Pubblichiamo il testo a firma dell’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino pubblicato sulla Guida ai Vini dell’Etna 2026. La Guida, giunta alla decima edizione (cliccando qui è possibile acquistarla), si presenta con una masterclass dedicata ad una selezione dei vini Imperdibili oggi, lunedì 13 aprile a Verona, presso la sala MainStage di Wine2Digital al Vinitaly alle ore 16.30. La degustazione (qui l’elenco dei vini che sarà possibile assaggiare) sarà condotta da Fabrizio Carrera e Federico Latteri curatori della Guida ai Vini dell’Etna.
“Gustare il vino significa immergersi in un viaggio sensoriale che supera il semplice assaggio. Ogni sorso diventa una narrazione del territorio, della cultura e della storia da cui il vino trae origine. Non è solo il sapore a parlare, ma anche le tradizioni e gli usi tramandati nel tempo, che fanno del vino un patrimonio da scoprire e valorizzare. Il vino è poesia della terra, e solo attraverso una profonda conoscenza se ne può comprendere la bellezza e la unicità. La nuova edizione di questa eccellente guida offre la possibilità di orientarsi nella scelta della bottiglia in modo consapevole.
Permette di acquisire informazioni sulle caratteristiche e sulle origini del vino, scoprire nuovi vitigni, migliorare l’esperienza della degustazione e valorizzare ogni occasione scegliendo il vino più adatto. Negli ultimi decenni, la produzione vinicola in Sicilia ha visto una profonda trasformazione. Un tempo la Sicilia era conosciuta principalmente per i vini da taglio e per le produzioni massicce; oggi, grazie al miglioramento delle cantine, all’arrivo di nuovi enologi e alla meccanizzazione avanzata, il livello qualitativo dei vini è cresciuto notevolmente. Gli investimenti in tecnologie moderne e la formazione di personale specializzato hanno consentito la valorizzazione dei vitigni autoctoni. Anche sulle pendici dell’Etna, dove il suolo lavico dona ai vitigni aromi intensi e una mineralità unica, favorendo la produzione di eccellenze, si è avuta una produzione sempre più di eccellenza. Tra i vitigni più celebri vi sono il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, protagonisti dell’Etna Rosso, e il Carricante, base dell’Etna Bianco, insieme ai già famosi Nero d’Avola, Grillo, Catarratto e Perricone, sempre più apprezzati anche a livello internazionale.
Oltre alla crescita qualitativa, anche la quantità della produzione è aumentata in modo significativo, con un’offerta di vini Doc e Igt che riflettono il territorio e le sue peculiarità. L’enoturismo, le strade del vino, l’apertura di nuove cantine e il rinnovamento di quelle già esistenti hanno rafforzato il legame tra produttori e consumatori. Questo ha permesso di offrire esperienze immersive e di valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico siciliano. Tali fattori hanno favorito la diffusione e la conoscenza dei vini siciliani, contribuendo alla crescita economica delle aree rurali e promuovendo una cultura del vino sempre più consapevole e raffinata”.
Luca Sammartino