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L'azienda

Cantine Viola: da una “ricetta” secolare della Calabria nasce “Il vino del preside”

16 Aprile 2026
Luigi Viola con la bottiglia del Raspato Luigi Viola con la bottiglia del Raspato

Alla recente edizione del Vinitaly la famiglia vinicola di Saracena porta una chicca che debutta dopo sette anni di sperimentazione in sole 900 bottiglie

È un salto nella memoria affettiva e produttiva della Calabria l’ultima etichetta nata da Cantine Viola. Alla recente edizione del Vinitaly la famiglia vinicola di Saracena, nel Pollino, conosciuta per aver riportato alla ribalta il Moscato di Saracena, vino unico al mondo per la sua tecnica produttiva, è andata a scavare nella memoria enologica della regione per tirare fuori dal cassetto un’altra chicca «unica e speciale» alla quale ha dato il nome di “Raspato” così chiamato per l’utilizzo di una manciata di raspi da mettere nella botte durante la fase di fermentazione.

“Il vino del preside” rappresenta però una dedica speciale al compianto fratello Aldo che fu dirigente scolastico nella vicina città di Cassano all’Jonio e che negli anni “ha insistito tanto a commercializzare questo vino tipico del mio paese” confessa Luigi Viola con un pizzico di emozione. “Una ricetta secolare – aggiunge – ma anche una storia antichissima. Questo vino veniva fatto in tanti paesi della Calabria ma ognuno era diverso dall’altro perchè veniva utilizzate le uve locali”.

A Saracena si utilizzano, anche se in proporzioni diverse, le stesse uve coinvolte nella produzione del Moscato, recuperando una tecnica arcaica: il procedimento prevede che il mosto della Guarnaccia e della Malvasia venga sottoposto a una leggera bollitura; e quando poi passa nelle botti si inseriscono i raspi e gli acini interi di Moscato e di Doraca per ottenere un vino secco frutto della tecnica del macerato che dà profumo.

Debutta dopo sette anni di sperimentazione in sole 900 bottiglie proposte ad un prezzo di 90 euro proprio a sottolineare la gemma preziosa che rappresenta nel panorama della viticoltura calabrese contemporanea. Il debutto di questa nuova etichetta è avvenuto nel padiglione della Regione Calabria nel corso di un evento che ha coinvolto lo chef calabrese di stanza a Londra, Francesco Mazzei ed abbinato ad un risotto con polpettine di agnello, mantecato con pecorino crotonese.

Il Raspato 2022 si presenta con un colore oro antico brillante e consistente con riflessi arancio vivo e un sorso elegante, intenso, molto persistente con un finale lunghissimo che resta sospeso tra salinità e tattilità.