Si è appena conclusa la decima edizione di uno degli eventi del vino più attesi nella capitale, Vino e Arte che Passione 2026. Dieci edizioni, tra vino, arte e bellezza, infatti l’evento in questi anni si è celebrato sempre in location che non fossero solo un contenitore, ma che riuscisse ad assemblare il rapporto che il nettare divino, ha con l’arte, la cultura e al piacere della convivialità. La decima edizione, infatti, si è celebrata nel Casino dell’Aurora Pallavicini, proprio di fronte al Quirinale, con il suo straordinario patrimonio storico e artistico e il celebre affresco dell’Aurora di Guido Reni, che ha accolto produttori, aziende, operatori del settore e appassionati, offrendo una cornice di rara bellezza a un’esperienza pensata per valorizzare il vino e le sue storie.
L’evento è stato ideato da Ciro Formisano CF Wine Advisor, Protagoniste della giornata sono state le aziende vinicole partecipanti, con i loro produttori e le loro interpretazioni del territorio, espressione di una cultura enologica che nasce dalla passione, dalla ricerca e dal legame con la propria terra. Degustazioni, incontri e momenti di approfondimento hanno dato vita a un’esperienza che va oltre il semplice assaggio, favorendo nuove conoscenze e occasioni di confronto. Come le precedenti, anche questa edizione ha registrato un risultato particolarmente significativo, confermando l’interesse verso un appuntamento che, nel tempo, ha saputo costruire una propria identità.
La scelta di riservare l’accesso attraverso una disponibilità selezionata di biglietti risponde alla volontà di preservare la qualità dell’esperienza e il carattere esclusivo dell’evento. Questo decimo anniversario ha avuto un valore ancora più speciale grazie alle aziende di primo piano presenti. Dieci edizioni significano una comunità cresciuta nel tempo, fatta di produttori, partner, professionisti e winelovers accomunati dal desiderio di scoprire, conoscere e condividere il mondo del vino in luoghi capaci di regalare emozioni. Ad allietare le degustazioni i piatti dello Chef Vitalia Scano, che ha curato l’esperienza gourmet creando un dialogo armonioso con il mondo del vino.
“La realizzazione di Vino e Arte che Passione è possibile grazie alla collaborazione di aziende e professionisti che condividono la nostra visione e credono nel valore di un progetto che crea connessioni tra vino, cultura, imprese e persone, accomunati dal desiderio di scoprire, conoscere e condividere il mondo del vino in luoghi capaci di regalare emozioni. Afferma Ciro Formisano. Vino e Arte che Passione continua il suo percorso con lo stesso entusiasmo di sempre, rinnovando l’impegno a creare occasioni d’incontro in cui il vino, l’arte, la gastronomia e la bellezza possano raccontarsi e valorizzarsi a vicenda”
Durante la manifestazione si sono svolte due interessanti masterclass che hanno visto delle aziende protagoniste. La prima è Castello del Terriccio, alla presenza della proprietà con Vittorio Piozzo di Rosignano Rossi di Medelana, con tre annate di Lupicaia 2019-2010-2004, che hanno svelato come questa etichetta riesca ad esprimersi con grande qualità e finezza anche con annate indietro del tempo, dove il file rouge della sua balsamicità si ritrova nelle tre annate, accompagnata dall’eleganza che contraddistingue l’etichetta. A seguire la degustazione esclusiva dell’Azienda Paolo e Noemia D’Amico con la sua etichetta Atlante con l’annata 2011 nella versione Magnum che ha dimostrato, nel caso ci fosse stata necessità, di come questo angolo a confine tra Lazio ed Umbria a Castiglione in Teverina (VT), sia un territorio che riesce ad esprimere grandi potenzialità con il savoir faire della proprietà.