Interessante presentazione dei vini della Tenuta Santa Maria, cantina situata ad Arbizzano di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, una realtà storicamente riconosciuta come culla dell’Amarone, profondamente radicata nel territorio e nella sua tradizione vitivinicola. L’incontro è avvenuto durante un pranzo per la stampa romana nel rinomato ristorante Ozio nella panoramica terrazza dell’Hotel Orazio Palace, con magnifica vista su Roma, alla presenza dei proprietari, Giovanni e Guglielmo Bertani.
La Tenuta sorge in un’area la cui vocazione al vino è documentata sin dal XVIII secolo, da sempre fonte di ispirazione per la cultura enologica. Il riferimento a Bacco affonda le proprie origini nelle Georgiche di Virgilio, più volte richiamate nelle opere di Ippolito Pindemonte, poeta che nel Settecento risiedette presso la proprietà.
Le sue parole celebrano il legame profondo tra le colline e la nascita dei grandi vini, un concetto che ancora oggi racchiude e ispira i valori identitari di Tenuta Santa Maria: “Son cari a Bacco questi colli, e cara Questa fonte alle Naiadi è non meno. Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, Tu con quest’acque a rinfrescarlo impara”. Dall’Amarone Riserva al Valpolicella, dal Ripasso al Recioto, i vini di Tenuta Santa Maria raccontano il territorio attraverso uno stile riconoscibile ed elegante.
Alla guida dell’azienda ci sono, oggi, i fratelli Giovanni e Guglielmo Bertani, custodi e interpreti di una tradizione che continua a evolversi nel segno dell’eccellenza. “Qui il vino non è solo il prodotto: è il motivo per cui Tenuta Santa Maria esiste, raccontano i fratelli. La cantina, il brolo, i fruttai, tutto è stato concepito per questo. La pazienza è una scelta tecnica prima ancora che una filosofia: nell’appassimento naturale su arelle, nei quattordici anni di affinamento del nostro Amarone Riserva, nel conservare le ultime bottiglie di un vino che ha quasi cent’anni. Il tempo, qui, è un ingrediente. Da cinque secoli, e ancora oggi”.
Le prime testimonianze documentate della presenza e dell’attività della famiglia Bertani in Valpolicella risalgono al 1567, anno in cui il pagamento di tasse ai monasteri locali attesta una produzione viticola già attiva. Da allora, il legame della famiglia con queste colline non si è mai interrotto, intrecciandosi in modo continuo alla storia del vino veronese. È nel XVI secolo che compaiono le prime mappe del brolo, dove sorge la Tenuta: 22 ettari racchiusi da un muro lungo 3,5 chilometri e alto quattro metri, concepiti secondo una visione sorprendentemente moderna. Ispirato alla logica dei Clos borgognoni, questo spazio delimitato nasce per proteggere un microcosmo produttivo in cui suolo, esposizioni e microclima concorrono a definire un’identità precisa e riconoscibile.
Un luogo unico nel cuore della Valpolicella, pensato fin dalle origini per la nascita di grandi cru. Nel 1735 infatti prende forma il complesso architettonico così come lo conosciamo oggi, con la costruzione della cantina e del brolo cintato. Fin dalle origini, si tratta di un progetto unitario, concepito attorno al vino come cuore dell’attività produttiva e culturale della Tenuta. Nel corso dell’Ottocento, la famiglia Bertani si afferma come riferimento nel panorama enologico veronese. In questo contesto si inserisce la figura di Gaetano Bertani che nel 1883 introduce il sistema di allevamento Guyot e l’alta densità di impianto, contribuendo in modo decisivo all’evoluzione del vigneto. A fine secolo, la famiglia partecipa alla fondazione della prima associazione di produttori veronesi, antesignana del Consorzio della Valpolicella. Su queste fondamenta storiche si è sviluppata, nei secoli, la vocazione produttiva di Tenuta Santa Maria.
Oggi, l’azienda è guidata dai fratelli Giovanni e Guglielmo Bertani, figli di Gaetano Bertani, figura centrale nella storia recente della Valpolicella e considerato tra i padri dell’Amarone moderno. Attraverso decenni di ricerca agronomica ed enologica, Gaetano Bertani ha definito l’identità della Tenuta, guidandola verso una visione fondata su rigore e profonda conoscenza del territorio.
A partire dai primi anni Duemila, questa filosofia è stata raccolta, interpretata e consolidata in chiave contemporanea, dando forma a uno stile improntato all’eleganza, all’equilibrio e alla produzione di vini secchi di grande struttura e vocazione all’invecchiamento. Qui, dove per secoli hanno trovato spazio arte, poesia e pensiero, la produzione vitivinicola si apre a una dimensione più ampia, capace di accogliere e interpretare linguaggi contemporanei nel segno di una tradizione viva.
La cura del vigneto, unita al lavoro di precisione in campo e all’adozione di pratiche agronomiche rispettose dei suoli e della biodiversità, rappresentano i cardini di questo metodo. Centrale è anche l’impegno nella salvaguardia del patrimonio varietale: nel tempo, la Tenuta ha custodito e riscoperto varietà antiche profondamente radicate nel territorio, investendo in studi e ricerche agronomiche mirate. Un percorso di tutela e valorizzazione che ha permesso di preservare un patrimonio, oggi, sempre più raro in Valpolicella e di sviluppare cloni esclusivi di Tenuta Santa Maria, ottenuti attraverso selezione massale dalle migliori piante storiche dei vigneti. Cloni a bassa resa e di forte identità, capaci di esprimere in modo autentico il carattere dei suoli da cui nascono.
In cantina, la stessa filosofia si traduce in un approccio artigianale fondato sulla cura estrema dei dettagli e sul rispetto dei tempi naturali. Per Amarone Riserva e Recioto, l’appassimento avviene ancora nei fruttai storici, su arelle di canna e con ventilazione spontanea, secondo una pratica interamente naturale che oggi rappresenta un unicum nel territorio della Valpolicella.
La Tenuta adotta pratiche agronomiche misurabili e a basso impatto, aderendo ai protocolli Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) e intraprendendo il percorso verso la certificazione biologica. Un impegno concreto che mette al centro la tutela del terroir e una gestione responsabile delle risorse naturali. La superficie vitata complessiva è di 54 ettari, di cui 14 all’interno del brolo storico; l’altitudine varia tra i 120 e i 220 metri s.l.m.
I vini degustati durante il pranzo sono:
Lepiga Soave Doc 2025
100% Garganega Veronese in Val d’Illasi, con suoli di origine alluvionale composti da argilla calcarea negli strati più profondi e sassi di fiume, risultato di depositi fluviali, con altitudine di 60-70 m. Vendemmia in tre diversi stadi di maturazione da vigneti a bassa resa. Ad un’attenta fermentazione in vasche di acciaio segue il bâtonnage sulle fecce fini. Colore giallo paglierino intenso, al naso profumi di frutta estiva e frutta esotica, pere mature, pesca, erbe aromatiche, mandorla e generosa mineralità con sentori di aromi tostati di vaniglia, al palato intenso, compatto, sostenuto da freschezza, persistenza e da decisa sapidità che ne riequilibria la morbidezza.
Torre Pieve Chardonnay Igt 2024
100% Chardonnay. La composizione del terreno è identica al precedente in Val d’Illasi, da vigneti ad alta densità e bassa resa, ottenuto da tre diversi cloni. Il vino è in parte vinificato con fermentazione e affinamento in barrique di rovere francese. Colore giallo paglierino, cristallino e leggere sfumature tendenti al verde, al naso intenso, con sentori di frutta fresca ed aromi tostati di vaniglia che fanno da velo a profumi esotici di ananas e di banana. Al naso sentori di agrumi, nocciole e burro fuso, struttura fine e ben equilibrata con una morbidezza tra acidità e sapidità.
Valpolicella Classico Superiore Doc 2022
Corvina 70%, Corvinone 15%, Rondinella 10%, Oseleta 5%., in vigneti a bassa resa presso la storica tenuta ad Arbizzano di Negrar, Verona. Terreno colluviale, prevalentemente calcareo con sottostrati argillosi. I vigneti più elevati sono terrazzati con esposizione a sud-est. Altitudine di 120-220 m. Le uve vengono raccolte a mano e, dopo una lunga macerazione e fermentazione, il vino viene invecchiato per 14 mesi in tradizionali grandi botti di rovere, poi seguito da un breve affinamento in bottiglia. Colore rosso rubino brillante, con profumi fruttati intensi di mirtillo, sentori di ciliegia, note speziate e di liquirizia e note persistenti balsamiche di cannella e pepe. Al palato presenta tannini strutturati e morbidi, equilibrati da buona acidità e dal finale lungo e fruttato.
Valpolicella Ripasso Classico Superiore Doc 2024
Corvina 75%, Corvinone 15%, Rondinella 10%. Terreno colluviale, prevalentemente calcareo con sottostrati argillosi, nella Valle di Negrar di Valpolicella. I vigneti più elevati sono terrazzati con esposizione a sud-est. Altitudine: 120-220 m. Il metodo Ripasso è applicato in modo delicato con la conduzione di una seconda lunga macerazione e fermentazione sulle vinacce appena pressate dell’Amarone per donare al vino maggiore complessità, morbida struttura e intenso colore. Il vino viene invecchiato per due anni in grandi botti di rovere. Colore rosso rubino brillante, al naso intense note fruttate di ciliegia, mirtillo, liquirizia e con delle venature speziate di cannella e pepe. Al palato si presenta morbido e caldo sorretto da fitto e vellutato tannino e ottima acidità. Finale lungo e fruttato.
Amarone Classico Riserva Docg 2020
Corvina 75%, Corvinone 10%, Rondinella 10%, Oseleta 5%. Ad un’altezza da 120-220 m sul livello del mare con esposizione a Sud-est e vigneti di 35 anni su suoli di marna e roccia calcarea. L’annata 2020 è stata caratterizzata da un andamento climatico irregolare. Ad un inverno mite e asciutto è seguita una primavera calda e poco piovosa che ha favorito un germogliamento regolare e una fioritura leggermente anticipata. Da giugno la stagione è cambiata: piogge abbondanti, temperature inferiori alla media e alcuni episodi di grandine hanno interessato la Valpolicella. Anche luglio e agosto sono risultati particolarmente piovosi, con temporali intensi e un conseguente rallentamento della maturazione. Da metà settembre, condizioni più stabili, fresche e ventilate hanno favorito una maturazione equilibrata e una buona conservazione dell’acidità e degli aromi. Appassimento arelle di 3 mesi, fermentazione e macerazione separata di 30-35 giorni, invecchiamento di 66 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia, successivo assemblaggio in vasche di cemento e affinamento in bottiglia di 6 mesi. Colore rosso granato intenso e brillante, al naso rivela un’ampia complessità aromatica, fruttato con amarena, ribes nero e prugna matura si intrecciano alla dolcezza della frutta appassita, affiorano note di cannella e cedro candito, seguite da cacao, tabacco dolce e liquirizia, delicate sfumature balsamiche arricchiscono il bouquet, donandogli profondità. Al palato è pieno e avvolgente, con una trama tannica matura e ben integrata. La freschezza e la piacevole sapidità bilanciano il calore alcolico, mentre la succosità del frutto accompagna il sorso con vivacità. Concentrazione e morbidezza si fondono in un insieme armonico. Il finale è lungo e persistente, in un susseguirsi di richiami al ribes, alla frutta rossa matura, alle spezie dolci e al cacao.
Brolo dei Poeti Amarone Classico Riserva Docg 2007
Corvina 70%, Corvinone 10%, Rondinella 20%. Altezza vigneti da 120-220 m sul livello del mare con esposizione a Sud-est, ed età media vigneti di 35 anni, composizione del suolo di Marna e roccia calcarea. Il Brolo dei Poeti è un vino prodotto solo in annate eccezionali con condizioni climatiche ideali. La vendemmia inizia all’alba, selezionando i migliori grappoli d’uva dalle quote più alte del Brolo della tenuta di Arbizzano di Negrar, seguita da una seconda selezione in cantina prima della messa a riposo. La lunga macerazione e la fermentazione con interventi minimi preservano le qualità aromatiche. Dopo quattordici anni in grandi botti di rovere, l’affinamento prosegue per un ulteriore anno in bottiglia. L’andamento stagionale del 2007 è stato contraddistinto da temperature generalmente sopra le medie. L’avvio delle prime fasi vegetative si è manifestato con un certo anticipo. La prolungata mancanza di piogge ha accompagnato la fase del germogliamento. La successiva fioritura è avvenuta con successo nonostante le condizioni di stress idrico della pianta. Le seguenti piogge di maggio e giugno hanno ripristinato le condizioni ottimali per l’allegagione e per la successiva invaiatura. A fine agosto la grandine ha lambito l’area dei nostri vigneti senza colpire in modo significativo le nostre viti. La vendemmia è stata caratterizzata da condizioni stabili e bel tempo. Appassimento naturale di 3 mesi sulle arelle, fermentazione e macerazione separata in acciaio di 30-35 giorni, invecchiamento di 14 anni in botti grandi di rovere di Slavonia, successivo assemblaggio in vasche di cemento, affinamento in bottiglia di 12 mesi. Colore rosso granato intenso, offre un profilo aromatico di spezie e frutta in confettura, chiodi di garofano, cannella, cacao e caffè tostato. Il palato è morbido ed elegante, con tannini vellutati e sapori di tabacco, cacao, noce moscata e cannella, per finire con frutta secca come uvetta e ciliegie sotto spirito. La sua morbidezza è esaltata da una nota fresca e minerale che contribuisce alla sua lunga persistenza.