Dalla pasticceria alla cucina, fino all’arte della panificazione: il patrimonio gastronomico delle terre vulcaniche si racconta attraverso le mani e le visioni delle donne che ne interpretano le risorse e le tradizioni. È questo il filo conduttore di Vulcaniche – Femminile dall’Etna al piatto, l’incontro in programma venerdì 6 novembre, alle 18, negli spazi di Cave Ox, a Solicchiata, luogo guidato dal mitico oste Sandro Dibella, che ha fatto dell’accoglienza e della convivialità un tratto distintivo.
L’appuntamento riunisce tre protagoniste del mondo gastronomico siciliano, differenti per percorsi e linguaggi, ma accomunate dalla capacità di trasformare il legame con il territorio in una pratica quotidiana. Giovanna Musumeci, della Pasticceria Santo Musumeci, Bianca Celano, di Materia Spazio Cucina, e Salvina Abbadessa, di Immana Micro Panificio, porteranno al centro della conversazione esperienze nelle quali la tradizione non è un repertorio immobile, ma una materia viva, da conoscere, rielaborare e restituire in forme nuove.
La pasticceria di Giovanna Musumeci richiama una cultura del gusto in cui memoria e ricerca si incontrano, dando continuità a un patrimonio di saperi artigianali. La cucina di Bianca Celano rappresenta il dialogo tra cucina contemporanea e valorizzazione degli ingredienti. Salvina Abbadessa riporta invece l’attenzione al pane, alimento essenziale e simbolico, nel quale la qualità delle materie prime, il tempo della lavorazione e la manualità custodiscono un rapporto profondo con la terra.
A unire queste esperienze è il paesaggio, con la fertilità dei suoli vulcanici, la varietà delle produzioni agricole e la stratificazione delle tradizioni alimentari. Un patrimonio che richiede conoscenza e responsabilità: trasformarlo in un’esperienza gastronomica significa anche scegliere come raccontarlo, quali storie tramandare e quali possibilità aprire alle nuove generazioni.
Il femminile evocato dal titolo non rimanda a un’identità stereotipata, ma a una pluralità di sguardi e competenze che trovano espressione nel lavoro. Le tre protagoniste incarnano modi diversi di interpretare le risorse locali e di costruire relazioni attraverso il cibo. In questa prospettiva, la forza primordiale del vulcano e la capacità generativa delle donne si incontrano in una narrazione che intreccia natura, cultura e creatività.
A guidare il dialogo sarà Marianna Puglisi, di Cultura Aetnae, in un confronto che promette di andare oltre la dimensione gastronomica per interrogare il rapporto tra identità, lavoro e paesaggio. Perché raccontare ciò che arriva in tavola significa anche raccontare una comunità, i suoi cambiamenti e il patrimonio di conoscenze che continua a rinnovarsi. Un dialogo che ci invita così a guardare al vulcano da una prospettiva diversa: non soltanto manifestazione di una forza naturale, ma luogo di relazioni e possibilità, dove il sapere delle donne contribuisce a trasformare la ricchezza della terra in cultura condivisa.