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Scenari

Chianti, 2019 chiuso con un lieve rialzo: “Ora puntiamo tutto sulla Cina”

02 Gennaio 2020
Il presidente del consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi Il presidente del consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi


(Giovanni Busi)

Per il Consorzio Vino Chianti nel 2019, dato di metà dicembre, le vendite hanno segnato un + 0,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e le stime indicano che il trend commerciale positivo proseguirà negli ultimi giorni dell'anno. 

Lo rende noto lo stesso Conzorzio il cui presidente, Giovanni Busi, commenta: “Un segno più che riveste un'importanza particolare in questo momento di mercato complessivamente non felice, soprattutto a livello europeo dove il nostro principale acquirente, la Germania, è di fatto in crisi”. La vendemmia 2019, spiega ancora Busi, “è andata bene, abbiamo raggiunto l'obiettivo della riduzione del 10% delle quantità che ci eravamo dati per mantenere i magazzini in linea con l'andamento commerciale. Abbiamo magazzini capienti per affrontare il mercato e la qualità 2019 è ottima. Il merito di questo risultati è delle aziende che negli anni scorsi hanno fatto importanti investimenti, come dimostra il fatto che ad oggi il 75% dei vigneti è stato rinnovato”. Nel 2019 il mercato di riferimento si è confermato quello statunitense, ma segnali molto importanti sono arrivati dalla Cina con volumi in aumento.

Poche soddisfazioni invece dai tradizionali bacini europei, Germania e Regno Unito. “Le nostre aspettative per il 2020 partono da questo quadro – prosegue Busi – Sicuramente aumenteranno le esportazioni verso la Cina dove si consolideranno i rapporti con nuovi clienti avviati nel 2019. L'altra partita” è “quella per l'accordo Mercosur: attualmente paghiamo dazi altissimi per vendere in America Latina: la liberalizzazione dei commerci spalancherebbe per noi degli scenari incredibili”. Riguardo agli Stati Uniti “bisogna capire se la minaccia di dazi resterà tale o se c'è davvero una volontà di applicarli. Al momento regna l'incertezza”.

C.d.G.