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Scenari

Lollobrigida difende il vino: “Il consumo responsabile è compatibile con la salute, ma basta criminalizzarlo”

12 Ottobre 2026
Il ministro Lollobrigida Il ministro Lollobrigida

Le parole del ministro durante la visita alla cantina Zorzettig, a Spessa, nei Colli orientali del Friuli, in occasione dell’inaugurazione di Cantina Viva

Più promozione e informazione per valorizzare il vino italiano, contrastando quella che il ministro definisce una narrazione penalizzante. Per Francesco Lollobrigida, il settore deve puntare sulla qualità e sulla capacità di raccontare il prodotto, ribadendo la possibilità di un consumo responsabile. Il tema è stato affrontato dal titolare del dicastero dell’Agricoltura durante la visita alla cantina Zorzettig, a Spessa, nei Colli orientali del Friuli, in occasione dell’inaugurazione di Cantina Viva, la nuova struttura dell’azienda guidata da Annalisa Zorzettig.

Secondo il ministro, è necessario rafforzare la promozione del vino e superare le rappresentazioni che ne mettono in discussione il valore. Lollobrigida richiama anche le evidenze scientifiche che, a suo avviso, sostengono la compatibilità tra salute e consumo responsabile, sottolineando come il dibattito sul vino debba tenere conto delle differenze tra i prodotti e delle modalità di consumo.

“Il vino è stato criminalizzato”, ha affermato, attribuendo questa tendenza a logiche di mercato che avrebbero favorito l’attenzione verso altri prodotti. Il ministro ha inoltre osservato come, a fronte di una riduzione dei consumi di vino, si registri una crescita di quelli dei superalcolici, un andamento che considera contraddittorio anche sotto il profilo salutistico.

“Dobbiamo aumentare la promozione, raccontare il vino, evitare la criminalizzazione del prodotto – dice il ministro – cominciano a esserci risposte molto forti anche dalla scienza, sul fatto che un consumo responsabile sia del tutto compatibile con la salute. Questo è un modello che permette al vino di restare sui mercati, di consolidare i mercati esistenti dove comunque un consumo importante esiste”.

La sfida per il comparto, tuttavia, non riguarda soltanto la comunicazione. A preoccupare sono anche i cambiamenti nelle abitudini delle nuove generazioni, sempre meno vicine al vino, e la concorrenza di altre tipologie di bevande. Accanto a queste criticità, Lollobrigida individua opportunità di sviluppo in mercati emergenti, in particolare in Asia e in alcune aree dell’Africa.

“Siamo di fronte a sfide globali – ha detto – c’è chi vuole puntare su prodotti standardizzati, tutti uguali e il vino non lo è, perché riduce i costi di produzione e di distribuzione e accentra le risorse nelle manai di pochi e il lavoro può essere delocalizzato. Si tende ad affermare questo modello – ha concluso -. Noi dobbiamo proporre il nostro che prevede qualità, distintività e garanzia di lavoro e di ricchezza ripartita tra tanti”.