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Vino e dintorni

La Lombardia al Vinitaly con 330 milioni di export. Fontana: “Una vetrina strategica”

07 Aprile 2026
Da sinistra Alessandro Beduschi, Gian Domenico Auricchio, Attilio Fontana, Debora Massari, Francesca Caruso, Gianni Bruno Da sinistra Alessandro Beduschi, Gian Domenico Auricchio, Attilio Fontana, Debora Massari, Francesca Caruso, Gianni Bruno

La Regione si prepara a tornare al salone internazionale in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, con otre 4.000 espositori, in 18 padiglioni. Attesi poco meno di 100 mila operatori nelle quattro giornate di apertura

Centoquarantatré milioni di bottiglie (+ 16,3% rispetto al 2024), pari al 90% della produzione di vino a denominazione di origine e un valore di 331,5 milioni di euro (in crescita del 7,1% sul 2024 e in controtendenza rispetto al calo del 3,7% a livello nazionale), è la sintesi di quello che la Lombardia porterà al Vinitaly – dal 12 al 15 aprile -, in uno spazio di oltre 3.000 mq al primo piano del Palaexpo della Fiera di Verona.

Che, è stato sottolineato nel corso del tradizionale evento di presentazione – a Milano – del padiglione Lombardia che sarà allestito nella più importante fiera dedicata al vino e ai distillati. Una strategia che si inserisce in un momento particolarmente favorevole per la regione, anche grazie all’onda lunga delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, che hanno rafforzato la visibilità internazionale della Lombardia e dato un impulso significativo al turismo territoriale.

In questo contesto il vino si conferma uno dei principali ambasciatori del territorio, capace di connettere prodotti di qualità, paesaggio, cultura e attrattività. Considerazione ulteriormente sottolineata dal presidente della Regione, Attilio Fontana affermando che Vinitaly è per la Lombardia una vetrina strategica perché ci consente di presentare al mondo non solo l’eccellenza dei nostri vini, ma anche la qualità complessiva dei territori che li producono. La visibilità generata dalle Olimpiadi ha portato nuovi visitatori e nuove opportunità. Ora dobbiamo consolidare questa spinta e trasformarla in sviluppo duraturo per le imprese e per l’intera filiera del Made in Lombardy”.

Anche perché “il comparto vitivinicolo lombardo dimostra una forza e una capacità di crescita tutt’altro che scontate, a partire dal record dell’export che è il risultato di un lavoro strutturato sulla qualità, sull’organizzazione della filiera e sulla capacità di sfidare i mercati internazionali – ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alessandro Beduschi –. La qualità, in Lombardia, non è uno slogan: è un dato concreto. Oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle Denominazioni, a fronte di una media nazionale che si ferma al 74%. Da qui dobbiamo continuare a muoverci: non inseguire modelli che non ci appartengono, ma rafforzare ciò che già ci distingue. Il vino oggi è esperienza, turismo, cultura. Se continuiamo su questa linea di qualità, posizionamento e visione integrata con il sistema di accoglienza, i risultati che oggi registriamo non resteranno un traguardo, ma diventeranno la base per una crescita ancora più solida”.

Perché il vino lombardo continui a rafforzare la propria presenza sui mercati, la misura OCM (Organizzazione Comune del Mercato) sta sostenendo l’innovazione e la competitività del comparto, tant’è che nella campagna 2025-2026 è stato deciso un sostegno pari a 3,7 milioni di euro, che ha attivato oltre 9,3 milioni di euro di investimenti complessivi. A trainare questa dinamica positiva è anche l’enoturismo che nel triennio 2022–2024 ha registrato una crescita media annua del 16% dei visitatori, posizionando la Lombardia tra le aree più dinamiche del panorama italiano, ha evidenziato un’esperta di turismo e cultura come Roberta Garibaldi, docente presso l’Università di Bergamo.

Anche tutti gli altri interventi che si sono ascoltati nel corso dell’evento – coordinato dal giornalista Giuseppe Carrus di Gambero Rosso -, hanno evidenziato la solidità del settore del vino lombardo, tant’è che il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio ha detto che “i numeri confermano la solidità e il potenziale di crescita del comparto vitivinicolo lombardo. L’aumento dell’export, la crescita dell’occupazione, con gli addetti in aumento dell’8,2% negli ultimi dieci anni, ma anche il dinamismo dell’enoturismo dimostrano come il vino sia oggi una leva economica strategica per il territorio.

La sfida è continuare a investire in qualità, innovazione e promozione, rafforzando il posizionamento della Lombardia sui mercati internazionali, sostenendo le 2.861 imprese vitivinicole lombarde che oggi garantiscono lavoro stabile a circa 6.446 addetti (+8,2%), a cui si aggiungono migliaia di lavoratori stagionali”. Con l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e moda Debora Massari che ha sottolineato come “la Lombardia possiede oggi tutte le condizioni per consolidarsi come una delle principali destinazioni enogastronomiche a livello internazionale. Il vino, insieme alla ricchezza della tradizione culinaria e alla qualità dell’accoglienza, rappresenta un potente strumento narrativo capace di trasformare la visibilità globale in un’attrattività concreta, duratura e diffusa. È attraverso questa integrazione tra identità, esperienza e territorio che possiamo generare valore stabile, rafforzando il posizionamento della regione nei circuiti turistici di eccellenza”.

E, poi, per l’assessore alla Cultura Francesca Caruso “il valore culturale della filiera enogastronomica rafforza un messaggio fondamentale: la nostra tradizione non è soltanto eccellenza produttiva, ma un patrimonio identitario fatto di gesti, conoscenze e relazioni che si tramandano nel tempo. In Lombardia questo patrimonio si esprime in modo particolarmente ricco, intrecciando territori e comunità”.

Intanto, al Vinitaly, il Padiglione Lombardia (uno dei pilastri della rassegna fieristica, secondo il direttore generale di Veronafiere, Gianni Bruno) ospiterà produttori, consorzi, associazioni e istituzioni negli spazi espositivi finanziati e realizzati nell’ambito dell’Accordo di Programma tra Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia. Negli oltre 3.000 metri quadrati saranno presenti più di 150 realtà, con oltre mille etichette in degustazione, a rappresentare la ricchezza e la varietà del patrimonio vitivinicolo regionale, riconosciuta dai seguenti Consorzi di tutela: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Ente Vini Bresciani, Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Moscato di Scanzo, Consorzio Volontario Vino DOC San Colombano, Consorzio Montenetto, Consorzio Vini IGT Terre Lariane, Consorzio Vini Mantovani, Consorzio Tutela Lugana DOC, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio Tutela Vini di Valtellina, Consorzio Valtènesi Riviera del Garda Classico, Produttori San Martino della Battaglia DOC, Consorzio Botticino DOC, Consorzio Tutela IGT Valcamonica, che all’evento milanese sono stati presentati dalla presidentessa di Ascovilo, Giovanna Prandini.

E, poi, c’è il ricco palinsesto di eventi come il momento celebrativo dedicato alle eccellenze lombarde in programma lunedì 13 aprile, con la partecipazione del maestro pasticcere Iginio Massari, di Bruna Gritti che con il marito Vittorio Cerea ha creato il mito di “Da Vittorio”, e di Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco.