“La biodiversità è un patrimonio gigantesco che protegge la salute umana, connota l’ambiente e la nostra vita”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto ieri al Teatro Regio di Torino la 16ª edizione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma fino a domenica.
Al centro dell’intervento del Capo dello Stato il tema scelto per questa edizione, Biodiversity – Be diversity, e la necessità di proteggere la ricchezza biologica come condizione per il futuro. “Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi”, ha sottolineato Mattarella, richiamando il ruolo dell’agricoltura e la necessità di un impegno condiviso tra istituzioni, produttori e cittadini.
“Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo, che insieme ci veda impegnati per la pace tra i popoli”, ha aggiunto il presidente, invitando a considerare la tutela della terra come una responsabilità verso le generazioni future.
A Torino sono arrivati 1.500 delegati da 120 Paesi, espressione della rete internazionale di Slow Food. Rivolgendosi a loro, la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini ha ribadito il significato della biodiversità non soltanto in termini agricoli e ambientali, ma anche sociali e culturali. “Siate e coltivate la diversità”, ha detto, definendo i delegati di Terra Madre «la prova che esiste un’altra idea di mondo».
Quella inaugurata ieri è anche la prima edizione di Terra Madre senza Carlo Petrini, fondatore di Slow Food scomparso lo scorso maggio. Il suo ricordo ha attraversato la cerimonia. Edward Mukiibi, presidente di Slow Food, ha ricordato il ruolo di Petrini nel dare voce alle comunità rurali e nel costruire una rete internazionale fondata sulla tutela della biodiversità e sul diritto a un cibo buono, pulito e giusto.
Anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo hanno sottolineato l’assenza di Petrini, evidenziandone al tempo stesso l’eredità. “Manca la presenza fisica di Carlin Petrini, ma c’è la sua presenza emotiva e ideale”, ha detto Cirio.
Un messaggio è arrivato anche da re Carlo III, letto dall’ambasciatore britannico in Italia Stephen Hickey. Il sovrano ha ricordato la “passione”, l’”umanità” e l’ironia di Petrini, sottolineando come la sua eredità resti centrale per il movimento Slow Food e per la difesa della biodiversità.
Prima della cerimonia, Nappini ed Edward Mukiibi hanno incontrato Mattarella insieme al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Al presidente sono stati consegnati gli Atlanti dell’Arca del Gusto, il progetto al quale Petrini aveva lavorato fino alla sua scomparsa: 18 volumi che raccolgono 1.450 prodotti a rischio di estinzione tra varietà vegetali, razze animali e produzioni tradizionali italiane.
Mukiibi ha inoltre consegnato al presidente una lettera della rete globale di Slow Food, con un appello sui temi della pace, della giustizia alimentare e della tutela della biodiversità. A rappresentare la rete internazionale di Terra Madre durante la cerimonia sono stati quattro delegati: Ireri Elisa Origel Rodriguez dal Messico, Mohamed Abdikadir Somo dalla Somalia, Xu Kung-Lien da Taiwan e Yuliia Pitenko dall’Ucraina.
Fino a domenica Torino sarà così il punto d’incontro di comunità, produttori, cuochi, agricoltori e attivisti provenienti da tutto il mondo. Un’edizione che, nel segno della biodiversità, raccoglie l’eredità di Petrini e prova a proseguirne il lavoro attraverso la rete costruita in oltre vent’anni di Terra Madre.