Quasi 55 mila controlli lungo la filiera agroalimentare, oltre 47,8 milioni di euro di prodotti sequestrati, più di 17 mila verifiche dedicate alle produzioni a Indicazione geografica e un’impennata dei controlli contro le pratiche commerciali sleali. Sono i numeri con cui l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) festeggia i suoi primi 40 anni di attività e presenta il Report 2025.
Nel corso dello scorso anno l’organismo del ministero dell’Agricoltura ha effettuato 54.913 controlli sull’intera filiera agroalimentare nazionale, confermando il proprio ruolo nella tutela del Made in Italy, delle produzioni certificate e dei consumatori. Sul fronte repressivo l’attività ispettiva ha portato a 5.559 contestazioni amministrative, 497 sequestri e 132 notizie di reato, per un valore complessivo dei sequestri superiore a 47,8 milioni di euro.
Come emerge da una nota inviata dal ministero, un contributo sempre più rilevante arriva dalla rete dei laboratori dell’Ispettorato, che nel 2025 ha eseguito 10.837 controlli analitici e oltre 367 mila determinazioni su più di 55 mila campioni di prodotto, facendo leva su metodologie scientifiche avanzate per verificare autenticità, qualità e tracciabilità delle produzioni.
Particolare attenzione è stata dedicata alle eccellenze certificate. Nel comparto alimentare a Indicazione geografica sono stati effettuati 6.448 controlli, mentre nel settore vitivinicolo Dop e Igp le verifiche hanno superato quota 11 mila. Le irregolarità più frequenti hanno riguardato l’etichettatura, gli adempimenti amministrativi e i casi di usurpazione o evocazione delle denominazioni protette.
I risultati arrivano nell’anno in cui l’Icqrf celebra il quarantesimo anniversario dalla sua istituzione. Nato nel 1986, l’Ispettorato è oggi uno dei principali strumenti pubblici di contrasto alle frodi agroalimentari, alla contraffazione e al fenomeno dell’Italian sounding, con un modello di controllo riconosciuto anche a livello internazionale.
Tra i dati più significativi emerge inoltre il rafforzamento dell’azione contro le pratiche commerciali sleali: i controlli effettuati ai sensi del decreto legislativo 198/2021 sono passati dai 488 del 2023 ai 3.536 del 2025, a testimonianza di una crescente attenzione agli equilibri economici lungo la filiera.