Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
L'azienda

“Ecco la formula per affrontare bene i mercati”

15 Gennaio 2013
diegocusumano diegocusumano

Non ha dato tempo neanche alla convalescenza dall’influenza, che sta affliggendo parecchi in questi primi giorni dell’anno.

A quest’ora sarà già operativo in Germania. E’ ricominciato il giro del mondo per Diego Cusumano (nella foto). Nei prossimi giorni dall’Europa si sposterà negli Usa, poi in Giappone e ancora in Russia e poi nei Paesi Scandinavi e chissà in quali e quanti altri territori oltre confine nei mesi a seguire. Il produttore globetrotter siciliano alla guida insieme al fratello Alberto di una delle aziende più grandi e solide dell’Isola che ha sede a Partinico, in provincia di Palermo, è di nuovo pronto ad affrontare un 2013 che offre buone prospettive per l’estero con tinte meno cupe di quelle diramate dai media, lo sostiene lui che ama definirsi “dannatamente ottimista”.

Diego Cusumano è uno di quelli che non si ferma mai, perché il suo vino lo segue personalmente a qualsiasi latitudine del globo, e proprio per questo spostarsi da un continente all'altro è uno dei pochi produttori che ha forse piena e ampia visione di come va il comparto del vino, gli abbiamo chiesto allora un parere e prospettive sul settore, come si sta muovendo questo e verso dove si sta dirigendo. Ma prima di rispondere con i pronostici Cusumano tiene a ribadire prima di tutto un cardine fondamentale, da cui forse, poi, dipende il successo stesso delle aziende nei mercati, quel quid che fa decadere il dover inputare a tutti i costi la situazione attuale a dinamiche e a congiunture economiche sfavorevoli. questo cardine è “l'affrontare il mercato in prima persona”. Come spiega il produttore: “L’imprenditore italiano – dice – che produca vino o lacci di scarpe,  se non gira il mondo non può fare crescere l’azienda. Il mondo è piccolo, grazie alla comunicazione via web, ma se non lo si frequenta e non lo si conosce di persona non si può fare una strategia di mercato che poi abbia successo, non lo si può fare se non si percepiscono i sentimenti dei clienti o degli importatori sul nostro vino. Il vino è come la tua fidanzata, non puoi delegare qualcun altro per stare con lei. E in questo momento è necessario più che mai girare i mercati, la crisi azzera i valori mettendo in evidenza la variabile prezzo. E poi bisogna avere la cultura del bello. Ci vuole anche quella. Forma e sostanza stanno insieme, se la crisi fa dimenticare questo siamo dinanzi ad una reazione  tipicamente italiana e allora diventiamo azienda che produce prezzi e non vino”.

Costante presenza nei mercati di riferimento, ci sarebbe poco da fare insomma, solo qualche impegno e sforzo in più per curare personalmente i rapporti con chi poi quel vino dovrà diffonderlo e promuoverlo presso il consumatore. Una regola semplice, che Cusumano ha fatto propria come filosofia di vita: “Il mondo è lì, basta girarlo e imparare”. “Bisogna affermarsi facendo politica del marchio. Vedo ancora che la Sicilia non riesce a farlo, o almeno lo fanno ancora in pochi. All’estero i nostri vini sono considerati come vini buoni e a prezzi convenienti. Ecco allora la necessità di lavorare sul marchio, e questo dovrebbe essere fatto da tutti, investendo denaro oggi e aspettando che questo investimento ritorni nel tempo. Ma bisogna farlo in modo corale”. Quindi seminare ora per avere domani. Questo è un altro modus operandi che Cusumano ha appreso grazie al suo girovagare. “E’ stato il mio importatore giapponese ad insegnarmi a vedere così le cose. attendevo da mesi, sei, un ok su un nuovo vino che avevo mandato per farlo assaggiare quando lo incontrai gli chiesi il perché di così tanto tempo per prendere la decisione, mi rispose: abbiamo preso tempo per ponderare  attentamente, perché ogni cosa che decidiamo non è per ora ma per sempre. Questo significa che anche se non saremo gratificati nel breve periodo dobbiamo pensare che poi la sfida la vinceremo in seguito”.

E' da questa prospettiva che Cusumano guarda alla ripresa dei mercati. “La crisi dei consumi in Italia che si è registrata nei mesi scorsi, antecedenti alla fine del duemiladodici, non si è concretizzata solo per la crisi strutturale dei consumi ma anche per l’avvio dell'articolo sessantadue arrivata sotto Natale che ha demoralizzato i nostri clienti i quali si sono difesi rinunciando agli acquisti. Sperando in tempi migliori hanno colpito così le vendite. Penso che la crisi finirà, come tutte le cose prima o poi finiscono. Dipenderà in quanto tempo ciò avverrà anche da chi ci governerà e dagli obiettivi che si prefiggeranno. Comunque, noto per esempio che in Inghilterra e negli Usa si sta a poco a poco uscendo da questo stato di recessione. Di questa crisi dobbiamo farne tesoro e non buttarcela solo alle spalle e fare in modo che gli imprenditori non facciano i finanzieri, che adottino un nuovo orientamento verso i dipendenti, perché il costo del lavoro è troppo oneroso per gli imprenditori e gli stipendi troppo bassi per far ripartire i consumi in Italia. E che si ricominci a erogare credito alle imprese. Pian piano le cose si aggiusteranno”. Sembra che l'azienda che conta 189 ettari a Ficuzza, che produce 2milioni e 600 mila bottiglie all'anno e che esporta in 60 Paesi, abbia trovato il giusto spirito per stare nei mercati. Ma Cusumano non guarda solo all'estero. “Non dobbiamo abbandonare i nostri ristoratori – ribadisce -. Sono stati ambasciatori per i vini siciliani e italiani nel mondo, per ora soffrono la crisi dei consumi, dobbiamo colaborare e trovare soluziolni con loro”. Dalla rivista Il Mio Vino l'azienda Cusumano è stata eletta Cantina dell'Anno ricevendo il Grand Prix del Vino Italiano 2013. 

M.L.