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Olio italiano, vendite in calo. L’allarme di Barbera: “Troppo grande il divario con Spagna e Grecia, serve un patto con la Gdo”

11 Settembre 2026
Olio Evo – foto archivio Olio Evo – foto archivio

Il mercato dell’olio italiano arriva alla vigilia della nuova campagna olearia con una pesante zavorra di prodotto ancora da collocare. A pesare sulle vendite è soprattutto il divario di prezzo rispetto agli oli provenienti da altri Paesi europei, in particolare Spagna e Grecia. E’ l’allarme lanciato da Manfredi Barbera, ceo dell’omonima azienda olearia siciliana, intervenuto a margine del convegno L’isola del Tesolio, organizzato da Oro Sicilia e Oleifici Barbera con il sostegno dell’assessorato regionale all’Agricoltura.

Secondo i dati del Sistema informativo agricolo nazionale citati da Barbera, a fine annata restano da vendere in Italia quasi 200 mila tonnellate di olio, a fronte di una produzione complessiva di circa 330 mila tonnellate. In Sicilia il prodotto ancora in giacenza sarebbe pari a circa 16 mila tonnellate. A frenare i consumi, secondo Barbera, è anche la distanza tra i prezzi dell’olio italiano e quelli degli altri grandi produttori europei. “Quando il prezzo europeo diventa troppo basso e si crea un gap superiore ai 2,50 euro tra quello italiano e quello dell’Unione europea, quindi Spagna, Grecia e altri Paesi, il consumo dell’olio italiano stenta a decollare”, ha spiegato.

“Se non abbiamo ancora venduto, come facciamo a pagare le nuove olive?”, ha osservato Barbera, sottolineando come anche la capacità di stoccaggio sia ancora in parte occupata dalla produzione della precedente campagna. Un vincolo che rischia di complicare ulteriormente l’avvio della nuova annata.

“Serve fare sistema – ha detto Barbera – e una politica agricola più pronta, attenta e veloce nelle risposte”. Ma il passaggio decisivo dovrebbe riguardare anche il rapporto con la grande distribuzione, considerato il peso che la Gdo ha sul mercato: “Il 70% dell’olio si vende nei banchi dei supermercati e se abbiamo questo differenziale così alto tra l’olio italiano e quello spagnolo o greco, questo costituisce un problema”, ha concluso.