La nuova stagione delle classifiche internazionali del vino si apre con la Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling, selezione costruita a partire da circa 7.000 vini italiani assaggiati nell’ultimo anno. La lista mette in evidenza soprattutto la solidità delle grandi denominazioni toscane e piemontesi, ma fotografa anche una presenza significativa di Alto Adige, Sicilia, Veneto e delle altre principali aree vitivinicole italiane.
A conquistare la vetta è il Brunello di Montalcino 2021 di Eredi Fuligni, seguito dal Brunello di Montalcino Le Lucere 2021 di San Filippo. Sul terzo gradino si trova invece il Barolo Brunate 2022 di Roberto Voerzio. Sono questi i tre vini che aprono la classifica, mentre completano la Top 5 il Terlaner I Grande Cuvée 2023 di Cantina Terlano e il Sassicaia 2023 di Tenuta San Guido.
La graduatoria assegna un ruolo di primo piano alla vendemmia 2021 di Montalcino. Nei primi dieci posti compare anche il Brunello 2021 di Giodo, settimo, mentre il Barolo torna al sesto posto con il Barolo 2022 di G.B. Burlotto. Chiudono la Top 10 il Gewürztraminer Alto Adige Vigna Pirchschrait 2016 di J. Hofstätter, l’Etna Rosso Calderara Sottana Prephylloxera La Vigna di Don Peppino 2024 di Tenuta delle Terre Nere e il Barbaresco Paje Riserva 2021 dei Produttori del Barbaresco.
Toscana e Piemonte protagonisti
Scorrendo l’intera Top 100, il dato più evidente è il peso della Toscana Igt, che conta 15 etichette. Tra queste figurano nomi come Montevertine, Marchesi Antinori, Tenuta del Nicchio, Castello del Terriccio, Tenuta di Biserno, Castello di Bossi, Petrolo, Tenuta Sette Ponti, Caiarossa, Bibi Graetz, Monteverro, San Giusto a Rentennano, Tenuta di Trinoro, Frescobaldi e Tua Rita.
Il Brunello di Montalcino è la denominazione con una presenza particolarmente consistente: sono 12 le etichette inserite nella selezione, tutte della vendemmia 2021. Oltre ai tre nomi presenti nella Top 10, compaiono tra gli altri Il Marroneto, Valdicava, Tenuta Luce, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Siro Pacenti, Poggio di Sotto, Pieve Santa Restituta, Altesino e Casanova di Neri.
Anche il Barolo occupa una posizione centrale nella graduatoria, con nove vini. Dopo Voerzio e Burlotto, troviamo Bovio, Damilano, Paolo Scavino, Pira – Chiara Boschis, Azelia, Massolino e Sandrone.
Seguono, per consistenza, gli Alto Adige, con sette vini, mentre Chianti Classico, Bolgheri e Barbaresco contano cinque presenze ciascuno.
Dal Sassicaia all’Etna, una fotografia dell’Italia del vino
La classifica non si limita però ai grandi nomi delle due principali regioni rappresentate. Al suo interno trovano spazio alcune delle espressioni più interessanti della viticoltura italiana: dal Friulano Collio Mario Schiopetto M 2025 di Schiopetto al Trebbiano d’Abruzzo 2022 di Valentini, dal Vermentino di Gallura Vign’Angena 2025 di Capichera al Taurasi Riserva della Società 2016 di Joaquin.
Importante anche la presenza siciliana, con diverse etichette dell’Etna e non solo: tra queste Tenuta delle Terre Nere, Occhipinti, Pietradolce, Girolamo Russo, Passopisciaro, Feudo Maccari e Maugeri.
Tra le particolarità dell’edizione 2026 c’è inoltre l’ingresso di Moncalisse, giovane realtà delle sorelle Julia e Karoline Walch, al numero 53 con il Trento Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017.
La Top 10
- Eredi Fuligni – Brunello di Montalcino 2021
- San Filippo – Brunello di Montalcino Le Lucere 2021
- Roberto Voerzio – Barolo Brunate 2022
- Cantina Terlano – Alto Adige Terlaner I Grande Cuvée 2023
- Tenuta San Guido – Bolgheri-Sassicaia Sassicaia 2023
- G.B. Burlotto – Barolo 2022
- Giodo – Brunello di Montalcino 2021
- J. Hofstätter – Gewürztraminer Alto Adige Vigna Pirchschrait 2016
- Tenuta delle Terre Nere – Etna Rosso Calderara Sottana Prephylloxera La Vigna di Don Peppino 2024
- Produttori del Barbaresco – Barbaresco Paje Riserva 2021
La selezione di James Suckling, dunque, restituisce una fotografia in cui le grandi denominazioni continuano ad avere un peso determinante, ma nella quale trovano spazio anche territori e vitigni meno scontati. Un mosaico che va dal Brunello al Barolo, dal Sassicaia all’Etna, passando per Alto Adige, Friuli, Sardegna, Abruzzo, Campania e Valle d’Aosta.