergey, Bordeaux 2024 (Francia);
Vera de Estenas, Utiel-Requena El Bobal de Estenas 2023 (Spagna);
Quinta de Santiago, Vinho Verde Assinatura de Família 2024 (Portogallo);
Les Vignerons d’Estézargues, Vin de France Carambouille 2024 (Francia);
Troupis, Peloponnese Fteri Moschofilero 2024 (Grecia);
Azimut, Cava Brut Nature Rosat 2023 (Spagna);
Roagna, Dolcetto d’Alba 2024 (Italia);
Pax, California Helios Chenin Blanc 2025 (Usa);
Pierre-Marie Chermette, Beaujolais Griottes 2024 (Francia);
Presqu’ile, Santa Barbara County Chardonnay 2023 (Usa);
Dr. Bürklin-Wolf, Pfalz Riesling 2024 (Germania);
Sierra de Toloño, Rosado 2025 (Spagna);
Domaine du Chapitre, Touraine Sauvignon Blanc 2024 (Francia);
Henry Fuchs, Alsace Pinot Blanc Auxerrois 2023 (Francia);
Paltrinieri, Lambrusco di Modena Solco 2024 (Italia);
Fèlsina, Chianti Colli Senesi 2023 (Italia);
Lola, Sonoma County Chardonnay 2024 (Usa);
Rogue Vine, Itata Valley Grand Itata Blanco 2024 (Cile);
Ungrafted, Maipo Valley Carmenère 2023 (Cile);
Dönnhoff, Nahe Riesling Trocken 2024 (Germania).
“È chiaro – puntualizza infine Asimov – che con 20 dollari non si comprano più gli stessi vini di quattro anni fa, per non parlare di dieci anni fa. Sebbene i vini siano diversi, resta vero che spendere dai 15 ai 20 dollari per una bottiglia, anziché dai 10 ai 15, aumenta esponenzialmente le probabilità di trovare un vino particolare, interessante e delizioso. Bisogna comunque essere selettivi, ma le probabilità sono decisamente maggiori”.