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Biodiversità in vigna, Barone Pizzini entra nella rete dei “Custodi” di Legambiente

24 Settembre 2026
Silvano Brescianini e Damiano Di Simine Silvano Brescianini e Damiano Di Simine

Dopo il riconoscimento internazionale “Biodiversity Friend”, per Barone Pizzini arriva una nuova qualifica dedicata all’impegno per la tutela dell’ambiente. La cantina di Provaglio d’Iseo è stata infatti riconosciuta da Legambiente come “Custode della Biodiversità”, un ulteriore passaggio nel percorso che da oltre trent’anni vede l’azienda impegnata sui temi della sostenibilità e della tutela del territorio.

Il riconoscimento arriva nell’ambito di Life NatConnect2030, progetto europeo che punta a rafforzare la tutela della natura attraverso una rete di imprese, enti, associazioni e comunità chiamati a prendersi cura concretamente dei territori in cui operano.

Entrare nella rete dei Custodi significa non soltanto ricevere un attestato, ma assumere volontariamente specifici impegni per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità. È questo il principio della “custodia del territorio” promosso da Legambiente Lombardia: coinvolgere direttamente chi vive e lavora in un determinato luogo, rendendolo parte attiva della sua salvaguardia.

Essere Custode significa quindi contribuire con azioni concrete alla conservazione della natura, alla cura dei luoghi e alla tutela di un bene comune.

“Abbiamo sempre visto gli enti certificatori come un punto di vista nuovo, un occhio che guardava cose diverse rispetto a quelle che guardavamo noi e quindi come un’opportunità e non come un limite. Fai il biologico perché, per il pezzo di terra che lavori, tu stai cercando di cambiare il mondo”, dichiara Silvano Brescianini, amministratore delegato di Barone Pizzini. E aggiunge: “Incoraggiando la biodiversità, permettiamo alla vite di crescere in un suolo ricco di vita, sviluppando una maggiore resistenza alle malattie”.

Per Barone Pizzini si tratta della prosecuzione di un percorso che considera da tempo il vigneto non come una semplice superficie produttiva, ma come un vero e proprio ecosistema, sopra e sotto la superficie. La qualità dell’uva viene così messa in relazione con la vitalità del terreno, la presenza di diverse specie vegetali e animali e l’equilibrio complessivo dell’ambiente.

La qualifica di Custode offre ora nuovi strumenti di osservazione, monitoraggio e conoscenza della biodiversità presente nei vigneti.

“Tutto questo implica più impegno, sia intellettuale che operativo, e richiede di adattarsi ai ritmi della natura, ma non sarebbe incoerente pensare a un prodotto di qualità fatto con cose che non hanno nulla a che fare con la natura?”, osserva Brescianini. “Del resto, il biologico e la sostenibilità sono il mezzo, il fine è la qualità”.

Tra gli impegni previsti dal progetto c’è il monitoraggio della biodiversità del suolo, un ambito sul quale Barone Pizzini lavora già da anni insieme allo Studio Agronomico Sata. Il programma prevede il censimento dei microartropodi, utilizzati come indicatori della salubrità e della fertilità biologica del terreno, e l’attribuzione dell’indice QBS-ar, in collaborazione con l’Agrofood Research Hub dell’Università degli Studi di Brescia.

Parallelamente sarà monitorata anche la biodiversità presente al di sopra del suolo, con particolare attenzione a carabidi, coleotteri, ditteri e imenotteri.

L’impegno comprende inoltre la valutazione dei servizi agroecosistemici presenti nei vigneti, dai siti di nidificazione alle aree umide, fino agli spazi favorevoli agli insetti pronubi, oltre al calcolo della capacità di sequestro del carbonio dell’ecosistema agricolo. I dati raccolti e le attività svolte saranno inoltre oggetto di divulgazione.

Life NatConnect2030 – Natural connections for Natura2000 in Northern Italy to 2030 è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea, coordinato da Regione Lombardia con la partecipazione di 16 partner e il supporto di Fondazione Cariplo. Avviato nel 2024 e destinato a proseguire fino al 2032, coinvolge Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Trento.

L’obiettivo è rafforzare la tutela della biodiversità e la connessione della rete ecologica attraverso interventi sul ripristino degli habitat, sulle connessioni ecologiche, sull’adattamento ai cambiamenti climatici e sulla gestione delle specie invasive.

La consegna ufficiale dell’attestato è avvenuta giovedì 24 settembre nella sede di Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo, durante l’incontro “Biodiversità in vigna”, dedicato al rapporto tra ambiente, suolo e viticoltura sostenibile. La mattinata ha visto gli interventi di Legambiente Lombardia, Ersaf e Studio Agronomico Sata e si è conclusa con una visita guidata in vigneto e la consegna dell’attestato a Silvano Brescianini.