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L'azienda

La montagna nel calice: Pisoni, il Trentodoc che nasce nella roccia (e conquista anche l’Oltralpe)

05 Giugno 2026
La famiglia Pisoni La famiglia Pisoni

Che siano le bollicine a trainare il mercato del vino è cosa nota, ancora di più se “l’italica effervescenza” riesce a produrre prodotti di alta qualità che riescono a penetrare anche il mercato vocato per tradizione dei cugini d’Oltralpe, come le etichette che abbiamo degustato della Cantina e distilleria Pisoni. Infatti abbiamo avuto occasioni di degustare quattro delle sue referenze più prestigiose come: Millesimato Trentodoc 2021, Blanc de Noir Trentodoc 2021, Pinot Bianco Trentodoc 2021 e Riserva Erminia Segalla Trentodoc 2016.

Pisoni nasce nel 1852 a Pergolese, nella Valle dei Laghi del Trentino, ma il legame della famiglia con il territorio e con la produzione di vini e acquaviti affonda le proprie radici in un tempo remoto. Già nel Cinquecento, infatti, Carlo Antonio Pisoni forniva vini e acquaviti alla corte del Principe Arcivescovo Cristoforo Madruzzo durante il Concilio di Trento. Da allora, la storia della famiglia Pisoni attraversa secoli di cambiamenti, trasformazioni e passaggi generazionali, mantenendo saldo il rapporto con la terra, con il sapere artigianale e con una vocazione produttiva che oggi si esprime attraverso due identità distinte: Pisoni 1852, dedicata al mondo degli spirits, e Casa Pisoni, il brand riservato ai Trentodoc. Una sola origine, due percorsi complementari: da un lato la distilleria storica con grappe, liquori, vermouth, gin e nuove sperimentazioni analcoliche; dall’altro il Metodo Classico trentino custodito nella cantina scavata nella roccia, nel cuore della montagna.

L’obiettivo del rebranding è dare maggior rilievo e un’immagine propria alla produzione vinicola dell’azienda distinguendola da quella che rappresenta gli spirits, che rimarranno sotto il brand Pisoni 1852, anch’esso rivisitato. “Con Casa Pisoni – spiega Elio Pisoni, amministratore delegato dell’azienda – vogliamo dare un’identità propria al nostro Trentodoc. Il nome ‘casa’ evoca un senso di appartenenza, tradizione familiare e profondo legame con il territorio. Vogliamo così sottolineare l’attenzione artigianale e la cura che riserviamo a questi spumanti, espressione massima della nostra storia nella viticoltura”.

I capostipiti della storia moderna della famiglia sono Baldassarre Pisoni e Angela Poli, che tra Ottocento e Novecento iniziano a coltivare le uve destinate alla produzione di acquavite e vino. Dopo tanta storia percorsa dal duemila, alla guida dell’azienda ci sono Andrea, Elio, Francesco e Giuliano Pisoni. Elio segue lo sviluppo aziendale e i mercati esteri; Giuliano è il mastro distillatore; Andrea è enologo e responsabile del settore spumanti; Francesco è responsabile commerciale. Accanto a loro è oggi presente anche la quinta generazione, rappresentata da Matteo e Simone. Pisoni ha sede a Pergolese, nel comune di Madruzzo, in una zona del Trentino naturalmente vocata alla produzione di vini e distillati. La Valle dei Laghi è dove la montagna incontra il clima mediterraneo: da un lato le Dolomiti, dall’altro l’influenza mitigante del vicino lago di Garda.

I vigneti si trovano tra i 300 e i 500 metri di altitudine. Le escursioni termiche, la ventilazione e la particolare conformazione del paesaggio favoriscono una maturazione equilibrata delle uve, preservando freschezza, acidità e profilo aromatico. Sono caratteristiche che contribuiscono tanto alla qualità delle basi spumante quanto alla personalità delle vinacce destinate alla distillazione.

È in questo contesto che la famiglia Pisoni ha costruito la propria identità: una realtà radicata nella Valle dei Laghi, capace di unire tradizione agricola, cultura della distillazione e Metodo Classico di montagna. La produzione spumantistica nasce nel 1973, affiancandosi alla storica attività della distilleria, e si sviluppa rapidamente fino a rendere Pisoni una delle prime realtà a credere nel Metodo Classico trentino.

La famiglia è tra i soci fondatori dell’Istituto Trentodoc, nato nel 1984 per valorizzare le bollicine di montagna. I vini Casa Pisoni nascono principalmente da Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, varietà che nella Valle dei Laghi trovano condizioni ideali grazie all’altitudine, alla ventilazione e alle escursioni termiche. L’affinamento avviene nella cantina scavata nella roccia, rifugio antiaereo della famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui la temperatura rimane naturalmente costante, tra i 12 e i 14 °C, creando le condizioni ideali per l’affinamento.

Uno dei tratti distintivi di Casa Pisoni è il remuage manuale. Le bottiglie vengono posizionate sulle pupitres e ruotate con gesti precisi per circa 22-24 giorni. Sul fondo di ogni bottiglia viene tracciato un segno bianco che guida il movimento quotidiano: un dettaglio tecnico diventato elemento identitario, ripreso anche sulla capsula.

Ogni bottiglia di Trentodoc Casa Pisoni richiede numerose operazioni manuali. È questo lavoro paziente, ripetuto nel tempo, a definire lo stile della casa: Metodo Classico di montagna, attenzione artigianale e forte legame con la Valle dei Laghi. La degustazione ha visto le etichette:

Millesimato Trentodoc 2021 Brut
Chardonnay 100%. Sboccatura 12/2025. Vigneti di media collina. Sui lieviti: 42 mesi. 12,5%. Residuo zuccherino: 5 g/l. Colore giallo paglierino con riflessi dorati, perlage fine e persistente, al naso eleganti note loreali che si mescolano a quelle fruttate leggere sensazioni tostate, al palato fresco sapido con sorso pieno e dinamico dove tornano le note olfattive. Lunga persistenza finale.

Blanc de Noir Trentodoc 2021 Extra Brut
Pinot Nero 100%, sui lieviti per 35 mesi. 12,5 % vol. Residuo zuccherino: 3 g/l. Sboccatura: aprile 2022. Colore giallo paglierino con riflessi color oro, perlage molto fine, continuo e persistente. Al naso note tostate, sensazioni fruttate, minerale, al palato è ben equilibrato, scorrevole e piacevole. Conduce ad un retrolfatto di buona intensità che propone larghezza ed eleganza. Affilata sapidità e freschezza agrumata.

Pinot Bianco Trentodoc 2021 Extra Brut Sboccatura 11/2025
Pinot Bianco 100%. Il mosto viene separato dalle bucce subito dopo la pigiatura, maturazione sui lieviti: 42 residuo zuccherino, 3 g/l,). 12,5% vol. Residuo zuccherino: 3 g/l. Colore giallo paglierino chiaro, con riflessi verdolini, perlage persistente teoria di piccole e numerose bollicine, al naso, intrigante nota di pesca a polpa bianca, freschi accenni di melissa, al palato, delicato, con un’entrata morbida, bella spalla acida che dona freschezza, finale lungo e fresco.

Riserva Erminia Segalla Trentodoc 2016 Extra Brut Sboccatura 4/2024
Chardonnay 100%. Sui lieviti: 83 mesi. 12,5 % vol. Residuo zuccherino: 5,1 g/l. Colore giallo paglierino luminoso e con un perlage fine e persistente. Al naso è caratterizzato da un’elevata complessità: la componente fruttata si fonde con sentori floreali e profumi vegetali. Intenso è poi il sentore di lievito e croste di pane derivante dalla lunga permanenza del vino sulla propria feccia di fermentazione. In bocca conferma le sensazioni avute al naso. Vino decisamente secco, che sfocia in una gradevole nota vanigliata ben sostenuta nel suo corpo.