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Scenari

Nocciola, al via un nuovo percorso formativo per i professionisti del settore

13 Ottobre 2026
Formazione in un campo di nocciole Formazione in un campo di nocciole

Innovazione, sostenibilità e formazione sono le leve su cui investire per il futuro della corilicoltura italiana. In un comparto chiamato a confrontarsi con il cambiamento climatico, la diffusione di nuove fitopatie e il progressivo invecchiamento degli impianti, le competenze tecniche assumono un ruolo sempre più centrale. Da queste premesse riparte l’Hazelnut Agronomy Program (Hap), che apre le candidature alla sua seconda edizione, confermando l’impegno di Ferrero Hazelnut Company, European Institute of Innovation for Sustainability (Eiis) e Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (Conaf) a sostegno della filiera italiana della nocciola.

Le candidature potranno essere presentate fino alle ore 12 del 18 novembre 2026, data di avvio ufficiale del percorso formativo. L’iniziativa è promossa da Ferrero Hazelnut Company, divisione del Gruppo Ferrero dedicata alla filiera globale della nocciola, in collaborazione con Eiis e Conaf, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione del settore attraverso nuove conoscenze e strumenti operativi.

La seconda edizione raccoglie il testimone del percorso presentato il 9 giugno durante l’Hazelnut Summit, ospitato presso la sede del Parlamento europeo a Roma. Il bilancio del primo anno è stato significativo: oltre 1.000 adesioni e più di 70 ore di formazione complessive. Tra i candidati, 120 professionisti sono stati selezionati per partecipare a quattro sessioni in presenza organizzate in Piemonte, Umbria, Lazio e Campania, presso le Università di Torino, Perugia, della Tuscia e di Salerno.

Accanto alla formazione prende forma anche una rete di confronto tra professionisti. Con la nuova edizione debutterà infatti la HAP Community, uno spazio pensato per consolidare le relazioni nate durante il primo anno, favorire lo scambio di esperienze e promuovere la diffusione di soluzioni e buone pratiche tra i diversi protagonisti della filiera.

Il programma sarà interamente finanziato dai promotori e riconosciuto ai fini del conseguimento dei crediti formativi professionali. Potranno candidarsi dottori agronomi, tecnici di cooperativa, professionisti del settore e studenti dell’ultimo anno dei corsi di laurea in scienze agrarie. Il percorso durerà circa otto mesi e alternerà lezioni online e incontri in presenza nelle principali regioni corilicole italiane. Le soluzioni più interessanti elaborate dai partecipanti saranno presentate in occasione dell’Hazelnut Summit conclusivo.

Alla base del progetto c’è la collaborazione tra impresa, professionisti, ricerca e istituzioni, con l’intento di tradurre l’innovazione scientifica in strumenti concreti per il lavoro in campo. In questo contesto, il dottore agronomo assume un ruolo strategico nel collegare ricerca e pratica agricola, contribuendo allo sviluppo di sistemi produttivi più efficienti, sostenibili e capaci di rispondere alle trasformazioni del settore.

“Il successo della prima edizione conferma quanto sia forte, nella corilicoltura italiana, la domanda di competenze, innovazione e strumenti concreti per affrontare le sfide del settore. Con questa nuova edizione Ferrero rinnova il proprio impegno accanto alla filiera, investendo sulle persone e sulla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti”, afferma Marco Botta, General Manager Ferrero Hazelnut Company.

“L’Hazelnut Agronomy Program dimostra che la sostenibilità si costruisce anche attraverso la formazione, il metodo e la capacità di mettere in dialogo competenze diverse. Consolidare questo percorso significa rafforzare un modello in cui innovazione scientifica e bisogni reali della filiera procedono insieme”, dichiara Carlo Alberto Pratesi, presidente di Eiis.

“La formazione continua è decisiva per rafforzare una filiera strategica per il Paese, come quella della corilicoltura. Già lo scorso anno, alla prima edizione, si sono registrate centinaia di adesioni di dottori agronomi, a conferma della consapevolezza dei colleghi che solo attraverso l’aggiornamento professionale continuo e di qualità si può far crescere il settore, che richiede competenza e soluzioni sostenibili per migliorare le produzioni”, conclude Mauro Uniformi, presidente del Conaf.