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L'azienda

Le Marche del vino, la sfida della famiglia Vicari: “Così valorizziamo la Lacrima di Morro d’Alba”

16 Giugno 2026
Valentina e Vico Vicari Valentina e Vico Vicari

Le Marche del vino custodiscono tesori spesso celebrati, ma capaci di raccontare identità e territorio con straordinaria autenticità. Tra questi c’è la Lacrima di Morro d’Alba, vitigno simbolo di un piccolo angolo della provincia di Ancona affacciato sull’Adriatico. Qui, tra i Castelli di Jesi e il mare di Senigallia, la famiglia Vicari coltiva la vite da oltre trecento anni, trasformando una storia iniziata nel Settecento in una delle realtà di riferimento della denominazione.

La storia documentata della famiglia risale al 1720. “Il primo documento che abbiamo ritrovato è proprio di quell’anno – racconta Valentina Vicari, oggi responsabile commerciale ed export dell’azienda -. Eravamo conosciuti come la famiglia Vicario, quelli del Pozzo Buono, perché da sempre legati a questa valle. Tutti coltivavano la terra, tutti facevano vino”.

Una tradizione che si è consolidata nel tempo fino ad assumere la forma attuale grazie al lavoro di Nazareno Vicari, che ha preso le redini dell’azienda nel 1989, e successivamente dei figli Vico e Valentina. Il primo segue la produzione agronomica ed enologica, la seconda i mercati italiani e internazionali.

Il cuore della proprietà è la Valle del Pozzo Buono, diventata negli anni il simbolo della cantina. Qui si trovano ben 33 dei 43 ettari vitati aziendali, oggi completamente coltivati in regime biologico dopo il completamento della conversione. Non è un caso che proprio il pozzo sia diventato il logo della cantina: un segno grafico che racconta l’origine della famiglia e il legame profondo con questa porzione di territorio.

Siamo a circa 180 metri sul livello del mare, a una decina di chilometri da Senigallia. Le colline che circondano Morro d’Alba rappresentano il lembo più orientale dei Castelli di Jesi e risentono fortemente dell’influenza marina. I terreni, caratterizzati da sabbia e argilla, regalano ai vini una marcata impronta sapida e minerale.

“Morro d’Alba è il Castello di Jesi più vicino al mare – spiega Valentina -. Questa caratteristica la ritroviamo soprattutto nei bianchi, che esprimono una salinità molto evidente”.

L’azienda produce oltre 160 mila bottiglie l’anno, alle quali si aggiunge una quota di vino sfuso. Il mercato resta prevalentemente italiano, mentre il 20-25% della produzione raggiunge l’estero, con esportazioni in Europa, Stati Uniti e Giappone.

Se il Verdicchio rappresenta una parte importante della produzione, è però la Lacrima di Morro d’Alba il vero tratto distintivo della cantina. Vicari ne propone ben cinque interpretazioni differenti, dimostrando una versatilità rara per un vitigno che continua ancora oggi a sorprendere.

“La Lacrima è un rosso particolare», racconta Valentina. «Non è un vino pesante o eccessivamente tannico. È estremamente riconoscibile e versatile. Tra cento vini lo individui semplicemente avvicinando il bicchiere al naso, soprattutto per quel suo profumo di rosa”.

Una filosofia che ha portato l’azienda a sperimentare tutte le potenzialità espressive del vitigno: dalla versione tradizionale al passito, dal superiore ottenuto con appassimento controllato fino al Metodo Classico.

Proprio quest’ultimo rappresenta una delle intuizioni più interessanti della famiglia. Nel 2011 Vico Vicari inizia a produrre uno dei primi spumanti Metodo Classico da Lacrima d’Italia. «Tutti chiedevano bollicine», ricorda Valentina. «Mio fratello disse: se devo farle, le faccio di Lacrima. All’epoca non esistevano praticamente esempi sul mercato». Oggi la cantina continua a produrre questa etichetta con lunghi affinamenti sui lieviti, contribuendo ad ampliare gli orizzonti della denominazione.

La degustazione

Il percorso di degustazione ha offerto una lettura completa della filosofia aziendale.

Ad aprire l’assaggio è stato L’Insolito del Pozzo Buono 2023, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore proveniente da un vigneto dedicato. Il nome nasce dall’effetto sorpresa provocato primo assaggio, caratterizzato da profumi agrumati e da una veste aromatica insolita rispetto alla tradizione aziendale. Il vino si distingue per freschezza, precisione aromatica e una lunga scia sapida che richiama immediatamente la vicinanza del mare.

Si passa quindi alla Lacrima con Essenza del Pozzo Buono 2025, ottenuta attraverso macerazione carbonica. È probabilmente la versione che meglio esalta il patrimonio aromatico del vitigno: rosa, viola, piccoli frutti rossi e una straordinaria fragranza gustativa. Un vino immediato, coinvolgente e profondamente territoriale.

Maggiore struttura e profondità caratterizzano invece il Lacrima del Pozzo Buono Superiore 2022, prodotto con un periodo di appassimento controllato delle uve. Il risultato è un rosso più concentrato e complesso, nel quale alle note floreali tipiche della varietà si affiancano sentori di frutta matura, spezie e leggere sfumature balsamiche. In bocca mantiene equilibrio e morbidezza, senza rinunciare a una notevole persistenza.

A chiudere la degustazione è il passito di Lacrima di Morro d’Alba Amaranto del Pozzo Buono 2023. Il profilo aromatico è raffinato, dominato da rosa, frutti rossi e spezie fini, mentre il sorso mostra equilibrio, profondità e una notevole capacità di esprimere il lato più nobile e delicato del vitigno. Perfetto in abbinamento ad un buon cioccolato fondente.