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Scenari

Farinetti “attacca” Grillo: “E’ un razzista”

27 Dicembre 2016
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La polemica nata dopo la presa di posizione del comico in merito ai rimpatri di immigrati irregolari, controlli e abbandono di Schengen


(Oscar Farinetti, Donald Trump e Beppe Grillo)

Sembra una cosa strana, ma Oscar Farinetti, patron di Eataly, e Donald Trump, il neo-eletto Presidente americano hanno una cosa in comune. 

Si tratta dell'utilizzo di personale straniero all'interno delle loro imprese. Ma mentre Farinetti lo dice con fare orgoglioso, Trump, che del blocco degli immigrati ha fatto gran parte della sua campagna elettorale, non lo urla certo ai quattro venti. Anzi. L’azienda vinicola di Trump con sede in Virginia, e gestita dal figlio Eric, si avvale sin dal 2014 di lavoratori  agricoli stagionali messicani. E anche nel 2016, ha assunto 6 lavoratori agricoli stagionali provenienti dal Messico. Lo stesso succede per l’esclusivo club privato di Trump di Mar-a-Lago, come riportato dal Palm Beach Post, dove il miliardario americano impiega lavoratori stranieri con mansioni di cuochi o camerieri in quanto “è molto, molto difficile ottenere personale”.

Farinetti, invece, ne va fiero dell'utilizzo di personale straniero nel suo impero. La Stampa, qualche giorno fa, ha riportato alcune sue dichiarazioni, in cui ribatteva alla presa di posizione di Beppe Grillo in merito ai rimpatri di immigrati irregolari, controlli e abbandono di Schengen: “Quel razzista di Grillo ha prodotto la sua filippica con toni da legge razziale contro le immigrazioni. Ma io penso agli extracomunitari che sono nel nostro organico. Tra loro ci sono anche 18 rifugiati politici e tutti lavorano con grande impegno. Ho mandato loro un abbraccio”. E i lavoratori stranieri utilizzati da Farinetti sono 223, disseminati tra tutti i punti vendita Eataly in giro per l’Italia, tra cui i 18 profughi nominati da Farinetti. Tutti contribuiscono al buon andamento di Eataly e quindi dell’economia italiana, così come le migliaia di lavoratori agricoli stranieri, di cui almeno la metà illegali contribuiscono alla crescita delle imprese statunitensi, comprese quelle del clan Trump.

C.d.G.