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Scenari

Nuovo regolamento Ue sulle Ngt, le perplessità di Italia Bio: “Rischio per trasparenza e biodiversità”

25 Giugno 2026
Un vigneto – foto archivio Un vigneto – foto archivio

Italia Bio esprime forte contrarietà all’approvazione del nuovo regolamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), conosciute in Italia come Tea, Tecniche di Evoluzione Assistita. Secondo l’associazione, la nuova normativa rappresenterebbe un passo indietro sul piano della trasparenza e della tutela del sistema agroalimentare europeo.

Il provvedimento, approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo lo scorso 17 giugno, introduce infatti un cambiamento rilevante: per le varietà ottenute tramite Ngt viene eliminato l’obbligo di tracciabilità previsto per gli OGM tradizionali.

Una scelta che, secondo Italia Bio, rischia di avere effetti significativi su più fronti. «Si fa rientrare dalla finestra ciò che per decenni era stato tenuto fuori dalla porta», afferma l’associazione, che legge la decisione come un punto di svolta nel rapporto tra innovazione biotecnologica, principio di precauzione e tutela della biodiversità.

Il nodo principale, sottolinea Italia Bio, riguarda proprio la fine dell’obbligo di tracciabilità e di informazione al consumatore. «Senza indicazioni chiare sull’origine del materiale di propagazione utilizzato nelle colture – osserva il presidente Lillo Alaimo Di Loro – il cittadino europeo rischia di non essere più nelle condizioni di conoscere pienamente la natura degli alimenti che acquista e consuma».

L’associazione solleva inoltre dubbi sulle possibili conseguenze economiche e strutturali del nuovo assetto normativo. Il rischio, secondo Italia Bio, è quello di una crescente concentrazione del mercato delle sementi nelle mani di pochi grandi gruppi internazionali, con un aumento della dipendenza degli agricoltori e una riduzione della loro autonomia produttiva.

In questo scenario, la promessa di una maggiore resilienza del sistema agricolo alle sfide climatiche e fitosanitarie potrebbe tradursi, secondo l’associazione, in una maggiore vulnerabilità per le imprese agricole e in nuove disuguaglianze lungo la filiera.

Italia Bio ribadisce inoltre la propria posizione di netta incompatibilità tra le Ngt e i principi dell’agricoltura biologica. «Il biologico rappresenta l’ultima frontiera a tutela del diritto dei cittadini a un cibo sano, riconoscibile e trasparente», sottolinea Alaimo Di Loro, evidenziandone anche il ruolo nella salvaguardia dell’agro-biodiversità.

L’associazione chiede infine che il dibattito sulle Nuove Tecniche Genomiche resti aperto e che vengano garantiti piena trasparenza, tutela dei produttori e libertà di scelta per consumatori e agricoltori, in un quadro normativo che non indebolisca i principi di tracciabilità e informazione.