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Scenari

Biologico, cresce l’import dall’estero: Coldiretti chiede più trasparenza in etichetta

07 Luglio 2026
Coldiretti Coldiretti

Crescono le importazioni di prodotti biologici dall’estero e con esse il dibattito sulla trasparenza delle informazioni per i consumatori e sulla competitività delle aziende agricole italiane. Secondo un’analisi di Coldiretti Bio basata sugli ultimi dati della Commissione europea, nel 2025 gli arrivi di prodotti biologici dai Paesi extra Ue sono aumentati del 26%, raggiungendo oltre 300 milioni di chili complessivi.

Un flusso crescente di materie prime e prodotti finiti – dalla frutta alla verdura, dall’olio extravergine d’oliva ai cereali, fino alle spezie – che entra nel mercato italiano con il marchio europeo del biologico e l’indicazione “Agricoltura non UE”, spesso riportata in modo poco evidente sulle confezioni.

Secondo Coldiretti Bio, questa situazione genera un problema di chiarezza per i cittadini chiamati a scegliere i prodotti sugli scaffali, ma anche un rischio per le imprese agricole italiane, che potrebbero trovarsi a competere con produzioni straniere a costi inferiori.

L’Italia, nonostante sia il primo Paese europeo per numero di aziende biologiche, con quasi 90mila realtà agricole e circa 2,5 milioni di ettari coltivati secondo il metodo biologico – oltre il 20% della superficie agricola nazionale – è diventata il terzo importatore europeo di prodotti bio, dietro soltanto a Paesi Bassi e Germania.

L’olio biologico tra i prodotti più importati

Tra i comparti più interessati dal fenomeno c’è quello dell’olio extravergine d’oliva biologico. Secondo Coldiretti Bio, questa categoria rappresenta quella con la maggiore incidenza del biologico sul totale delle importazioni agroalimentari europee: il 99% dell’olio importato proviene dalla Tunisia.

Un dato che riporta al centro il tema dell’origine delle materie prime e della necessità di fornire ai consumatori informazioni più immediate e leggibili sulle confezioni.

La richiesta: origine obbligatoria e reciprocità degli standard

Per Coldiretti Bio è quindi necessario introdurre l’obbligo di indicare chiaramente in etichetta il Paese di origine anche per i prodotti biologici, oltre ad applicare il principio della piena reciprocità: le produzioni provenienti dai Paesi terzi dovrebbero rispettare gli stessi standard ambientali, sanitari e produttivi richiesti agli agricoltori europei.

In attesa dell’introduzione del marchio del biologico italiano annunciato dal Ministero dell’Agricoltura, Coldiretti Bio invita i consumatori a privilegiare prodotti biologici con un’origine chiaramente indicata e a sostenere le filiere corte, la vendita diretta e i mercati contadini. Un passaggio ritenuto strategico per tutelare una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare e rafforzare il legame tra qualità, territorio e sostenibilità.