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Eventi e iniziative

Festa a Vico, tutte le novità dell’edizione 2026: Gennarino Esposito allarga gli orizzonti fino a Sorrento

15 Maggio 2026
Gennaro Esposito nel Caruso Nuovo Bistrot di Milano Gennaro Esposito nel Caruso Nuovo Bistrot di Milano

L’edizione numero 23 della “Festa a Vico” si può sintetizzare nella frase “mette a fuoco il futuro della cucina italiana ed amplia i suoi orizzonti”. Infatti, l’evento ideato e organizzato dal bistellato chef de “La Torre del Saracino” di Vico Equense, Gennaro Esposito, in programma dal 14 al 17 giugno, quest’anno è più grande perché si allarga fino a Sorrento, restando sempre una grande festa del cibo e della solidarietà.

I dettagli dalla prossima festa li ha raccontato lo stesso Gennarino (così lo chiamano amici ed estimatori) nel corso dell’incontro che ha organizzato nel suo “regno milanese”, il Caruso Nuovo Bistrot annesso all’elegante Grand Hotel et de Milan, dove porta avanti, insieme all’executive chef Francesco Potenza, anche il ristorante Gran Caruso. Evidenziando subito che la manifestazione, per la prima volta, approda anche a Sorrento e, quindi, abbracciando l’intera Costiera Sorrentina.

Un passaggio naturale che traduce in forma concreta il concept “Gusto in Movimento”: il gusto attraversa i territori che connette comunità e valorizza luoghi simbolo di uno dei paesaggi più iconici d’Italia. Questa evoluzione si intreccia con un momento storico per la cultura gastronomica del Bel Paese: il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale, un traguardo al quale Festa a Vico ha contribuito, nel suo percorso, celebrandone ogni anno i valori fondanti – dalla centralità delle persone alla qualità delle materie prime, fino al legame indissolubile con i territori.

In questo contesto si inserisce il tema della XXIII edizione, ispirato alle intuizioni di Giovanni Keplero: “FOCUS: l’intelligenza nelle mani, la conoscenza nel piatto”. Perché, ha sottolineato Gennaro Esposito “è tempo di mettere a fuoco ciò che conta davvero. L’eccellenza nasce dalla convergenza di molti raggi: l’intelligenza delle brigate, la conoscenza diretta dei produttori – nostri alleati – e una materia prima purissima che si mette al servizio dell’idea per generare conoscenza nel piatto”.

Tant’è che il programma 2026 si svilupperà su due direttrici: l’intelligenza delle mani, con chef, maestri pasticceri e pizzaioli protagonisti insieme alle loro brigate, custodi di un sapere che si trasmette attraverso il fare; la conoscenza della filiera, che racconta un sistema fondato su relazioni autentiche, fiducia e trasparenza. Così, in questa edizione, i format storici, “La Repubblica del Cibo” e “Il Cammino di Seiano”, si rinnovano e danno vita a tre nuovi appuntamenti che ne reinterpretano lo spirito attraverso il tema FOCUS.

E nascono “Quella Pizza a Vico – Spicchi di Genio”, uno spazio dedicato all’eccellenza dell’arte bianca e alla creatività dei suoi protagonisti come Franco Pepe e Francesco Martucci; “Vico, Amore e Trattoria”, un viaggio nella cucina autentica e nelle radici della tradizione; “Brothers in Food”, evoluzione del Cammino di Seiano, che trasforma lo storico incontro tra chef in un’esperienza capace di celebrare il valore del tempo, del confronto e della condivisione. Nella stessa direzione si inserisce anche “Una promessa è una promessa” – che è il pranzo a La Torre del Saracino curato dai giovani talenti della cucina, che pur mantenendo intatta la propria formula, si rinnova nella natura e nello spirito delle proposte.

L’apice si raggiungerà mercoledì 17 giugno, quando la manifestazione si sposterà a Sorrento, nella cornice dell’iconico hotel Bellevue Syrene, per due eventi centrali della manifestazione: il pranzo “Quell’Abbinamento a Vico”, che celebra l’arte dei sommelier e la loro capacità di abbinare il vino alla cucina dello chef per amplificarne l’esperienza gustativa, e la “Cena delle Stelle”, che riunirà grandi protagonisti della cucina – Moreno Cedroni, Pino Cuttaia, Enrico Bartolino, Carlo Cracco, i fratelli Cerea e Gennarino che si è impegnato a cucinare un piatto – in uno scenario unico al mondo, per celebrare il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Resta invariata anche l’anima solidale dell’evento: l’intero ricavato sarà devoluto a progetti benefici, trasformando l’eccellenza gastronomica in un gesto concreto di responsabilità e condivisione.