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Scenari

Qualità, informazioni e trasparenza: così cambia il rapporto tra consumatori e marche

14 Luglio 2026
Federico Cavallo Federico Cavallo

Dall'analisi di Altroconsumo B2You emerge che notorietà di marca e posizionamento premium, in relazione ai prodotti di uso quotidiano, non generano necessariamente una fiducia automatica. Vince la capacità di essere credibili in ogni fase del percorso d'acquisto

Il prezzo da solo non è più sufficiente a determinare la fiducia dei consumatori. È quanto emerge dall’analisi realizzata da Altroconsumo B2You su circa 1.000 partecipanti alla community Qualify, con l’obiettivo di approfondire il rapporto tra qualità percepita, fiducia, comunicazione e scelte d’acquisto.

Secondo la ricerca, solo circa un intervistato su quattro considera il prezzo un indicatore affidabile della qualità di un prodotto. Per aziende e brand emerge quindi un nuovo scenario: il posizionamento di marca e una proposta premium non generano automaticamente fiducia, ma devono essere sostenuti da elementi concreti e verificabili.

Il consumatore oggi confronta, cerca informazioni e valuta diversi segnali prima di acquistare. Etichette, ingredienti, origine delle materie prime, certificazioni e contenuti online diventano strumenti fondamentali per orientare la scelta. Se le informazioni disponibili non risultano chiare o convincenti, il rischio è quello di perdere l’acquisto anche nel momento finale del percorso decisionale.

A definire la qualità percepita sono soprattutto aspetti tangibili: per circa 800 intervistati su 1.000 la qualità dipende principalmente da ingredienti e materiali, mentre per oltre la metà degli intervistati assume un ruolo importante anche la provenienza delle materie prime. Tra i fattori analizzati, invece, la sola affidabilità della marca come garanzia automatica di qualità risulta meno determinante.

Per le aziende questo implica un cambio di prospettiva nella comunicazione di prodotto: informazioni leggibili, trasparenza sulla composizione e chiarezza sulle certificazioni non rappresentano più soltanto elementi normativi o di packaging, ma vere leve strategiche capaci di influenzare la decisione d’acquisto.

La ricerca evidenzia inoltre il peso crescente del digitale nel percorso del consumatore. In caso di dubbi su un prodotto, circa 430 persone su 1.000 dichiarano di cercare informazioni online, spesso direttamente mentre si trovano in negozio. Al contrario, circa 300 intervistati affermano di rinunciare all’acquisto senza ulteriori verifiche. Il punto vendita diventa quindi solo una tappa di un processo più ampio, in cui canali fisici e digitali devono offrire informazioni coerenti e facilmente accessibili.

L’analisi mette in luce anche un cambiamento nelle abitudini di consumo. Molti intervistati dichiarano di aver modificato il proprio approccio alla spesa, con una maggiore attenzione al prezzo, alla ricerca del miglior rapporto qualità-prezzo, alle promozioni e alla pianificazione degli acquisti. La fedeltà alla marca rimane presente, ma appare meno stabile: oltre 600 intervistati hanno dichiarato di aver smesso di acquistare almeno un prodotto scelto abitualmente. La motivazione più frequente è stata la scoperta di un’alternativa ritenuta migliore, seguita dall’aumento del prezzo.

Nel complesso, la ricerca evidenzia un consumatore più autonomo e informato, che valuta insieme prezzo, qualità percepita, ingredienti, provenienza, esperienza d’uso e informazioni disponibili. Per aziende, brand e retailer la sfida diventa quindi costruire un rapporto di fiducia fondato sulla capacità di dimostrare concretamente il valore del prodotto lungo tutto il percorso d’acquisto.

“Da oltre cinquant’anni Altroconsumo affianca i consumatori nelle scelte, analizza comportamenti ed esigenze per comprendere l’evoluzione del mercato e contribuire alla sua trasformazione – commenta Federico Cavallo, Responsabile Public Affairs e Media Relations di Altroconsumo -. Oggi cresce l’attenzione verso la qualità reale dei prodotti e l’affidabilità delle informazioni. Monitorare questi fenomeni permette di comprendere meglio le dinamiche di consumo e favorire rapporti più trasparenti e consapevoli tra cittadini e imprese”.

“Dalla nostra analisi emerge un consumatore sempre più attivo e autonomo, che verifica informazioni, ingredienti e caratteristiche dei prodotti prima di acquistare», aggiunge Benedetta De Michelis, Responsabile Business Development di Altroconsumo B2You. «Per le aziende questo significa che la fiducia non può più basarsi esclusivamente sulla notorietà del marchio o sul posizionamento, ma deve essere costruita attraverso trasparenza, coerenza e capacità di dimostrare concretamente il valore comunicato”.