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Vino e dintorni

L’Italia conquista 25 posti tra i 100 grandi vini da invecchiamento di Wine Enthusiast. Il Barolo di Fenocchio sul podio mondiale

02 Novembre 2026
Gli spazi dello shop di Wine Enthusiast a New York Gli spazi dello shop di Wine Enthusiast a New York

Otto etichette a base Nebbiolo, sei Barolo e due vini della Valtellina. Ma nella Top 100 Cellar Selections 2026 trovano spazio anche Brunello, Amarone, Verdicchio, Picolit e grandi espressioni dell'Alto Adige

Un quarto della classifica parla italiano. E’ un risultato importante quello ottenuto dai produttori del nostro Paese nella Top 100 Cellar Selections 2026 di Wine Enthusiast, la selezione annuale della rivista statunitense che individua i vini del mondo con le maggiori prospettive di evoluzione in bottiglia. Sono 25 le etichette italiane entrate nella graduatoria, stilata dai wine writer Danielle Callegari, Jeff Porter e Michael Laudenslager. E c’è anche un posto sul podio assoluto: il Barolo Bussia Riserva 2019 di Giacomo Fenocchio conquista la terza posizione, alle spalle del Vintage Port 2024 di Ferreira e del Lithology 2023 di To Kalon Vineyard, dalla Napa Valley.

Il risultato conferma innanzitutto la forza del Nebbiolo quando si parla di vini destinati a riposare a lungo in cantina. Otto delle 25 etichette italiane selezionate sono infatti ottenute da questo vitigno: sei Barolo e due Valtellina. Le Langhe si confermano così uno dei territori di riferimento per la longevità dei grandi rossi italiani, ma la presenza della Valtellina dimostra quanto il Nebbiolo, qui chiamato Chiavennasca, sappia esprimere caratteristiche altrettanto interessanti anche in un contesto montano.

Non c’è soltanto il Piemonte, però. La classifica restituisce una fotografia piuttosto ampia della produzione nazionale, con Montalcino, la Valpolicella, Bolgheri, la Franciacorta, il Friuli e le Marche. Particolarmente significativa anche la presenza dell’Alto Adige, che porta tre vini in graduatoria, tra bianchi e rossi.

“Nessun grande vino è nato già con il prestigio che oggi lo contraddistingue – spiega Wine Enthusiast -. Lo ha conquistato nel tempo, vendemmia dopo vendemmia, grazie alla costanza e al duro lavoro. Le bottiglie diventate icone sono il risultato di un percorso lungo, silenzioso e ambizioso, nel quale ogni annata contribuisce a fare un passo avanti, fino a raggiungere lo status di riferimento assoluto, atteso ogni anno con impazienza dai collezionisti. È questa la filosofia alla base della nostra selezione annuale Top 100 Cellar Selections. La classifica di quest’anno comprende sia vini ampiamente celebrati sia etichette meno conosciute, ma che meritano di essere tenute d’occhio. Crediamo che i vini emergenti qui selezionati siano avviati verso lo stesso percorso delle grandi etichette leggendarie, grazie al lavoro dei produttori in vigna e in cantina, impegnati a valorizzare qualità, struttura e carattere: caratteristiche che sapranno ricompensare, negli anni, la pazienza di chi sceglierà di conservarli in cantina”.

La rivista Usa sottolinea: “Considerate questa selezione una guida personale ai migliori vini di recente uscita da acquistare e conservare, realizzata dal nostro gruppo di degustatori, che ogni anno assaggia circa 25.000 etichette. Acquistateli ora, finché i prezzi sono ancora accessibili. Conservatene alcune bottiglie e tornate a degustarle dopo uno, cinque e sette anni: potrete così verificare quanto le nostre previsioni si saranno rivelate corrette. La Top 100 Cellar Selections 2026 raccoglie vini entusiasmanti, destinati ad arricchire le migliori cantine del futuro. Ognuno merita di essere conosciuto e di trovare spazio nella vostra collezione”.

Scorrendo le posizioni, il primo risultato italiano dopo Fenocchio è quello del Brunello di Montalcino Riserva 2019 di Poggio Antico, al diciassettesimo posto. Al ventesimo troviamo invece il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva 2021 di Villa Bucci, il bianco italiano meglio piazzato nella selezione. Segue, al numero 23, il Friuli Colli Orientali Picolit del Sole 2019 di Livio Felluga, mentre al 24° posto c’è il Brunello di Montalcino Riserva 2018 di Poggio di Sotto.

La Valpolicella entra nella graduatoria con La Poja 2019 di Allegrini, al numero 31. Due posizioni più avanti, al 33, si trova il Valtellina Superiore Sassella Nuova Regina Riserva 2018 di Arpepe. Al 38° posto c’è uno dei grandi riferimenti della Franciacorta, l’Annamaria Clementi Dosage Zéro Riserva 2017 di Ca’ del Bosco, mentre al 42° compare l’Alto Adige Nova Domus Terlaner Riserva 2022 di Cantina Terlano.

La seconda parte della classifica continua a raccontare la varietà dei territori italiani. Al 48° posto c’è l’Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2016 di Masi, seguito al 50° dall’Alta Valle della Greve Igt Piantonaia 2021 di Podere Poggio Scalette. Le Langhe tornano protagoniste al 52° posto con il Barolo Rocche 2021 di Ratti, mentre al 56° troviamo il Bolgheri Superiore Hortense 2022 di Tenuta Fratini.

Interessante anche il risultato dell’Alta Langa, rappresentata al 58° posto dal Blanc de Blancs Pas Dosé 2017 di Ettore Germano. La Valtellina torna al 60° con il Valtellina Superiore Valgella Vigneto Carterìa Riserva 2021 di Sandro Fay. Al 61° posto si colloca un altro vino altoatesino, il Pinot Nero Barthenau Vigna S. Urbano Riserva 2020 di J. Hofstätter, mentre al 62° c’è il Romagna Sangiovese Predappio Le Lucciole Riserva 2021 di Chiara Condello.

Al numero 63 compare il Colli Tortonesi Derthona Timorasso Riserva 2023 di Pio Cesare, un’etichetta che porta in classifica anche il territorio piemontese dei Colli Tortonesi e una delle varietà bianche più interessanti della regione. Al 66° posto troviamo invece il Toscana Igt Palafreno 2021 di Querciabella.

La presenza italiana prosegue con altri quattro Barolo, tutti provenienti da cru delle Langhe: il Vignolo Riserva 2019 di Cavallotto, al 69° posto; il Cerequio Riserva 2019 di Michele Chiarlo, al 70°; il Cannubi 2021 di Poderi Luigi Einaudi, al 78°; e il Monvigliero 2022 di Vietti, all’81°. A chiudere la presenza dei grandi rossi veneti è l’Amarone della Valpolicella 2019 di Dal Forno Romano, all’82° posto. L’ultimo vino italiano della selezione arriva invece ancora dall’Alto Adige: è il Tal 1930 2021 di Cantina Bolzano, che occupa la posizione numero 98.