Nel ricco panorama delle produzioni artigianali, italiane e internazionali, non sono poche quelle che riescono a spiccare in virtù di qualità ben precise. Alcune per la complessità e la potenza di fuoco sviluppate dal rispettivo arsenale organolettico; altre per la versatilità nell’abbinarsi, a tavola, con piatti della più diversa natura; altre ancora per la stupefacente facilità di beva e la capacità di dare immediato sollievo alle ugole più assetate.
Ecco, queste ultime sono le nostre birre-toccasana. Tra queste, oggi, presentiamo la Nysa: una Pils da 5,4 gradi firmata a Cornuda (in provincia di Treviso) dalla scuderia veneta La Rü, marchio commerciale sotto il quale viaggiano sul mercato le etichette della Piccola Fabbrica Bosco Fagarè.
La ricetta e la missione
La ricetta della Nysa è assai semplice, come spiega il birraio di casa La Rü, Stefano Favretto. La miscela secca è composta da solo malto d’orzo chiaro, nello specifico Pils, con una quota di Cara Pils a garantire una certa profondità nel colore, nella compagine olfattiva e nella struttura. Il protocollo di luppolatura si affida a uno schema di gettata estremamente lineare, che vede come protagoniste due varietà classiche del paniere mitteleuropeo: il tedesco Perle, utilizzato in amaro, e il Saaz, impiegato in aroma.
Allo stesso modo, nel tino di fermentazione, la palla passa a un ceppo di lievito Lager selezionato per lo stile e scelto, in particolare, per le sue prerogative di pulizia e diligenza attenuativa. È questa l’impalcatura progettuale di una birra destinata a un compito preciso, da svolgere senza fronzoli: farsi bere facilmente e piacevolmente, in tutte le situazioni e in tutte le stagioni dell’anno; insomma, ogni giorno, a qualsiasi ora.
La personalità sensoriale
Riesce la Nysa a condurre in porto la missione per la quale è stata concepita? Sì, ci riesce eccome. Grazie a un temperamento accessibile, ma non banale, e alla capacità di garantire appagamento senza stancare. In mescita, il colore è un dorato pieno, la trama visiva pulita (l’occhio coglie appena la nervatura di sottili sospensioni); la schiuma cresce voluminosa e bianca, evidenziando poi buone doti di aderenza e persistenza. Alle narici, l’olfazione consegna un ordito di stampo campestre, in cui si ravvisa una filigrana fresca e articolata, fatta di sensazioni principalmente panificate (crosta appena imbiondita), erbacee (prato falciato, fieno) e floreali (camomilla, tiglio, malva).
Tutto ciò prepara una bevuta che, come detto, vuole essere non frettolosa ma disinvolta: obiettivo che raggiunge felicemente grazie alla gradazione contenuta, alla corporatura medio-leggera, alla carbonazione vivace ma non aggressiva e a una condotta palatale che parte rotonda e chiude asciutta, ancorandosi alla parabola di un amaro incisivo, sì, ma mai arrogante né tantomeno astringente.
Abbinamento, anzi, abbinamenti
Abbinare una Pils, con la sua netta vena amaricante — per quanto pulita e priva di risvolti abrasivi — si rivela sempre un compito non così semplice. Le strade da seguire sono sostanzialmente due: accompagnarla a un boccone imperniato sulle morbidezze (grassi, carboidrati, amidi, zuccheri, alcune proteine come quelle dell’uovo o del latte) e privo di asperità confliggenti (sapide, acide, astringenti); oppure cercare una sovrapposizione attenuativa con un piatto a sua volta dotato di amaricatura, a patto che — come quella della birra — non sia accompagnata da connotati duri (gli stessi di cui sopra).
La prima strategia funziona, per esempio, con un tortino freddo di ricotta, spolverato con un trito di erbe aromatiche quali maggiorana, timo, cedrina o melissa, selezionate per riprendere le dominanti olfattive della Nysa. La seconda opzione (amaro su amaro, entrambi in purezza) trova invece una delle sue applicazioni in una porzione di gnocchi gnudi conditi con burro e salvia, oppure in una torta salata il cui ripieno contenga formaggio fresco e verdure come spinaci, bietole, radicchio o cavolo nero.
Molto più semplici gli abbinamenti immateriali: le freschezze prative della Nysa rispecchiano quelle di una bella giornata di primavera, da trascorrere sorseggiando la birra in campagna o in collina, tra le ombre di qualche filare alberato e lungo un sentiero lontano dai rumori della città.
Burra La Rü
Via Bosco del Fagarè, 4, Cornuda (Treviso)
0423 839762
www.birralaru.it