Oltre 130 miliardi di euro l’anno e un impatto sulle emissioni di gas serra del sistema alimentare europeo stimato intorno al 16%. Sono i numeri dello spreco alimentare nell’Unione europea, tema al centro della Giornata Internazionale di Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari, che si celebra oggi, 29 settembre. Un fenomeno sul quale l’Europa ha fissato nuovi obiettivi di riduzione e che continua a coinvolgere in modo significativo anche le famiglie italiane.
La Direttiva Ue 2025/1892 stabilisce infatti obiettivi vincolanti da raggiungere entro il 31 dicembre 2030: una riduzione del 10% degli sprechi nella produzione e trasformazione alimentare e del 30% pro capite per quelli legati a commercio al dettaglio, servizi di ristorazione e nuclei domestici.
È proprio lo spreco nelle abitazioni a rappresentare una delle componenti più rilevanti del fenomeno. Secondo i dati dell’Osservatorio Waste Watcher, nel 2026 in Italia vengono gettati ogni settimana 554 grammi di cibo pro capite, circa 80 grammi al giorno. Il dato, pur rimanendo significativo, registra un miglioramento rispetto all’anno precedente: sono 63,9 i grammi in meno sprecati ogni settimana, pari a una riduzione del 10,3%.
In questo scenario, i prodotti surgelati vengono indicati come uno degli strumenti che possono contribuire a contenere gli sprechi domestici. Secondo l’ultima rilevazione disponibile, condotta nel 2025 dall’Osservatorio Waste Watcher per Iias – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, i prodotti surgelati rappresentavano appena il 2,2% del cibo complessivamente sprecato nelle famiglie italiane, con 14,9 grammi pro capite gettati ogni settimana.
“Lo spreco alimentare rileva un paradosso: in Ue la disponibilità di cibo ha raggiunto livelli senza precedenti, ma viviamo anche una fase in cui una quantità significativa di alimenti viene ancora sprecata”, spiega Giorgio Donegani, presidente Iias. Secondo Donegani, le caratteristiche dei surgelati possono aiutare a limitare il fenomeno: verdure già lavate e mondate, ad esempio, possono essere utilizzate nelle quantità necessarie e conservate più a lungo, mentre nel caso del pesce la surgelazione consente di prolungare la conservazione preservando gran parte delle sue caratteristiche nutrizionali.
Dalle famiglie alla ristorazione
Il tema dello spreco riguarda però anche la ristorazione professionale, che rientra tra i settori interessati dagli obiettivi fissati dalla nuova normativa europea. In questo ambito, secondo Iias, i surgelati possono contribuire a una gestione più programmabile delle materie prime, consentendo di utilizzare le quantità effettivamente necessarie e di mantenere disponibile una maggiore varietà di prodotti anche fuori stagione.
Il vantaggio viene evidenziato soprattutto per frutta e verdura, tra gli alimenti che più frequentemente finiscono tra i rifiuti. Secondo i dati citati dall’Istituto, nel 2025 i prodotti surgelati avrebbero generato uno spreco inferiore del 37,6% rispetto alle verdure fresche e del 17,4% rispetto a frutta e verdura conservata in vasetto o barattolo.
La possibilità di utilizzare solo la quantità necessaria, insieme alla maggiore durata del prodotto, viene quindi indicata come uno degli elementi che possono aiutare a contenere gli scarti anche nelle cucine professionali. Per Iias, la programmabilità degli acquisti può inoltre favorire una gestione più efficiente delle scorte e delle risorse.
L’Istituto richiama infine anche il tema della ristorazione pubblica, dove ritiene necessario un aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi (Cam) relativi all’impiego dei prodotti surgelati. Secondo Iias, un maggiore utilizzo di questi alimenti in strutture come scuole, ospedali, caserme, carceri e altre collettività potrebbe contribuire agli obiettivi nazionali di riduzione dello spreco alimentare.
Il valore nutrizionale come parte della lotta allo spreco
Accanto alla quantità di cibo che finisce nella spazzatura esiste poi una forma meno evidente di spreco: la perdita progressiva delle proprietà nutrizionali degli alimenti durante la conservazione.
È su questo aspetto che si concentrano due studi scientifici commissionati da Iias rispettivamente alla Sisa – Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e alla Ssica – Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari. Le ricerche, citate dall’Istituto, hanno analizzato la capacità della surgelazione di preservare nel tempo le caratteristiche nutrizionali di pesce e vegetali.
Secondo la revisione della letteratura scientifica condotta da Sisa, proteine, lipidi e omega-3 del pesce mantengono una sostanziale stabilità anche durante periodi prolungati di conservazione. Lo studio Ssica dedicato agli ortaggi evidenzia invece come la surgelazione rapida possa contribuire a preservare nutrienti e composti bioattivi, tra cui polifenoli e vitamine del gruppo B.
La lotta allo spreco alimentare, dunque, non riguarda soltanto ciò che viene gettato, ma anche il valore che un alimento riesce a conservare lungo il percorso che porta dalla produzione alla tavola. In questa prospettiva, secondo Iias, la surgelazione può rappresentare uno degli strumenti a disposizione di consumatori e operatori per ridurre gli sprechi e prolungare la disponibilità degli alimenti.