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L'azienda

Da Porto Alegre alle vigne siciliane, a Linguaglossa la nuova casa di Barbara Schapke: “Per me il vino è follia”

14 Ottobre 2026
Barbara Schapke Barbara Schapke

Un viaggio non è mai soltanto uno spostamento nello spazio: spesso è un’opera di costruzione interiore, una metamorfosi guidata dalla necessità di dare un senso e un motivo profondo a ogni singola scelta. È la storia di Barbara Schapke, una donna determinata e appassionata, una produttrice di vino che si è costruita completamente da sola. Nata a Porto Alegre, in Brasile, le sue radici si intrecciano tra le vigne della generosa Sicilia, una terra che l’ha adottata e che, oggi, considera casa.

Il suo percorso iniziale, dopo il diploma, la vede muoversi verso una scuola di cucina, ma capisce ben presto che stare tra i fornelli non è il suo destino. Cambia rotta, studia comunicazione e si inserisce nel mondo delle pubbliche relazioni e dell’arte. Nel 2016 arriva la svolta: sente la necessità di partire per l’Europa, mossa dalla curiosità di esplorare e dal desiderio di imparare meglio le lingue. Il programma prevede prima sei mesi in Spagna, dove si dedica all’insegnamento dell’inglese ai bambini immigrati, e poi sei mesi in Italia, con l’obiettivo di frequentare la Russian Academy of Art di Firenze. Avendo però due settimane libere prima dell’inizio delle attività e la necessità di guadagnare qualcosa, coglie un’opportunità di Workaway a Palermo: qui affianca un artigiano nella produzione di cosmetici naturali (a base di olio di canapa, argilla e olio d’oliva).

Finite le due settimane, si sposta a Firenze: sebbene l’ambiente che frequenta sia internazionale e stimolante, Barbara si accorge che in Sicilia l’apprendimento della lingua e la sintonia con le persone sono stati infinitamente più immediati e spontanei. Il richiamo dell’isola è forte e, innamorata del folklore e del calore umano del Sud, sceglie di vivere a Palermo per altri quattro mesi, prima di rientrare in Brasile soltanto il tempo necessario a concludere l’ultimo anno di università.

A Firenze, tra l’altro, aveva stretto amicizie a cui raccontava spesso il desiderio di riavvicinarsi al mondo enogastronomico. Proprio lì scopre l’esistenza dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a Bra, decidendo di frequentarvi un master di sette mesi. Conclusi gli studi, sceglie di ritornare in Sicilia, legata a persone che per lei sono diventate una vera e propria famiglia.

Prendono il via così le esperienze sul campo: una prima vendemmia a Menfi con Marilena Barbera tra il luglio e l’agosto del 2019, poi una collaborazione con Tasca d’Almerita, che la porta ufficialmente sull’Etna, territorio di cui si era già invaghita durante una visita nel 2018. Scoppia il periodo della pandemia (2020-2021), ma Barbara ha tanta voglia di fare e decide di collaborare con la cantina Palmento Costanzo occupandosi di marketing ed enoturismo. Cresce però in lei l’esigenza forte di essere indipendente e avviare i propri progetti: inizia a lavorare come rappresentante di vini naturali in tutta la Sicilia, viaggiando e assaggiando moltissimo.

Spinta dalla curiosità, durante una parentesi di vita a Montallegro (Agrigento) decide di sperimentare e cogliere le occasioni che le si presentano, producendo le sue prime bottiglie: vinificando in autonomia, imparando, osservando e confrontandosi con gli amici. Nasce Allegre, il suo primo vino. Oggi Barbara ha fatto ritorno definitivo sull’Etna, la “sua vera casa”, come la definisce e ha unito le sue anime a Linguaglossa, dove ha aperto Allegre, un locale di vino e cucina che richiama nel nome, attraverso un gioco di parole, la sua città natale Porto Alegre e il significato di convivialità. Non un semplice locale in cui consumare, ma un luogo che sa di casa, di cibo, di vino (non solo siciliano) e, sopra ogni cosa, di incontro.

Durante la nostra chiacchierata, seduti proprio a parlare del suo percorso e delle sue scelte, le ho rivolto una domanda semplice e diretta: “Barbara, ma per te, cos’è il vino?”. La sua risposta è stata immediata, illuminata dallo stesso entusiasmo con cui parla della sua vita: “Follia. Per me il vino è follia e fare vino è una forma d’arte. È creare un’opera d’arte senza pensare alle logiche del mercato o a cosa conviene vendere, ma ascoltando solo ciò che si vuole fare e ciò in cui si crede veramente”.

Espressione di libertà e arte, ogni etichetta prodotta da Barbara racconta questo viaggio e la sua personale interpretazione del territorio.

Allegre Vino e Cucina – Piazza Municipio 16, Linguaglossa (Catania)
Telefono: 388 429 2259