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L'azienda

Consulenze, si interrompe la collaborazione tra l’enologo Bean e Benanti

01 Marzo 2014
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Da sinistra Giuseppe Benanti e Michele Bean

Stop alla consulenza dell'enologo Michele Bean.

L'azienda del cavaliere Giuseppe Benanti ha deciso di avvalersi solo del lavoro di Vincenzo Calì, il tecnico che ormai da molto tempo segue le sorti della cantina di Viagrande, sull'Etna, una delle aziende più importanti di questo territorio. Il contratto è in scadenza e non verrà rinnovato.

«Non c’è alcun motivo personale – precisa Antonio, il figlio di Giuseppe Benanti – con Michele abbiamo avuto per tre anni un rapporto cordiale e professionalmente corretto. E con molte gratificazioni. Purtroppo i tempi cambiano ad una velocità che fatichiamo a mantenere e siamo “costretti” a rivedere alcune strategie”. Poi Antonio Benanti sposta le sue considerazioni sugli aspetti commerciali del prossimo futuro: “Sono i mercati che ci condizionano. I gusti dei consumatori si evolvono in continuazione, le richieste mutano, sono sempre più apprezzati gli autoctoni e quindi dobbiamo concentrarci per modulare le nostre offerte secondo queste logiche. In ogni caso un catalogo con quattordici etichette diverse – continua Benanti – è idoneo per chi produce milioni di bottiglie e deve soddisfare diverse fasce della distribuzione che vanno da quelle della Gdo e all’Horeca. Noi miriamo alle “fasce alte”  anche all'estero. Ogni mercato ha una sua caratteristica ma che comunque si distingue per la costante e omogenea preferenza e attenzione per il vitigno autoctono e per il “vino di territorio”. Così ci concentreremo su sette-otto etichette, i nostri classici”. Calì ha lunga esperienza con i Benanti. Il suo lavoro è cominciato al tempo in cui l'azienda si avvaleva della consulenza di Salvo Foti.

S.G.