Il caldo spinge il gelato e il confezionato corre ancora più veloce. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite di gelato confezionato nel canale retail sono cresciute del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un risultato che conferma il momento positivo di un comparto che in Italia vale circa 3 miliardi di euro e che continua a guadagnare terreno anche sul mercato europeo.
I dati, diffusi dall’Istituto del Gelato Italiano in occasione dell’incontro stampa organizzato a Roma sul rapporto tra gelato, alimentazione e sport, fotografano un mercato in espansione. Nel 2025 in Italia sono state prodotte 261 mila tonnellate di gelato confezionato, mentre le vendite hanno raggiunto circa 3,4 miliardi di porzioni, con un consumo pro capite vicino ai 3 chili.
La crescita non riguarda soltanto il mercato interno. Nel 2025 la produzione italiana è aumentata del 10% in volume rispetto all’anno precedente, il ritmo più elevato tra i cinque principali produttori dell’Unione europea. L’Italia si colloca così al secondo posto in Europa per quantità prodotte, dietro la Germania e davanti alla Francia, secondo i dati Eurostat.
Anche il consumo fuori casa mostra segnali positivi. Nei primi sei mesi del 2026 il gelato da passeggio è cresciuto del 4% in volume rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato sostenuto anche dalla rete distributiva: sono oltre centomila i bar raggiunti dal prodotto sul territorio nazionale.
Un’estate che ha spinto i consumi
Il dato del retail assume particolare rilievo in un’estate caratterizzata da temperature elevate. Il gelato confezionato si conferma un prodotto trasversale, presente in occasioni di consumo molto diverse e sempre più legato alla quotidianità degli italiani.
È proprio partendo da questa diffusione che l’Istituto del Gelato Italiano ha scelto di affrontare anche il rapporto tra gelato e attività fisica, presentando a Roma il Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo, realizzato dall’Igi e curato da Michelangelo Giampietro, medico specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione.
Il documento affronta fabbisogno energetico, equilibrio nutrizionale, idratazione, digeribilità, alimentazione prima e dopo l’allenamento e recupero. L’obiettivo è individuare quale spazio possa trovare il gelato all’interno di una dieta varia ed equilibrata.
Secondo il Manifesto, anche alimenti ricchi di acqua possono contribuire all’apporto di liquidi e, in questo contesto, vengono citati anche gelati, ghiaccioli e granite. Nel post-allenamento, tra le possibili soluzioni per reintegrare energie, liquidi e sali minerali dopo lo sforzo, viene indicato anche il gelato.
“Il gelato confezionato è senza dubbio un alleato fidato per tutti coloro che si dedicano all’attività sportiva – commenta il presidente Igi Michelangelo Giampietro –. L’acqua contenuta in tutti i gelati, soprattutto nei ghiaccioli e nelle granite, contribuisce al reintegro dei liquidi persi durante l’esercizio fisico, a causa della maggiore sudorazione. Zuccheri, proteine e grassi presenti nei gelati concorrono a coprire il fabbisogno nutrizionale dello sportivo, soprattutto, ma non solo, nella fase di recupero muscolare”.
Quarantaseimila gelati per le persone fragili
Accanto ai numeri del mercato e al tema dell’alimentazione, l’Igi ha presentato anche l’impegno sociale delle aziende aderenti. Durante l’estate, in collaborazione con Caritas, sono stati donati circa 46 mila gelati a persone in condizioni di fragilità in diverse città italiane, tra cui Torino, Roma, Cagliari, Pescara e Firenze.
Il comparto, dunque, chiude l’estate con numeri in crescita sul fronte dei consumi e con un’attenzione sempre maggiore ai diversi momenti in cui il gelato entra nella vita quotidiana: dal consumo domestico a quello fuori casa, fino allo sport e alle iniziative di solidarietà.