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Scenari

Tecniche di avoluzione assistita, nuove prospettive per ricerca e filiere agricole: il Parlamento europeo approva il regolamento

18 Giugno 2026
Agricoltura, l’immagine di un vigneto Agricoltura, l’immagine di un vigneto

Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea), aprendo una nuova fase per il miglioramento genetico delle piante e per l’innovazione in agricoltura. Il provvedimento aggiorna il quadro normativo europeo sulle nuove tecniche genomiche (Ngt), distinguendo gli interventi genetici mirati e assimilabili ai processi naturali o al miglioramento genetico convenzionale dalle modifiche più complesse, che continueranno a essere disciplinate dalla normativa sugli Ogm.

Ma se per il mondo della ricerca si tratta di un passo in avanti (“un passaggio destinato ad accelerare il trasferimento dell’innovazione dai laboratori alle imprese agricole, in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico, dalla diffusione di nuove fitopatie e dalla necessità di ridurre l’impiego di prodotti chimici”), per Slow Food il voto dell’Unione europea sulla deregolamentazione degli Ogm è “un tradimento verso agricoltori e cittadini”.

Tra le realtà italiane maggiormente impegnate nello sviluppo delle Tea figura il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali (DiSaa) dell’Università degli Studi di Milano, che nel 2024 ha avviato la prima sperimentazione italiana in campo di riso ottenuto attraverso queste tecnologie. L’obiettivo del progetto è sviluppare varietà più resistenti al brusone, una delle principali malattie fungine della risicoltura.

“Il Parlamento europeo ha scritto una pagina importante per il rapporto tra ricerca scientifica e politica”, ha commentato il direttore del DiSaa, Riccardo Guidetti, sottolineando come la nuova normativa riconosca il valore del lavoro svolto negli ultimi anni dai ricercatori italiani nel settore del miglioramento genetico vegetale.

Soddisfazione anche da parte di Vittoria Brambilla, docente di Botanica generale dell’ateneo milanese e tra le protagoniste del progetto sul riso, secondo cui il nuovo regolamento consentirà alla ricerca di contribuire in modo più efficace alle esigenze delle filiere produttive e alle sfide poste da malattie delle piante, stress idrico e cambiamenti climatici.

Le Tecniche di Evoluzione Assistita permettono di introdurre modifiche precise nel Dna delle piante senza ricorrere all’inserimento di materiale genetico proveniente da altre specie. Per questo motivo vengono considerate da una parte della comunità scientifica strumenti in grado di accelerare processi che potrebbero verificarsi anche naturalmente o attraverso le tecniche di selezione tradizionali.

Secondo i ricercatori, le applicazioni delle Tea potranno favorire lo sviluppo di colture più resistenti ai patogeni, più tolleranti agli eventi climatici estremi e più efficienti nell’utilizzo di acqua e nutrienti, contribuendo alla sostenibilità delle produzioni agricole.

La condanna di Slow Food: “Un tradimento nei confronti degli agricoltori”

Slow Food invece va giù duro e condanna il voto dell’Unione europea sulla deregolamentazione degli Ogm. “Ieri – dicono in una nota – il Parlamento europeo ha completamente ceduto alle pressioni della lobby agrochimica, anteponendo definitivamente i profitti delle industrie all’autonomia degli agricoltori, alla tutela dell’ambiente e ai diritti dei cittadini. Nel testo approvato dagli eurodeputati, i nuovi Ogm (le cosiddette Ngt, Nuove tecniche genomiche) saranno esclusi da qualsiasi forma di controllo di sicurezza, dai meccanismi di tracciabilità e dagli obblighi di etichettatura, diventando di fatto invisibili una volta immessi sul mercato e rendendo impossibile individuare la responsabilità di eventuali effetti negativi”.

Da Slow Food proseguono: “Il Parlamento europeo ha inoltre votato per la concessione alle industrie del diritto a tempo indeterminato di coltivare e commercializzare nuovi Ogm senza alcun monitoraggio, aprendo così la strada a una diffusione incontrollabile dei brevetti e a una sempre maggiore dipendenza degli agricoltori dalle aziende agrochimiche. Con questa decisione, il Parlamento europeo ha scelto di indebolire le misure che tutelano il nostro cibo, i nostri agricoltori e il nostro ambiente. La diversità è la chiave della resilienza e della sovranità alimentare, mentre le nuove tecniche genomiche vanno nella direzione opposta. Eliminare l’etichettatura, la tracciabilità e le rigorose valutazioni del rischio significa privare i cittadini europei del diritto di sapere cosa coltivano e cosa mangiano, lasciando al contempo gli agricoltori sempre più esposti al rischio di contaminazione e alle pressioni derivanti dai brevetti sulle sementi”.

Così Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia e agronomo: Il Parlamento europeo ha scelto inequivocabilmente di scavare il solco, già di per sé profondo, tra l’agroindustria e una produzione di cibo rispettosa degli ecosistemi. Non c’è altro tipo di valutazione da fare. La deregolamentazione dei nuovi Ogm comporterà il rafforzamento di modelli agricoli legati alle monocolture, allo sfruttamento delle risorse, all’impoverimento della biodiversità e alla perdita di sovranità degli agricoltori. In questo caso si aggiunge anche una mancanza di rispetto per i consumatori che non potranno fare una scelta libera ma saranno sempre più condizionati da chi vorrà guidare i consumi secondo logiche di profitto. Un altro duro colpo contro qualsiasi auspicio di transizione agroecologica, come se le crisi globali – climatica, sociale, economica – non fossero un problema dei decisori politici di oggi, lasciando alle future generazioni la responsabilità di reagire”.

La scelta di considerare i nuovi Ogm come “equivalenti” alle varietà convenzionali – fanno sapere da Slow Food – “porterà all’incremento della perdita di agrobiodiversità, all’impoverimento delle diete favorendo la standardizzazione delle sementi e delle colture, e contribuirà a una ulteriore erosione della sovranità degli agricoltori in tutta Europa. Purtroppo ancora una volta ha vinto la miope logica del profitto e la politica non ha saputo fare una scelta per il futuro dei propri cittadini. Un’occasione persa che allontanerà sempre più le persone dai decisori politici, più sensibili alle lobby che alla tutela dei propri abitanti”.