La 123ª sessione plenaria del Consiglio oleicolo internazionale (Coi), riunita a Lisbona, ha approvato una decisione destinata a segnare un passaggio storico per l’olivicoltura italiana: la riduzione stabile del limite minimo degli steroli a 800 mg/kg per gli oli extravergine monovarietali ottenuti da cultivar come la Coratina, affiancata alla Nocellara del Belice.
Il provvedimento rende permanente una deroga finora temporanea e riconosce un principio ormai consolidato dalla ricerca scientifica: alcune varietà autoctone possono presentare naturalmente un contenuto di steroli inferiore al limite ordinario senza che questo incida su autenticità, qualità o sicurezza del prodotto.
Un adeguamento che, secondo le associazioni di settore, elimina una distorsione normativa che negli anni ha penalizzato produttori e frantoi, soprattutto nella commercializzazione internazionale degli oli monovarietali.
La decisione del Coi di rendere permanente la riduzione del limite degli steroli negli oli rappresenta un passaggio molto importante per il settore e, di fatto, un risultato che va a vantaggio dell’olio italiano. Questo il commento di Giuseppe Cicero (Panel Assaggiatori Olio) a Cronache di Gusto: “Gli steroli sono una componente chimica dell’olio e per anni il Consiglio oleicolo internazionale aveva fissato una soglia minima di 1.000 mg/kg. Tuttavia si è trascurato un aspetto fondamentale: il contenuto di steroli dipende in larga parte dalla genetica varietale. Non si tratta quindi di un indicatore assoluto di qualità. Alcune cultivar italiane, come la Coratina e la Nocellara del Belice, per loro natura non raggiungono quei valori, pur producendo oli di altissima qualità”.
“Per questo motivo – dice Cicero – il limite precedente risultava penalizzante non solo per la Coratina, ma anche per altre varietà nazionali. È un tema che da tempo era stato sollevato da più parti del settore. Oggi viene finalmente riconosciuto che steroli più bassi non significano minore qualità. Si tratta di un parametro chimico, non sensoriale, e non ha effetti sulle caratteristiche organolettiche dell’olio. La stabilizzazione della soglia a 800 mg/kg supera quindi una criticità normativa e rende più coerente il sistema di valutazione con la realtà produttiva. È un risultato che tutela le nostre cultivar e il lavoro dei produttori”.
Per Aifo – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – la decisione rappresenta un punto di svolta. “Accogliamo con grande soddisfazione questa decisione del Consiglio oleicolo internazionale – dichiara il presidente Alberto Amoroso – perché viene finalmente riconosciuto un principio fondamentale: la qualità non può essere valutata attraverso parametri rigidi che non tengono conto delle specificità delle cultivar”.
Amoroso sottolinea come la Coratina rappresenti “un patrimonio di biodiversità e identità territoriale riconosciuto a livello internazionale”, ringraziando il Ministero dell’Agricoltura, l’Icqrf e la delegazione italiana di esperti chimici per il lavoro svolto in sede internazionale. “Quando istituzioni, ricerca e filiera lavorano insieme – aggiunge – si possono costruire regole più aderenti alla realtà produttiva”.
Sulla stessa linea anche Confagricoltura e Unapol, che hanno seguito il dossier nei tavoli tecnici del Coi. Le due organizzazioni evidenziano come gli steroli, pur essendo parametri utili per la verifica della purezza dell’olio, “non influenzino le caratteristiche organolettiche del prodotto e abbiano registrato negli anni una fisiologica riduzione nei valori medi”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha parlato di “un segnale positivo per tutto il comparto oleicolo italiano”. “Le peculiarità delle nostre cultivar – ha affermato – sono espressione autentica del territorio e non un’anomalia da correggere. La qualità va difesa dalle interpretazioni burocratiche e valorizzata nella sua dimensione naturale”.
Il ministro ha inoltre sottolineato come la decisione del Coi si inserisca in una strategia più ampia di rafforzamento della filiera olivicola italiana, anche attraverso investimenti in innovazione e valorizzazione delle varietà autoctone.
Per la senatrice di Fratelli d’Italia Maria Nocco, il risultato rappresenta “una conquista fondamentale per la Puglia e per l’intero comparto olivicolo italiano”. Il nuovo assetto normativo, spiega, “riconosce che le caratteristiche naturali delle cultivar non sono anomalie da correggere, ma elementi identitari da tutelare”.
Le analisi scientifiche citate nel dossier italiano rafforzano il quadro: su 317 oli analizzati tra il 2016 e il 2022, la Coratina ha mostrato un contenuto medio di steroli pari a 940,1 mg/kg, evidenziando come oli perfettamente genuini rischiassero in passato di risultare non conformi a parametri pensati per finalità anti-frode ma non aggiornati alle specificità varietali.
Il precedente limite di 1.000 mg/kg, osservano gli esperti, non risultava più coerente con l’evoluzione della produzione reale. La nuova soglia a 800 mg/kg elimina dunque un’incongruenza tecnica che aveva generato difficoltà commerciali e incertezze interpretative.
Per la senatrice Nocco, il provvedimento si integra con le politiche nazionali di sostegno al settore, ricordando gli interventi già avviati contro la Xylella e il futuro Piano Olivicolo Nazionale da 300 milioni di euro previsto dal disegno di legge “Coltiva Italia”, attualmente all’esame del Parlamento.